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Lo spumante Asti in calo su Usa e Russia, ma vola in Cina con +55%

by Marco Viscomi
10 Marzo 2026
in Il vino
Asti Spumante e Moscato d’Asti: il segreto di un mercato da 400 milioni di euro nel 2024

Asti Spumante e Moscato d’Asti: il segreto di un mercato da 400 milioni di euro nel 2024

Il Consorzio Asti DOCG affronta sfide tra calo delle vendite in USA e Russia, ma trova slancio grazie al boom dell’export in Asia e alla crescente domanda dalla Cina

 

Asti, 10 marzo 2026 – Il 2025 si è chiuso con luci e ombre per il Consorzio dell’Asti DOCG, che rappresenta le pregiate denominazioni di Moscato d’Asti e Asti Spumante. Le tensioni geopolitiche e i dazi hanno infatti condizionato i mercati tradizionali statunitense e russo, ma un’improvvisa impennata nelle esportazioni verso l’Asia, in particolare la Cina, ha regalato una boccata d’ossigeno e nuove prospettive per il futuro.

Spumante, dazi e crisi nei mercati storici

Il mercato americano, storicamente il principale sbocco per il Moscato d’Asti, ha sofferto a causa dell’aumento dei dazi, mentre l’Asti Spumante ha risentito pesantemente delle sanzioni e della guerra in Russia, suo principale mercato di riferimento. Nel complesso, le vendite globali in GDO e retail sono calate del 9%, con lo spumante che ha perso il 12,4% attestandosi a circa 49,3 milioni di bottiglie, mentre il Moscato d’Asti ha contenuto la flessione all’1,8%, mantenendosi intorno a 25 milioni di bottiglie.

Il presidente del Consorzio, Stefano Ricagno, ha commentato: «La situazione resta complicata, soprattutto perché USA e Russia rappresentano da soli oltre il 40% delle nostre vendite. Tuttavia, l’inaspettata crescita della domanda asiatica, Cina in testa, ci spinge a guardare con ottimismo e a rafforzare la nostra presenza commerciale su quei mercati».

La Cina, nuovo protagonista nel panorama delle bollicine italiane

L’Asia ha registrato una crescita complessiva dell’11,3% per il Moscato d’Asti, con la Cina che ha fatto registrare un vero e proprio boom del +55%, posizionandosi come il terzo mercato principale per questa denominazione. L’incidenza del mercato asiatico è salita al 18% del totale delle bottiglie vendute, un dato che conferma il ruolo crescente della regione nelle strategie di sviluppo del Consorzio.

La Repubblica Popolare Cinese, con oltre 1,4 miliardi di abitanti e una crescente classe media, sta diventando un mercato chiave per i vini spumanti italiani, apprezzati per la loro qualità e la ricca tradizione. Il consumo di spumanti aromatici come il Moscato d’Asti, con il suo profilo dolce e fruttato, è particolarmente in ascesa nella fascia giovane e femminile dei consumatori.

La tradizione e la qualità dello spumante italiano

La produzione dello spumante Asti DOCG si basa su metodi di vinificazione consolidati, in particolare il metodo Charmat, che garantisce freschezza e aromaticità grazie alla rifermentazione in autoclave. Il Moscato Bianco, vitigno principale della denominazione, conferisce a questi vini profumi intensi e una dolcezza equilibrata, caratteristiche apprezzate anche nei mercati internazionali più esigenti.

Il Consorzio, fondato nel 1932 e con sede ad Asti, continua a promuovere le proprie eccellenze anche attraverso iniziative di grande visibilità, come la presenza agli Internazionali BNL d’Italia di Roma e tour promozionali negli Stati Uniti, con l’obiettivo di consolidare la reputazione delle bollicine piemontesi nel mondo.

L’attenzione verso nuovi mercati e la valorizzazione della qualità artigianale rappresentano quindi i pilastri su cui il Consorzio intende costruire la sua crescita futura, nonostante le difficoltà geopolitiche e commerciali che hanno segnato gli ultimi anni.

Marco Viscomi

Marco Viscomi

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