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L’enogastronomia tira il turismo: vale più di benessere e natura per chi sceglie vacanze di lusso

by Marco Viscomi
1 Gennaio 2026
in Itinerari
Il futuro del turismo del vino: raccontare i territori per una crescita condivisa

Il futuro del turismo del vino: raccontare i territori per una crescita condivisa

Milano, 1 gennaio 2026 – Non c’è dubbio: quando si parla di vacanze di lusso, la tavola – l’enogastronomia – resta l’elemento dominante. Guardando al bilancio del 2025 da poco concluso, emerge con chiarezza che i viaggiatori alto-spendenti hanno orientato le proprie scelte soprattutto in base alla qualità dell’offerta gastronomica.

L’enogastronomia tira il turismo di fascia alta

Secondo l’ultimo sondaggio annuale di Condé Nast Johansens dedicato al turismo di fascia alta, cibo e vino si sono affermati come il criterio decisivo nella selezione delle destinazioni. L’enogastronomia ha raccolto il 76% delle preferenze, superando nettamente sia l’interesse per la natura e le attività all’aria aperta, fermo al 55%, sia l’attrattiva di arte e cultura, indicata dal 48% degli intervistati. Ancora più distaccata la ricerca di benessere legata a spa e trattamenti rilassanti, che ha ottenuto il 44% dei consensi. Si tratta, come evidente, di una rilevazione a risposta multipla, che consentiva di esprimere più preferenze contemporaneamente.

La centralità dell’esperienza gastronomica non ha inciso solo sulla scelta del Paese o della città di destinazione, ma anche sui criteri adottati per individuare le strutture ricettive. Nel 2025 il 60% dei turisti di lusso ha indicato come prioritaria la qualità del ristorante interno al resort, mentre il 69% ha ritenuto fondamentale la presenza e il livello della colazione inclusa. Quest’ultima è spesso considerata uno dei pasti chiave della giornata in vacanza, al pari della cena, mentre il pranzo tende più facilmente a essere ridimensionato o sostituito da soluzioni rapide.

Enoturismo a Montalcino
Enoturismo a Montalcino | Pixabay @helovi – Vinamundi

Italia destinazione chiave del settore luxury

Analizzando la graduatoria europea elaborata da Condé Nast Johansens, dai dati del 2025 emerge anche un altro elemento rilevante: l’Italia si è confermata una destinazione di grande richiamo per il segmento luxury, scelta dal 26% degli intervistati. Il successo è attribuibile non solo all’enogastronomia, ma anche alla combinazione di cucina di alto livello, patrimonio artistico e culturale e varietà paesaggistica. Inoltre, il nostro Paese ha guadagnato un punto percentuale nelle preferenze dei viaggiatori alto-spendenti rispetto alla Francia, ferma al 25%, considerata l’unica reale concorrente europea sul piano enogastronomico.

Ma chi sono, in termini concreti, questi viaggiatori di fascia alta? Per Condé Nast Johansens il target di riferimento è composto da persone con un reddito medio annuo di 84 mila euro e una spesa media destinata alle vacanze pari a 7.900 euro.

Sul fronte dei canali di informazione e condivisione, Instagram si conferma la piattaforma principale per il turismo di lusso: il 69% degli intervistati lo utilizza sia per trarre ispirazione prima della partenza sia per condividere contenuti al rientro. Seguono Facebook con il 48% e TikTok con il 22%, quest’ultimo in crescita soprattutto tra i più giovani. Completano il quadro YouTube (18%) e Pinterest (14%), apprezzati per il forte impatto visivo. Infine, Condé Nast sottolinea il proprio ruolo di riferimento nel settore: tra i viaggiatori alto-spendenti, Condé Nast Traveller è considerata affidabile dal 64%, mentre la guida Condé Nast Johansens raggiunge il 71% dei consensi. È stata da poco pubblicata la Luxury Hotels Guide 2026.

Marco Viscomi

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