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Rivoluzione nel vino: l’Oltrepò dimostra come dare voce ai vignaioli

by Redazione Vinamundi
28 Febbraio 2025
in Notizie
Rivoluzione nel vino: l'Oltrepò dimostra come dare voce ai vignaioli

Rivoluzione nel vino: l'Oltrepò dimostra come dare voce ai vignaioli

L’Oltrepò Pavese ha recentemente segnato una svolta significativa per i vignaioli italiani, rappresentando un passo importante verso una maggiore equità nella rappresentanza dei produttori. La modifica dello statuto del Consorzio Vini dell’Oltrepò, avvenuta la scorsa settimana, ha portato a un cambiamento nel sistema di voto, favorendo così una rappresentanza più giusta. Questo cambiamento ha suscitato l’attenzione di Rita Babini, nuova presidente della Federazione Italiana Vignaioli Indipendenti (FIVI), che ha espresso il suo apprezzamento per la riforma attraverso una lettera. Babini ha sottolineato come questa modifica rappresenti una “dimostrazione tangibile” della necessità di una rappresentanza democratica nella filiera vitivinicola, fondamentale per affrontare le sfide legate alla qualità del sistema produttivo.

Negli ultimi anni, FIVI ha lottato per garantire una rappresentanza equa nei consorzi, spesso dominati da grandi produttori a discapito dei piccoli vignaioli. La modifica dello statuto dell’Oltrepò Pavese riapre un’importante questione a livello nazionale: è possibile replicare questo modello in altre regioni italiane?

l’esperienza dell’oltrepò come modello

L’esperienza dell’Oltrepò è un esempio concreto che dimostra come la questione dell’equa rappresentatività nei consorzi non sia solo una battaglia di parte, ma un’esigenza imprescindibile per migliorare la qualità e l’efficienza del settore vitivinicolo. Grazie all’impegno collettivo, è stato possibile riconoscere il valore delle piccole imprese che seguono tutte le fasi della produzione, dalle vigne alla commercializzazione. Tuttavia, spesso queste realtà sono penalizzate e escluse dai processi decisionali.

  1. Riconoscimento del valore delle piccole imprese
  2. Stabilire criteri di rappresentatività equilibrati
  3. Coinvolgere tutti gli attori nella vita consortile

Questo risultato offre nuova linfa al movimento nazionale di FIVI, che mira a stabilire criteri di rappresentatività più equilibrati per tutti i consorzi, permettendo a tutti gli attori di partecipare attivamente alla vita consortile e di definire il futuro.

il riconoscimento giuridico del vignaiolo

Un altro obiettivo ambizioso che Babini ha messo in agenda riguarda il riconoscimento giuridico della figura del vignaiolo. Questo riconoscimento comporterebbe una netta distinzione tra le aziende vitivinicole che gestiscono tutte le fasi della produzione e quelle che si limitano all’acquisto e imbottigliamento del vino. Sebbene il prodotto finale possa essere lo stesso, le necessità e le esternalità economiche legate a ciascun modello produttivo sono profondamente diverse. Attualmente, i piccoli vignaioli sono trattati come grandi aziende imbottigliatrici, il che genera distorsioni che minano la sostenibilità delle aziende a conduzione familiare.

Babini chiarisce che non si tratta di chiedere vantaggi, ma di garantire la possibilità di competere in condizioni eque. Come sottolineato da Don Milani, “non c’è ingiustizia più grande che trattare da uguali chi uguale non è”. Questo principio è alla base della lotta di FIVI e delle sue proposte.

affrontare le sfide future

Oltre al riconoscimento giuridico del vignaiolo, ci sono altri obiettivi prioritari per FIVI, come la semplificazione normativa, la sburocratizzazione e una maggiore attenzione per le micro, piccole e medie imprese. Un tema di crescente importanza è quello legato ai cambiamenti climatici. La federazione ha già avviato iniziative per affrontare le sfide ambientali, con progetti normativi e di ricerca, oltre a coinvolgere l’opinione pubblica e i consumatori in campagne di sensibilizzazione.

In tema di cambiamenti climatici, si discute molto sull’utilizzo di vitigni resistenti e sulla loro integrazione nelle denominazioni di origine controllata (DOC). FIVI ha sempre sostenuto la necessità di un approccio equilibrato, riconoscendo i potenziali benefici delle varietà Piwi, specialmente in aree vulnerabili o a rischio abbandono.

Recentemente, la delegazione di FIVI ha incontrato il Ministro dell’Agricoltura, Francesco Lollobrigida, per discutere temi cruciali per il futuro della filiera vitivinicola italiana. L’incontro ha avuto un esito positivo, con il Ministro che ha mostrato attenzione e consapevolezza riguardo alle problematiche sollevate.

In vista del prossimo Vinitaly, il primo da presidente per Babini, FIVI sarà presente al padiglione 8 con quasi 200 soci, presentando uno studio sul profilo economico-finanziario delle aziende vitivinicole italiane. Questo studio, realizzato con il supporto di partner prestigiosi, mira a fornire dati e informazioni utili per affrontare le sfide future del settore.

Infine, c’è grande attesa per il Mercato dei Vini dei Vignaioli Indipendenti, che manterrà la sua sede a Bologna, confermando il successo delle edizioni precedenti. La scelta della location è stata dettata dalla necessità di spazi adeguati per un evento che si sta affermando come uno dei principali appuntamenti del panorama vitivinicolo italiano.

Redazione Vinamundi

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