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​Gabbiette per spumanti, storia e curiosità

by Giulia De Sanctis
12 Maggio 2023
in Approfondimento, Il vino
Bottiglia di spumante

Foto | Unsplash @JESHOOTS.COM

Chi non ha mai avuto in casa una bottiglia di spumante la cui cima era sormontata da una gabbietta metallica per contenere il tappo di sughero? 

Le domande che sorgono spontanee sono chi ha inventato – o introdotto – le gabbiette metalliche per gli spumanti? A quando risale questa invenzione? Come si è arrivati alla definizione di questo accessorio così fondamentale?

Ecco quindi che raccontiamo la storia che si cela dietro l’invenzione delle gabbiette metalliche per spumanti e vini frizzanti.

Storia delle gabbiette metalliche per spumanti

La gabbietta metallica può essere considerata un vero e proprio dispositivo di sicurezza che, ancorato alla bottiglia, impedisce al tappo di sughero di saltare via dalla parte finale del collo della bottiglia, sotto la spinta dell’anidride carbonica e delle bollicine contenute nei vini spumanti e frizzanti.

Fuoriuscita del tappo dallo spumante
Foto | Wikimedia Commons @Egitaniense

Il suo ruolo fondamentale è proteggere dai rischi connessi a un’improvvisa fuoriuscita del tappo, molto pericolosa per l’incolumità di chi stappa e di tutte le persone nelle vicinanze.

Inoltre, proprio per la sua capacità di ancorare il tappo in sughero alla bottiglia, consente una migliore conservazione del vino.

L’introduzione del tappo in sughero per la chiusura delle bottiglie di vino, spumanti compresi, risale al periodo a cavallo tra Seicento e Settecento.

Fin dai primi anni successivi al suo impiego su larga scala si pose il problema dei vini spumanti e frizzanti, poiché la loro effervescenza e la spinta esercitata dall’anidride carbonica e dalle bollicine presenti in questi vini rischiavano di far saltare improvvisamente il tappo.

Era quindi necessario trovare una soluzione per impedire che ciò potesse accadere. In una fase iniziale, i produttori decisero di fissare il tappo con uno spago o con una cordicella di canapa che veniva incrociata nella parte superiore della chiusura, per garantire un migliore fissaggio.

Per procedere in questa operazione, la bottiglia veniva inserita in un apposito contenitore, chiamato “secchio per la legatura”, che garantiva massima stabilità, facilitando il compito dell’artigiano.

Spaghi e cordicelle di canapa presentavano alcuni problemi: conservato a lungo in cantina, lo spago rischiava di ammuffire e di rompersi; spesso la forza dello spago “bucava” il tappo, facendo perdere parte delle sue proprietà ermetiche, con conseguenze negative sulla conservazione dell’effervescenza e delle proprietà organolettiche del vino.

Infine, il lavoro di installazione delle cordicelle era piuttosto lungo e dispendioso. Quest’ultima problematica fu risolta nel corso dell’Ottocento grazie all’invenzione di un apposito macchinario per la legatura, ad opera del produttore francese Nicaise Petitjean.

La ricerca di una migliore chiusura caratterizzò tutto l’Ottocento: qualcuno decise di aggiungere alla cordicella di canapa dei fili di ferro, più robusti e resistenti, da attorcigliare al sughero e al collo della bottiglia. Una soluzione certamente più efficace ma che generava problemi in fase di apertura, date le difficoltà di spezzare a mano i fili di ferro e la necessità di ricorrere ad apposite pinze.

Si giunse così al 15 novembre del 1844, convenzionalmente considerata la data di nascita della gabbietta metallica e della capsula per gli spumanti.

Caratteristiche della gabbietta metallica

Il produttore di Champagne, Adolphe Jacqueson depositò, quel giorno, il brevetto di questi due accessori, inventati proprio per risolvere tutti i problemi che attanagliavano chiunque volesse produrre spumanti e vini frizzanti.

La gabbietta non crea problemi di usura o ammuffimento; la sua struttura, conica e avvolgente, perfetta per adattarsi alla forma del tappo e del collo della bottiglia, garantisce un fissaggio robusto e permette una facile apertura a mano, grazie alla sua base attorcigliata.

I primi esemplari si caratterizzavano per tre braccia, per poi giungere a quelle attuali a quattro braccia. Nella parte superiore presentano un foro a cui è ancorata un’apposita placca o capsula, con funzione protettiva del tappo, per evitare che il ferro tagli il sughero, e con funzione estetica, dato che può essere inciso il nome o il simbolo della cantina produttrice.

La fabbricazione su larga scala delle gabbiette risale alla seconda metà dell’Ottocento. A tal proposito, disponiamo della testimonianza scritta di un catalogo di H. Hemart et Lenoir, costruttori della regione francese dello Champagne, risalente al 1881, con un elenco di varie tipologie di gabbiette.

Da quel momento in poi, materiali e forme furono ulteriormente perfezionate, tanto che oggi le gabbiette metalliche sono uno strumento comune e caratteristico di tutte le bottiglie di vino spumante.

Gabbietta tappo per lo spumante
Foto | Cortellazzi Wirewood https://www.cortellazzi.com/
Giulia De Sanctis

Giulia De Sanctis

Laureata in Comunicazione e Valorizzazione del Patrimonio Artistico Contemporaneo, collaboro attivamente con riviste e testate web del settore culturale, enogastronomico, tempo libero e attualità.

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