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Il vitigno Kerner, storia e caratteristiche

by Federico Liberi
12 Giugno 2023
in Il vino
Grappolo di uva del vitigno Kerner

Immagine | Pixabay @kramarek - Vinamundi.it

Il Kerner è considerato una “svolta” nel mondo dei vitigni, è il nuovo che avanza. Si tratta di un vitigno che fino a qualche anno fa era praticamente sconosciuto, ma che negli ultimi anni sta conquistando molti amanti del vino. In Italia, la sua coltivazione si concentra soprattutto in Trentino Alto-Adige, dove sono presenti le condizioni ideali per permettere ai suoi frutti di maturare al meglio. Ma vediamo nel dettaglio la storia e le caratteristiche di questo vitigno e dei suoi vini.

La storia e le caratteristiche del Kerner

Il Kerner è un vitigno aromatico a bacca bianca creato, in Germania, dal botanico tedesco August Karl Herold nel 1929. All’epoca, Herold era a capo di un’azienda vitivinicola a Weinsberg, una città a Sud della Germania, molto famosa per i suoi vini. Qui il clima è mite per gran parte dell’anno, con gelate e temperature rigide soltanto nei mesi invernali centrali. Il botanico tedesco, sfruttando le sue notevoli conoscenze in materia, decise di creare un vitigno in grado di resistere al freddo invernale di Weinsberg e più al clima rigido tedesco, ma anche capace di adattarsi a terreni che non hanno le caratteristiche adatte.

Sommelier assaggia un calice di vino
Immagine | Pixabay @momcilog – Vinamundi.it

Da qui nacque il Kerner, creato da un incrocio tra Schiava (a bacca rossa) e Riesling renano (a bacca bianca). Il vitigno fu un vero e proprio successo, infatti, tra gli anni Sessanta e Settanta, il Kerner era uno dei vitigni più coltivati in Germania, grazie alla sua produttività, alla sua capacità di adattarsi e di resistere al freddo, oltre alla qualità di vini che si potevano ricavare.

Il nome deriva dal poeta e medico tedesco Justinus Kerner, grande appassionato di vino e autore di svariate poesie sul nettare.

Il vitigno Kerner si diffuse rapidamente negli Stati confinanti con la Germania, in particolare in Svizzera e in Austria, per poi arrivare in Italia, in Alto Adige, intorno agli anni Ottanta, adattandosi alla perfezione alla viticoltura di montagna della zona. Nel 1993, i suoi vini hanno ottenuto la Denominazione di Origine Controllata “Alto Adige – Kerner”.

Il vino Kerner ha grande struttura, freschezza e mineralità, ed è molto simile per proprietà organolettiche al Riesling. A differenza di quest’ultimo, però, ha un’acidità minore e maggior corpo e struttura, risultato dell’incrocio con il vitigno Schiava, decisamente più vigoroso. Il colore dei vini è giallo paglierino con riflessi verdognoli, i suoi aromi sono vari ed intensi, con leggeri toni di noce moscata e con spiccati sentori fruttati, floreali e speziati. A seconda del territorio di coltivazione, le uve possono offrire ulteriori profumi. Al palato risulta essere fresco e sapido, equilibrato e con una buona struttura.

Questo vino bianco, oltre che nella versione base, può essere prodotto anche in versione spumantizzata. Il vino Kerner è perfetto per accompagnare piatti freddi come insalate ma anche primi piatti particolarmente saporiti per mitigarne l’impatto e compensarne il gusto, soprattutto anche in caso di piatti grassi. Inoltre, è un vino eccezionale da usare come aperitivo. È di largo uso anche abbinarlo a crostacei e frutti di mare ma anche piatti di formaggi di media stagionatura.

Federico Liberi

Federico Liberi

Sono laureato in Psicologia dei processi sociali all’Università di Roma “La Sapienza”. La mia più grande passione insieme alla scrittura è il calcio, ma mi piace rimanere informato sullo sport a 360 gradi oltre che sull’attualità e la politica. Nel 2020 è stato pubblicato su Amazon un mio saggio sulla Programmazione Neuro-Linguistica.

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