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Origine dei vini, creato un naso elettronico che permette di determinarla con precisione

by Giuliana Presti
7 Febbraio 2024
in Notizie
Vino

Vino | unsplash @Roberta Sorge - Vinamundi.it

Il naso elettronico degusta il vino e ne riconosce l’origine, ma anche eventuali difetti e uve utilizzate grazie all’intelligenza artificiale. Nonostante non possa sostituire le competenze di un vero sommelier, questo dispositivo riesce a studiare i vini sul mercato, valutandone la freschezza e l’autenticità (dal vitigno alla provenienza), ma riesce anche a valutare se è in condizioni di conservazione più o meno buone. È stato progettato da Sonia Freddi, una ricercatrice italiana che ha sviluppato il lavoro nei laboratori del Dipartimento di Fisica dell’Università Cattolica di Brescia. Il progetto universitario si intitola: “Dalle nanostrutture all’intelligenza artificiale: un naso elettronico per la salvaguardia e la valorizzazione del patrimonio vitivinicolo”.

Come funziona il naso elettronico

Il naso elettronico è stato testato su diverse sostanze e liquidi complessi, come l’ammoniaca, l’acetone e l’acido acetico. Il dispositivo ha poi analizzato diversi vini (pinot grigio, pinot rosso, Lugana, chardonnay, sauvignon, prosecco, rime rosè) dimostrando di essere capace di riconoscerli con ottima precisione, ma anche di valutarne la freschezza e l’adulterazione.

Calice di vino
Calice di vino | unsplash @Terry Vlisidis – Vinamundi.it

Ciò che identifica la composizione chimica, la tipologia d’uva utilizzata e la provenienza di un vino, sono in particolare le componenti organolettiche e volatili. Queste sono tantissime, circa 800, e la precisione del “naso elettronico”, può aiutare le aziende ad analizzarle più velocemente. “L’analisi delle componenti volatili è un metodo efficiente per ottenere informazioni riguardo la composizione chimica di fluidi e solidi e questa analisi può essere potenzialmente applicata in svariati campi, inclusi il controllo della qualità, della freschezza e dell’origine di prodotti alimentari“, spiega Sonia Freddi.

Il progetto dell’Ibm Research di Zurigo

Anche i ricercatori dell’Ibm Research di Zurigo hanno recentemente annunciano la creazione di HyperTaste, un “palato artificiale” in grado di assaggiare e valutare diversi tipi di bevande, a partire dal vino. È un piccolo dispositivo a forma di stick che si immerge nel liquido da analizzare e grazie all’Intelligenza Artificiale e ai suoi sensori elettrochimici, costituiti da coppie di elettrodi, definisce la composizione del vino attraverso una “impronta digitale chimica”.

“Con HyperTaste, introduciamo un framework assistito dall’intelligenza artificiale e basato sui dati per l’analisi di liquidi complessi. Il nostro approccio si basa sulla combinazione di un hardware di intelligenza artificiale con multi sensore straordinariamente semplice da utilizzare in vari ambienti informatici, inclusa l’implementazione come app mobile. Poiché la funzionalità di HyperTaste è definita dal software, lo stesso sistema può essere facilmente riconfigurato per compiti diversi semplicemente addestrandosi con esempi. Le implicazioni sono profonde, con le nostre collaborazioni di ricerca che dimostrano la capacità di convalidare la composizione chimica e le proprietà dei prodotti in pochi minuti invece che in ore, a una frazione del costo e anche al di fuori degli ambienti di laboratorio convenzionali“, si legge nel sito dell’azienda Ibm. HyperTaste può essere utilizzato, oltre che per il vino, anche per altre bevande.

Il dispositivo è in grado di effettuare anche un’analisi sensoriale e di rilevare eventuali difetti evidenti. I ricercatori ci tengono comunque a sottolineare che le funzionalità del “palato artificiale” non potranno mai sostituire l’esperienza umana.

Giuliana Presti

Giuliana Presti

Laureata in Giornalismo e Cultura Editoriale. Scrivo di cinema, cultura e attualità. Amo la fotografia e la buona musica

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