Vinamundi
  • Notizie
  • Il vino
  • Cucina
  • Itinerari
  • Storie
  • Eventi
  • Notizie
  • Il vino
  • Cucina
  • Itinerari
  • Storie
  • Eventi
No Result
View All Result
Vinamundi
No Result
View All Result
Home Cucina

La ricetta perfetta dei pizzoccheri valtellinesi secondo lo chef Alessandro Negrini

by Marco Viscomi
5 Gennaio 2026
in Cucina
I pizzoccheri sono uno dei piatti più iconici della cucina valtellinese: un'esplosione di gusto

I pizzoccheri sono uno dei piatti più iconici della cucina valtellinese: un'esplosione di gusto | Immagine Wikimedia Commons photo by @Aplasia under license CC BY-SA 4.0 DEED (https://creativecommons.org/licenses/by-sa/4.0/deed.en) - Vinamundi.it

Specialità valtellinese a base di grano saraceno, i pizzoccheri raccontano la storia e i sapori della cucina di montagna, tra tradizione e innovazione gourmet

 

Milano, 5 gennaio 2026 – I pizzoccheri rappresentano uno dei capisaldi della tradizione culinaria valtellinese, un piatto in grado di esprimere al meglio la ricchezza e la semplicità della cucina di montagna lombarda. A raccontarci la ricetta autentica e la preparazione di questa pasta è lo chef stellato Alessandro Negrini, originario proprio della Valtellina, che insieme al collega Fabio Pisani guida la cucina del celebre ristorante Il Luogo Aimo e Nadia a Milano. Entrambi chef di alto profilo, Negrini e Pisani incarnano la capacità di reinterpretare la tradizione italiana in chiave contemporanea con grande rispetto per le materie prime e i sapori originari.

Esistono diversi vini in grado di esaltare i sapori caratteristici dei pizzoccheri
Esistono diversi vini in grado di esaltare i sapori caratteristici dei pizzoccheri | Immagine Unsplash @Maksym Kaharlytskyi – Vinamundi.it

La ricetta tradizionale dei pizzoccheri della Valtellina

I pizzoccheri sono una pasta fresca ottenuta dall’impasto di farina di grano saraceno e farina tipo 0, tagliata in fettucce corte e larghe circa 0,5-1 cm. La preparazione richiede attenzione particolare nella lavorazione dell’impasto, che si realizza mescolando 400 g di farina di grano saraceno con 100 g di farina 0 e 285 g d’acqua riscaldata a 50 °C. Questa temperatura è fondamentale per facilitare l’amalgama degli amidi del grano saraceno, conferendo all’impasto una consistenza setosa e perfettamente gestibile.

Dopo aver impastato energicamente, si stende la sfoglia fino a raggiungere uno spessore di 2-3 mm, quindi si taglia prima in strisce larghe 7 cm e poi in fettucce di 0,5-1 cm di spessore. È importante spolverare con farina di grano saraceno per evitare che si attacchino durante la lavorazione.

Il condimento tradizionale, tipico della Valtellina e riconosciuto come Indicazione Geografica Protetta (IGP), prevede la cottura dei pizzoccheri insieme a patate e verza in abbondante acqua salata. Le patate sono tagliate a pezzi uniformi e immesse prima nell’acqua bollente salata con 60 g di sale marino integrale grosso in circa 6 litri di acqua, seguite dopo due minuti dalla verza tagliata a strisce. Dopo circa 4 minuti si aggiungono i pizzoccheri, che cuoceranno per altri 4 minuti circa.

Il condimento e la fase finale

Mentre i pizzoccheri cuociono, il burro di malga viene sciolto lentamente con due spicchi d’aglio in camicia, fino a raggiungere un colore nocciola che conferisce al piatto un aroma intenso ma delicato. Una volta scolati pizzoccheri, patate e verza, si procede a stratificarli in un tegame caldo alternandoli con fette di formaggio Latteria semigrasso e una spolverata di Grana Padano DOP grattugiato. Il tegame viene poi coperto e lasciato riposare sopra la pentola dell’acqua di cottura calda, per permettere al formaggio di sciogliersi uniformemente grazie al calore residuo.

Solo a questo punto si versa il burro aromatizzato all’aglio, eliminando gli spicchi e mescolando delicatamente il tutto. Il risultato è un piatto ricco, caldo e filante, perfetto per le stagioni fredde ma apprezzato in ogni periodo dell’anno.

