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Vino e salute, non tutte le bevande alcoliche sono uguali: il nuovo studio

by Federico Liberi
29 Aprile 2026
in Approfondimento
Vino e salute

Vino e salute | Pixabay @wundervisuals - Vinamundi

Il vino, si sa, se in quantità ridotte fa bene alla salute… ma è davvero così? Ecco dicosa dicono i risultati del nuovo studio

Il rapporto tra alcol e salute torna al centro del dibattito scientifico con una nuova ricerca internazionale che suggerisce una distinzione importante: non tutte le bevande alcoliche sembrano avere lo stesso impatto sull’organismo. Secondo uno studio condotto su oltre 340 mila adulti nel Regno Unito, il consumo leggero o moderato di vino sarebbe associato a una mortalità inferiore rispetto a quella osservata nei consumatori di birra, sidro e superalcolici — e in alcuni casi anche rispetto agli astemi.

I dati: meno mortalità tra i consumatori moderati di vino

La ricerca ha seguito i partecipanti per circa 13 anni, analizzando abitudini di consumo e tassi di mortalità. I risultati mostrano che chi beve vino in quantità moderate presenta un rischio di mortalità generale inferiore dell’8% rispetto ai non bevitori o ai consumatori occasionali. Ancora più marcato il dato relativo alla salute cardiovascolare, con una riduzione fino al 21% del rischio di morte per cause cardiache, soprattutto tra i consumatori di vino rosso.

Secondo gli autori dello studio, il beneficio osservato riguarda principalmente il consumo moderato: quando le quantità aumentano, anche per il vino, i vantaggi scompaiono rapidamente.

Birra e superalcolici mostrano un profilo di rischio peggiore

Diverso il quadro per chi assume alcol principalmente attraverso birra, sidro o superalcolici. A parità di quantità ingerita, queste bevande risultano associate a un rischio più elevato di mortalità prematura, in particolare per malattie cardiovascolari e tumori.

Lo studio conferma inoltre che il consumo elevato di alcol, indipendentemente dalla tipologia scelta, comporta un aumento significativo dei rischi: fino al 24% in più di mortalità generale e al 36% in più di rischio oncologico rispetto a consumatori occasionali o astemi.

Perché il vino potrebbe fare la differenza (ma con cautela)

Le possibili spiegazioni, secondo i ricercatori, sono molteplici. Da un lato c’è la composizione stessa del vino, ricco di polifenoli e antiossidanti naturali, sostanze che potrebbero contribuire a ridurre l’infiammazione e favorire la salute cardiovascolare. Dall’altro pesa il cosiddetto “effetto stile di vita”: chi consuma vino moderatamente tende più spesso ad avere un’alimentazione equilibrata, fare attività fisica e fumare meno.

Anche il contesto conta. Bere vino durante i pasti — abitudine tipica di molte culture mediterranee — sembra associato a effetti meno negativi rispetto al consumo di alcol a stomaco vuoto, che ne accelera l’assorbimento e amplifica l’impatto sull’organismo.

Gli autori invitano però alla prudenza: si tratta di uno studio osservazionale, basato sui dati della UK Biobank, e quindi in grado di evidenziare correlazioni ma non un rapporto certo di causa-effetto.

Il messaggio finale resta netto: il consumo eccessivo di alcol aumenta sempre i rischi per la salute, a prescindere dalla bevanda scelta. Ma nel confronto tra le diverse opzioni, il vino sembra mantenere un profilo meno sfavorevole rispetto ad altre forme di consumo alcolico.

 

Federico Liberi

Federico Liberi

Sono laureato in Psicologia dei processi sociali all’Università di Roma “La Sapienza”. La mia più grande passione insieme alla scrittura è il calcio, ma mi piace rimanere informato sullo sport a 360 gradi oltre che sull’attualità e la politica. Nel 2020 è stato pubblicato su Amazon un mio saggio sulla Programmazione Neuro-Linguistica.

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