Pinot Nero: ecco qual è il migliore d’Italia

Il Pinot Nero più buono d'Italia

Il Pinot Nero più buono d'Italia | Pixabay @chameleonseye - Vinamundi

Federico Liberi

14 Maggio 2026

Il Pinot Nero Abtei Muri Riserva della storica cantina Muri-Gries conquista il vertice al Concorso Nazionale: è il più buono d’Italia

Bolzano, 14 maggio 2026 – L’annata 2023 conferma l’Alto Adige come terra d’eccellenza per il Pinot Nero italiano, vitigno nobile e complesso che trova in questa regione un territorio particolarmente vocato nonostante il predominio della produzione di vini bianchi (65%). Con 617 ettari coltivati, il Pinot Nero rappresenta circa l’11% dei vigneti dell’Alto Adige, e proprio qui si è affermato il migliore esemplare italiano dell’annata: il Pinot Nero Abtei Muri Riserva della Tenuta Cantina Convento Muri-Gries.

Alto Adige, terra d’elezione per il Pinot Nero

La storica cantina Muri-Gries, fondata nel 1845 da monaci benedettini svizzeri a Gries, alle porte di Bolzano, continua a rappresentare un punto di riferimento per il Pinot Nero altoatesino, grazie anche alla guida di Walter Bernard dal 1990. Il vino Abtei Muri Riserva ha superato una selezione di oltre 100 etichette provenienti da diverse regioni italiane durante il Concorso Nazionale del Pinot Nero, evento che anticipa le prestigiose Giornate Altoatesine del Pinot Nero, in programma a Egna e Montagna dal 15 al 18 maggio 2026.

Al secondo posto si è classificato il Pinot Nero Riserva Sanct Valentin della Cantina Produttori San Michele Appiano, seguito da Tiefenbrunner e Cantina Terlano, confermando la qualità e la varietà delle espressioni territoriali del vitigno. Il concorso ha visto la partecipazione di vini provenienti da Alto Adige, Trentino, Valle d’Aosta, Piemonte, Lombardia, Veneto, Friuli Venezia Giulia, Emilia-Romagna, Toscana e Umbria, sottolineando l’ampia diffusione di questo vitigno in Italia.

Caratteristiche e sfide del Pinot Nero in Alto Adige

Originario della Borgogna, questo un vitigno particolarmente esigente e delicato, che necessita di condizioni climatiche fresche e suoli ben drenati. In Alto Adige, come evidenziato dall’enologo e produttore Peter Dipoli, le zone migliori per la coltivazione si trovano sopra i 350-400 metri di altitudine, con esposizioni est o nord-est che garantiscono un equilibrio tra maturazione e freschezza aromatica. Località come Mazzon, Glen, Appiano Monte, Colterenzio e Monticolo emergono come territori ideali, dove la combinazione di microclima e impegno dei produttori ha prodotto Pinot Nero di grande eleganza e complessità.

Dipoli sottolinea come la qualità dei Pinot Nero altoatesini sia cresciuta sensibilmente negli ultimi anni, pur evidenziando una tendenza verso vini più concentrati e alcolici, a volte a discapito dell’eleganza e della tipicità territoriale. Secondo lui, il futuro del Pinot Nero in Alto Adige richiede un maggiore rispetto per il terroir e una vinificazione che valorizzi la delicatezza e la finezza tipiche del vitigno.

Eventi e degustazioni durante le Giornate Altoatesine

Le Giornate Altoatesine del Pinot Nero rappresentano una vetrina imperdibile per gli appassionati e gli esperti del settore. Il programma prevede degustazioni guidate, masterclass con sommelier come Raffaele Fischetti, escursioni sul “Sentiero del Pinot Nero” tra i vigneti di Gleno, Pinzano e Mazzon, e tour in bici lungo il tracciato dell’ex ferrovia della Val di Fiemme.

Non mancheranno inoltre le “Notti del Pinot Nero” in ristoranti selezionati della Bassa Atesina, con abbinamenti gastronomici dedicati a questo vitigno, e momenti conviviali come il “Pinot Nero Picnic” e il “Pinot Nero Party”. L’evento, giunto alla sua 28ª edizione, continua a promuovere la conoscenza e la valorizzazione di uno dei vini rossi più raffinati del panorama enologico italiano.

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