Chef Negrini e Pisani: custodi e innovatori della tradizione valtellinese

Alessandro Negrini, nato nel 1978 e cresciuto tra i prati e gli alpeggi della Valtellina, ha sviluppato la sua passione per la cucina in luoghi rinomati come il Palace di Saint Moritz e ristoranti stellati in Europa, prima di approdare nel 2005 al ristorante Il Luogo Aimo e Nadia insieme a Fabio Pisani. Quest’ultimo, anch’egli classe 1978, ha affinato la propria esperienza in grandi maison europee come il Grand Véfour di Parigi e il Waterside Inn di Londra.

Insieme, Negrini e Pisani rappresentano un sodalizio professionale e umano che si riflette nella loro cucina: una cucina italiana contemporanea, che valorizza gli ingredienti locali e le tradizioni regionali con un approccio rispettoso e innovativo. Nel loro lavoro, i pizzoccheri diventano un simbolo di questo equilibrio tra radici e modernità, tra sapore autentico e tecnica raffinata.

Curiosità e varianti dei pizzoccheri

La ricetta tradizionale prevede l’utilizzo di ingredienti locali come il burro di malga, il formaggio Latteria o Valtellina Casera, e la verza, che in estate può essere sostituita da bietole o fagiolini a seconda delle zone e delle preferenze familiari. Esistono varianti locali che aggiungono la pesteda, un battuto di erbe aromatiche e pepe, o sostituiscono la verza con la cipolla o la salvia.

La tradizione vuole che i pizzoccheri vengano consumati il venerdì, giorno di magro, e che la farina di grano saraceno utilizzata sia pura, senza l’aggiunta della “pula”, la parte esterna che può conferire un sapore amaro o un fastidioso pizzicore in gola.

Dal punto di vista nutrizionale, un piatto di pizzoccheri apporta circa 850 calorie, con un contenuto significativo di carboidrati (oltre 100 g), proteine (circa 31 g) e grassi (37 g, di cui saturi 20,8 g), insieme a fibre e sali minerali, rendendolo un pasto energetico e nutriente, ideale per affrontare le giornate invernali.

I pizzoccheri della Valtellina, con la loro storia millenaria e il legame profondo con il territorio, sono oggi un prodotto IGP che continua a essere celebrato con eventi e sagre, come il famoso “Pizzocchero d’oro” di Teglio, mantenendo viva la tradizione e la cultura gastronomica di questa splendida valle alpina.

Marco Viscomi

Marco Viscomi

Articoli recenti

  • Pinot Nero: ecco qual è il migliore d’Italia
  • Congresso mondiale della vite e del vino: per la prima volta in Cina
  • Vigneti eroici e storici: il Veneto inizia a censirli
  • Vino, la nuova minaccia arriva da Hormuz: cosa succede
  • Vino e salute, non tutte le bevande alcoliche sono uguali: il nuovo studio

Navigate

  • Home
  • Archives

Recent Recipes

Il Pinot Nero più buono d'Italia

Pinot Nero: ecco qual è il migliore d’Italia

14 Maggio 2026
Congresso mondiale della vite e del vino

Congresso mondiale della vite e del vino: per la prima volta in Cina

12 Maggio 2026

Browse by Category

  • Approfondimento
  • Cucina
  • Eventi
  • Il vino
  • Itinerari
  • Mixology
  • Notizie
  • Senza categoria
  • Storie

Browse by Ingredients

Abbinamenti Abbinamento Alcol apertura Birra Bordeaux Bottiglia Capodanno Caratteristiche Champagne Chianti Cibo Cocktail Conservazione Cucina Dazi Degustazione Enoturismo etichette Eventi Export Francia Italia Natale Piemonte Produzione del vino Prosecco Ristorante Sicilia Slow Wine Fair Spumante Stati Uniti Storia tappo Toscana Vigneto Vini Vinitaly Vino Vino bianco Vino italiano Vino passito Vino rosso Vitigni Vitigno
  • Redazione
  • Privacy Policy
  • Disclaimer

Copyright © 2025 - Editorially Srl - Via Assisi 21 - 00181 Roma - P.Iva 16947451007 legal@editorially.it - redazione@editorially.it Questo blog non è una testata giornalistica, in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 07.03.2001

No Result
View All Result
  • Notizie
  • Il vino
  • Cucina
  • Itinerari
  • Storie
  • Eventi

Copyright © 2025 - Editorially Srl - Via Assisi 21 - 00181 Roma - P.Iva 16947451007 legal@editorially.it - redazione@editorially.it Questo blog non è una testata giornalistica, in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 07.03.2001