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Città Italiana del Vino 2026, il Vulture entra nell’élite nazionale

by Alessandro Bolzani
3 Febbraio 2026
in Notizie
Il monte Vulture

Il monte Vulture | Photo by Generale Lee licensed under CC BY-SA 3.0 (https://creativecommons.org/licenses/by-sa/3.0/) - Vinamundi.it

Non è solo un riconoscimento simbolico, ma una consacrazione che unisce Nord e Sud nel segno dell’eccellenza vitivinicola. Il territorio del Vulture e il distretto veneto del Conegliano-Valdobbiadene sono stati ufficialmente proclamati “Città Italiana del Vino 2026”, un titolo che accompagnerà le due aree per un biennio e che ne rafforza il ruolo strategico nel panorama enologico nazionale.

La cerimonia a Roma e il valore istituzionale del premio

La consegna della bandiera è avvenuta nella Sala Zuccari di Palazzo Giustiniani, a Roma, alla presenza dei vertici dell’Associazione Nazionale Città del Vino. Un contesto istituzionale che ha sottolineato il peso del riconoscimento, assegnato a territori capaci di coniugare tradizione, qualità produttiva e visione di sviluppo.

La candidatura corale dei Comuni del Vulture

Per la Basilicata, il titolo nasce da una candidatura condivisa che ha coinvolto quattordici Comuni dell’area del Vulture: Rionero in Vulture, Melfi, Ginestra, Barile, Ripacandida, Rapolla, Genzano di Lucania, Atella, Acerenza, Palazzo San Gervasio, Lavello, Forenza, Venosa e Maschito. Un’alleanza territoriale costruita attorno a un progetto comune di crescita, capace di mettere a sistema identità locali, filiera vitivinicola e promozione culturale.

Il Vulture come modello di sviluppo delle aree interne

Alla cerimonia ha partecipato anche il presidente della Regione Basilicata, Vito Bardi, che nel suo intervento ha rimarcato il significato politico e sociale del riconoscimento. Secondo Bardi, il Vulture ha dimostrato come anche realtà territoriali di dimensioni contenute possano esprimere una visione ampia, trasformando le aree interne da luoghi marginali a veri laboratori di innovazione culturale e sociale.

Aglianico del Vulture, la forza oltre le difficoltà internazionali

Nel suo discorso, il governatore ha posto l’accento anche sul contesto economico globale, segnato da tensioni e dall’introduzione di dazi su alcuni prodotti europei. Nonostante questo scenario complesso, l’Aglianico del Vulture ha mostrato una notevole capacità di resistenza, confermando la solidità del comparto e la competitività del vino lucano sui mercati esteri.

Export e Made in Italy, una qualità che resiste ai dazi

I dazi, ha sottolineato Bardi, non hanno inciso in modo significativo sull’export del territorio. Un dato che viene letto come la prova della qualità elevata dei prodotti e dell’efficacia dell’azione di tutela del Made in Italy portata avanti dal Governo nazionale e dal ministro Francesco Lollobrigida, soprattutto nella lotta alle contraffazioni.

Un impegno per il futuro tra giovani, turismo e sostenibilità

Il titolo di “Città Italiana del Vino 2026” viene infine interpretato come un vero e proprio patto con le comunità locali. La Regione Basilicata ha ribadito l’intenzione di continuare a investire sui giovani, sull’enoturismo e su modelli di sviluppo sostenibile, affinché il riconoscimento non resti un traguardo formale ma diventi un motore concreto di crescita per l’intero territorio del Vulture.

Alessandro Bolzani

Alessandro Bolzani

Cresciuto a pane e libri, nutro da sempre una profonda passione per la scrittura e il mondo dei media. Dal 2018 sono redattore (o copywriter, come dicono quelli bravi) per alcuni grandi editori italiani occupandomi principalmente di salute e benessere, scienze e tecnologia. Nel 2019 ho debuttato come autore con il romanzo urban fantasy "I guardiani dei parchi", edito da Genesis Publishing

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