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Produrre vino in California non è più sostenibile, ecco perché

by Giulia De Sanctis
6 Maggio 2024
in Notizie
Quale sarà il futuro dei vini della California?

Quale sarà il futuro dei vini della California? | Unsplash @SergiuVălenaș

L’incertezza regna sovrana tra i giovani produttori di vino della California, molti dei quali si trovano sull’orlo del tracollo permanente, come evidenziato in un articolo di Punch.

È un paradosso che mette in luce la promettente presenza di uno dei più grandi gruppi di talenti vinicoli al mondo, ma che, a causa delle dinamiche economiche all’interno dello stato, vede affondare lentamente la promessa della “Nuova California”.

Produrre vino in California non è più sostenibile, ecco perché

La svolta nel mondo del vino californiano è iniziata intorno al 2010 con la nascita di una “nuova onda”: un piccolo gruppo di produttori emergenti ha abbracciato vini più accessibili, con meno alcol e più acidità, progettati per il consumo quotidiano.

Questo ha rappresentato un netto distacco da una produzione incentrata sulla ricerca dell’approvazione critica attraverso vini corposi di Cabernet Sauvignon e Chardonnay “imbottigliati” nelle nuove barrique.

Quale sarà il futuro dei vini della California?
Quale sarà il futuro dei vini della California? | Foto Unsplash @ Maja Petric

Le nuove etichette sono state create utilizzando uve provenienti da piccole aziende agricole biologiche, spesso provenienti da regioni poco note della costa settentrionale della California.

Queste nuove generazioni hanno tracciato una rotta diversa, abbracciando un approccio più personale al vino, dove concetti come terroir e vitigni alternativi al Pinot Nero, al Cabernet Sauvignon e al Chardonnay hanno assunto un ruolo centrale.

Tuttavia, c’è qualcosa che non sta andando per il verso giusto: Patrick Cappiello, proprietario di Monterio Cellars, ha evidenziato un problema che minaccia il futuro dei giovani produttori in un post su Instagram.

Molti di loro temono che i loro progetti possano svanire a causa di una cattiva annata, di ritardi nei pagamenti da parte dei distributori, di improvvisi cambiamenti di mercato o anche solo di spese impreviste.

Questo dipinto è un quadro piuttosto ostico per coloro che desiderano scommettere sul territorio californiano per produrre vino. I costi di produzione, il prezzo della terra e la discrepanza tra il valore del vino e il prezzo a cui viene venduto ai consumatori sono tutte variabili che minacciano la sopravvivenza di questo fenomeno.

La terra è al centro di questa problematica, poiché in California i viticoltori, soprattutto i giovani, di solito non possiedono la terra da cui provengono le loro uve.

Il prezzo medio di un acro di terra in California è di circa 100.000 dollari, rendendo l’acquisizione di un vigneto un sogno irrealizzabile e rendendo difficile per i viticoltori adottare il modello europeo di proprietà terriera, che favorisce le aziende autosufficienti e la produzione di vini pregiati.

Questo è un elemento chiave per i piccoli viticoltori californiani, il cui accesso alla terra è limitato e le banche sono riluttanti a concedere prestiti.

Inoltre, i costi di produzione, inclusi vetro, tappi, etichette, imbottigliamento e attrezzature, aggiungono ulteriore pressione sui produttori, che si trovano costretti a vendere i loro vini a prezzi inferiori a quanto sarebbe necessario per mantenere un’economia sostenibile.

Il prezzo a scaffale dei loro vini è sempre più fonte di preoccupazione, poiché cercano di essere competitivi senza compromettere la qualità. La domanda rimane: la rivoluzione del vino in California è stata solo un’illusione? La risposta dipenderà dal futuro e dalle decisioni del mercato del consumo.

Giulia De Sanctis

Giulia De Sanctis

Laureata in Comunicazione e Valorizzazione del Patrimonio Artistico Contemporaneo, collaboro attivamente con riviste e testate web del settore culturale, enogastronomico, tempo libero e attualità.

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