Vinamundi
  • Notizie
  • Il vino
  • Cucina
  • Itinerari
  • Storie
  • Eventi
  • Notizie
  • Il vino
  • Cucina
  • Itinerari
  • Storie
  • Eventi
No Result
View All Result
Vinamundi
No Result
View All Result
Home Il vino

I Moscati d’Italia, quali sono?

by Federico Liberi
22 Marzo 2023
in Il vino
Vitigni di Moscato

Immagine | Unspalsh @GitoTrevisan

Il Moscato è una delle uve più diffuse sul territorio italiano. La famiglia dei vitigni del Moscato è legata dal nome, ma non dalle origini, anche se i profumi indistinguibili, dovuti dalle sostanze aromatiche presenti negli acini di uva e non dalla fermentazione o maturazione del vino, sono un tratto indistinguibile di tutti i prodotti dei vari vitigni di questa famiglia.

La buona acidità delle uve li rende adatti sia all’appassimento, sia alla spumantizzazione.

Il profumo di muschio tipico di questi vini, con tratti di salvia, frutta matura e anice, mischiato alla loro leggerezza e alla loro dolcezza, lo rendono perfetto per accompagnare ogni tipo dessert durante i pasti.

Apertura dello spumante
Immagine | Unsplash @GoodboyPictureCompany

La storia del Moscato e la sua diffusione

I Moscati sono tra le uve più antiche ancora conosciute. Furono, probabilmente, tra le prime ad essere coltivate e apprezzate sulla penisola italiana, infatti vennero portate qui addirittura dai coloni greci, che diffusero i loro semi e i loro tralci in tutte le colonie della Magna Grecia.

Successivamente furono i Veneziani, con i loro commerci, a esportare il Moscato in tutto il nord Europa durante il medioevo.

Quali sono i Moscati d’Italia?

Cantina di vini
Immagine Unsplash @cristianoalessandro
  • La varietà più diffusa in Italia è il Moscato Bianco. Ha un grappolo non molto grande, alato e con acini piccoli ed è la base per il famosissimo Moscato d’Asti, per il Moscato di Canelli, il Moscadello di Montalcino, il Moscato di Trani, il Moscato di Noto e il Moscato di Siracusa. I vini di questo Moscato possono essere secchi e aromatici, dolci e frizzanti o passiti dolci.
  • Il Moscato Giallo. Coltivato soprattutto in Veneto e in Trentino Alto Adige, presenta un grappolo poco compatto e grande, con un acino anch’esso grande ed è la base del Moscato Fior d’Arancio. Il Moscato Giallo può essere vinificato come spumante dolce o come vino passito.
  • Il Moscato di Terracina. Varietà coltivata solo nel Lazio, presenta un grappolo a forma piramidale con acini molto grandi. Viene utilizzato per produrre vini in tutti gli stili possibili: passito, spumante, secco e molti altri.
  • Il Moscato Rosa. Coltivato soprattutto in Trentino Alto Adige, è un vitigno particolare e delicato da coltivare perché è soggetto all’acinellatura del grappolo (anomalia genetica della vite che consiste nella mancata fecondazione degli acini). Dal Moscato Rosa si possono ottenere vini passiti, dolci e liquorosi.
  • Il Moscato di Alessandria. È la terza varietà più diffusa in Italia ed è ricca di sostanze aromatiche. Presenta grappoli alati o piramidali e acini molto grandi. Da questo Moscato possono essere prodotti vini passiti, come il Passito di Pantelleria, vini dolci, vini secchi e vini spumantizzati.
  • Il Moscato di Scanzo. Diffuso solamente nella zona della Valcalepio, si tratta dell’unica varietà a bacca nera. Esso viene utilizzato solo per la produzione di vini dolci, come il famoso Moscato di Scanzo DOCG.

 

 

Federico Liberi

Federico Liberi

Sono laureato in Psicologia dei processi sociali all’Università di Roma “La Sapienza”. La mia più grande passione insieme alla scrittura è il calcio, ma mi piace rimanere informato sullo sport a 360 gradi oltre che sull’attualità e la politica. Nel 2020 è stato pubblicato su Amazon un mio saggio sulla Programmazione Neuro-Linguistica.

Articoli recenti

  • Pinot Nero: ecco qual è il migliore d’Italia
  • Congresso mondiale della vite e del vino: per la prima volta in Cina
  • Vigneti eroici e storici: il Veneto inizia a censirli
  • Vino, la nuova minaccia arriva da Hormuz: cosa succede
  • Vino e salute, non tutte le bevande alcoliche sono uguali: il nuovo studio

Navigate

  • Home
  • Archives

Recent Recipes

Il Pinot Nero più buono d'Italia

Pinot Nero: ecco qual è il migliore d’Italia

14 Maggio 2026
Congresso mondiale della vite e del vino

Congresso mondiale della vite e del vino: per la prima volta in Cina

12 Maggio 2026

Browse by Category

  • Approfondimento
  • Cucina
  • Eventi
  • Il vino
  • Itinerari
  • Mixology
  • Notizie
  • Senza categoria
  • Storie

Browse by Ingredients

Abbinamenti Abbinamento Alcol apertura Birra Bordeaux Bottiglia Capodanno Caratteristiche Champagne Chianti Cibo Cocktail Conservazione Cucina Dazi Degustazione Enoturismo etichette Eventi Export Francia Italia Natale Piemonte Produzione del vino Prosecco Ristorante Sicilia Slow Wine Fair Spumante Stati Uniti Storia tappo Toscana Vigneto Vini Vinitaly Vino Vino bianco Vino italiano Vino passito Vino rosso Vitigni Vitigno
  • Redazione
  • Privacy Policy
  • Disclaimer

Copyright © 2025 - Editorially Srl - Via Assisi 21 - 00181 Roma - P.Iva 16947451007 legal@editorially.it - redazione@editorially.it Questo blog non è una testata giornalistica, in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 07.03.2001

No Result
View All Result
  • Notizie
  • Il vino
  • Cucina
  • Itinerari
  • Storie
  • Eventi

Copyright © 2025 - Editorially Srl - Via Assisi 21 - 00181 Roma - P.Iva 16947451007 legal@editorially.it - redazione@editorially.it Questo blog non è una testata giornalistica, in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 07.03.2001