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Dazi Usa, il vino italiano cambia rotta: la strategia per salvare l’export

by Alessandro Bolzani
12 Aprile 2026
in Notizie
Persone che brindano con del vino italiano

Persone che brindano con del vino italiano | Unsplash @Kelsey Knight - Vinamundi.it

Il vino italiano si trova davanti a una fase delicata, stretta tra il peso dei dazi statunitensi e la necessità di ridefinire le proprie rotte commerciali. Con circa la metà della produzione destinata all’estero, il settore non può permettersi rallentamenti prolungati. L’obiettivo ora è chiaro: individuare nuovi mercati capaci di compensare il calo delle vendite negli Stati Uniti, un partner fondamentale ma sempre più complesso.

Il nodo Stati Uniti e il calo dell’export del vino

Il mercato americano resta centrale, sia per dimensioni sia per capacità di valorizzare i prodotti di fascia alta. Tuttavia, le tariffe introdotte sotto la presidenza di Donald Trump hanno inciso in modo significativo. Nel 2025 le esportazioni verso gli Usa hanno registrato una flessione del 9,2%, traducendosi in una perdita di circa 178 milioni di euro. Questo rallentamento ha trascinato verso il basso anche il dato complessivo, con l’export italiano fermo a 7,78 miliardi di euro e un calo del 3,7%.

Mercati extra-Ue in difficoltà, con poche eccezioni

La contrazione non riguarda solo gli Stati Uniti. In generale, i Paesi fuori dall’Unione europea hanno mostrato segnali negativi: Regno Unito, Canada, Svizzera e Russia hanno tutti registrato cali, mentre il Brasile rappresenta una rara eccezione con una crescita moderata. Anche a livello interno, le principali regioni produttrici italiane, come Veneto, Toscana e Piemonte, segnano una flessione, mentre tra le tipologie resistono meglio gli spumanti rispetto ai vini fermi.

Vinitaly al centro del confronto sul futuro

Le strategie per reagire a questo scenario saranno al centro della 58ª edizione di Vinitaly, ospitata a Veronafiere fino al 15 aprile. Qui produttori e operatori del settore si confronteranno sulle possibili contromisure, tra cui la ricerca di nuovi sbocchi commerciali e la gestione delle criticità legate anche alle campagne sulla salute che ciclicamente colpiscono il comparto.

Accordi internazionali: opportunità da costruire nel tempo

Parallelamente, si aprono prospettive grazie agli accordi commerciali siglati dall’Unione europea con aree strategiche come Mercosur, India e Australia. Si tratta di intese che prevedono una riduzione significativa dei dazi e che, nel lungo periodo, potrebbero favorire l’espansione del vino italiano.

Secondo Giacomo Ponti, il Sudamerica rappresenta un terreno fertile, anche grazie alla presenza di comunità di origine italiana e a una cultura gastronomica affine. Diverso il discorso per l’India, dove il consumo è dominato da distillati come whisky e gin e dove sarà necessario investire nella formazione del mercato e nell’integrazione con la cucina locale.

Australia tra opportunità e criticità

L’accordo con l’Australia presenta una doppia faccia. Da un lato apre spazi commerciali interessanti, dall’altro solleva perplessità sul piano della tutela delle denominazioni. Per un periodo limitato, infatti, produttori locali potranno utilizzare nomi come Prosecco e Grappa. Nonostante ciò, restano margini di crescita, anche grazie alla presenza di comunità italiane in città come Melbourne.

L’Europa torna protagonista per il vino italiano

In attesa che gli accordi internazionali producano effetti concreti, il mercato europeo si conferma una base solida. Secondo l’Osservatorio Uiv-Vinitaly, nel 2025 le vendite nell’Unione europea sono cresciute leggermente, contribuendo a compensare le perdite altrove. Ancora più significativo è il trend degli ultimi anni: tra il 2019 e il 2025 il valore del vino italiano in Europa è aumentato del 31%, superando di gran lunga la crescita nei mercati extra-Ue.

Il boom degli spumanti e il “sorpasso” francese

A trainare questa crescita sono soprattutto le bollicine, con un incremento impressionante del 72% nello stesso periodo. In questo scenario, la Francia emerge come uno dei mercati più dinamici, arrivando a superare la Germania come principale acquirente europeo di spumanti italiani. Un risultato sorprendente, considerando la forte tradizione locale legata allo Champagne.

Nuove sfide e prospettive per il settore

Il contesto attuale impone una revisione strategica complessiva. Come sottolinea Lamberto Frescobaldi, è necessario semplificare le regole interne europee e allo stesso tempo ampliare la presenza nei mercati internazionali. L’obiettivo è rafforzare la competitività del vino italiano attraverso un mix di diversificazione, innovazione e collaborazione con le istituzioni.

In un contesto globale sempre più instabile, il settore vitivinicolo italiano è chiamato a reinventarsi, mantenendo però salde le proprie radici europee e puntando su nuove rotte per continuare a crescere.

Alessandro Bolzani

Alessandro Bolzani

Cresciuto a pane e libri, nutro da sempre una profonda passione per la scrittura e il mondo dei media. Dal 2018 sono redattore (o copywriter, come dicono quelli bravi) per alcuni grandi editori italiani occupandomi principalmente di salute e benessere, scienze e tecnologia. Nel 2019 ho debuttato come autore con il romanzo urban fantasy "I guardiani dei parchi", edito da Genesis Publishing

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