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Vino e olio d’oliva al centro dell’accordo Ue-India: atteso il taglio dei dazi

by Alessandro Bolzani
26 Gennaio 2026
in Il vino
Le previsioni del 2026 per il vino

Le previsioni del 2026 per il vino | Pixabay @IL21 - Vinamundi

Dopo anni di stop and go e un negoziato che sembrava destinato a restare incompiuto, Bruxelles e Nuova Delhi si avvicinano a un passaggio politico cruciale. L’Unione europea e l’India sono infatti pronte a formalizzare la conclusione politica di un accordo di libero scambio che potrebbe ridisegnare i rapporti economici tra le due aree. L’annuncio è atteso durante il vertice Ue-India in programma a Nuova Delhi tra il 25 e il 28 gennaio e, secondo fonti europee, l’intesa promette benefici concreti soprattutto per l’export agricolo europeo, pur lasciando intatti alcuni capisaldi considerati sensibili dal governo indiano.

Un negoziato lungo e strategico

Il dialogo commerciale tra Unione europea e India ha radici lontane. Avviato per la prima volta nel 2007, il negoziato si è arenato nel 2013 per poi riprendere ufficialmente solo nel luglio 2022. Da allora le delegazioni hanno lavorato su un impianto ampio, che va ben oltre lo scambio di merci e include servizi, investimenti e cooperazione regolatoria. Alla vigilia del vertice, diverse fonti a Bruxelles e a Nuova Delhi indicano che la maggior parte dei capitoli è stata chiusa o comunque portata a un livello tale da consentire una dichiarazione politica di conclusione. Resta però chiaro che non si tratta ancora di un accordo operativo: l’entrata in vigore richiederà un percorso di ratifica articolato, soprattutto sul fronte europeo.

Vino e olio d’oliva al centro dell’intesa

Uno dei capitoli più rilevanti per l’agroalimentare europeo riguarda la prevista riduzione dei dazi applicati dall’India su vino e olio d’oliva. Attualmente le tariffe indiane su molti prodotti alimentari importati sono particolarmente elevate e, nel caso del vino, arrivano a livelli che ne comprimono drasticamente la competitività. Per i produttori europei — in particolare italiani, francesi e spagnoli — una diminuzione “sensibile” dei dazi rappresenterebbe un cambiamento significativo, aprendo prospettive di crescita nel medio-lungo periodo, soprattutto nei segmenti di qualità medio-alta.

Per l’olio d’oliva, ancora un prodotto di nicchia nei consumi indiani ma in lenta espansione, un alleggerimento delle barriere tariffarie potrebbe favorire una diffusione più ampia. Resta tuttavia il peso delle imposte interne e delle dinamiche della distribuzione locale, che continueranno a incidere sul prezzo finale. Bruxelles sottolinea inoltre che l’impatto reale dell’accordo dipenderà non solo dalle percentuali di riduzione dei dazi, ma anche dalla capacità di ridurre le barriere non tariffarie e semplificare le procedure doganali.

Le linee rosse di Nuova Delhi

Accanto alle aperture sull’agroalimentare europeo, l’intesa mantiene paletti ben definiti su alcuni comparti considerati politicamente e socialmente sensibili in India. Secondo fonti diplomatiche, settori come la carne bovina, il pollame e lo zucchero resteranno esclusi da una liberalizzazione sostanziale, confermando una linea prudente già emersa nelle fasi precedenti del negoziato. Proprio lo zucchero ha suscitato particolare attenzione anche in alcuni Stati membri dell’Ue, tanto che la Commissione starebbe valutando l’introduzione di clausole di salvaguardia per evitare possibili effetti destabilizzanti sui mercati interni europei.

Oltre l’agricoltura

L’accordo non si esaurisce nel capitolo agricolo. Secondo quanto riportato da Reuters, l’intesa include impegni rilevanti anche su beni industriali, servizi e investimenti. L’India sarebbe pronta a concedere riduzioni tariffarie in settori industriali strategici, a partire dall’automotive europeo. Il negoziato affronta inoltre nodi regolatori complessi, come gli standard tecnici, le procedure doganali, il commercio digitale e la protezione degli investimenti. Non mancano i punti di frizione: Nuova Delhi ha più volte espresso preoccupazioni sul meccanismo europeo di aggiustamento del carbonio alle frontiere (Cbam), visto come un potenziale ostacolo alle esportazioni indiane verso il mercato dei Ventisette.

Il valore geopolitico ed economico dell’intesa

Dal punto di vista di Bruxelles, rafforzare il partenariato con l’India significa diversificare i rapporti commerciali e consolidare i legami con una delle economie a più rapida crescita a livello globale. Per Nuova Delhi, l’accordo rappresenta invece un’opportunità per attrarre investimenti, accedere a tecnologie europee e rafforzare il proprio peso internazionale, senza rinunciare alla tutela di settori interni considerati strategici.

Ratifica e tempi di attuazione

Anche dopo l’annuncio politico atteso a Nuova Delhi, il cammino dell’accordo resta lungo. In Europa il testo dovrà passare al vaglio del Parlamento europeo e, se classificato come accordo “misto”, anche dei parlamenti nazionali degli Stati membri. Fonti comunitarie indicano che l’intero iter potrebbe richiedere almeno un anno. Solo al termine di questo processo le riduzioni tariffarie e le altre disposizioni potranno tradursi in effetti concreti per imprese e consumatori. La partita, dunque, è avviata ma tutt’altro che conclusa.

Alessandro Bolzani

Alessandro Bolzani

Cresciuto a pane e libri, nutro da sempre una profonda passione per la scrittura e il mondo dei media. Dal 2018 sono redattore (o copywriter, come dicono quelli bravi) per alcuni grandi editori italiani occupandomi principalmente di salute e benessere, scienze e tecnologia. Nel 2019 ho debuttato come autore con il romanzo urban fantasy "I guardiani dei parchi", edito da Genesis Publishing

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