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Il contrassegno di Stato: la guardia del vino italiano contro la contraffazione

by Redazione Vinamundi
15 Marzo 2025
in Il vino
Il contrassegno di Stato: la guardia del vino italiano contro la contraffazione

Il contrassegno di Stato: la guardia del vino italiano contro la contraffazione

Il contrassegno di Stato rappresenta un elemento cruciale per la protezione e la valorizzazione del vino italiano di alta qualità. Negli ultimi dieci anni, l’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato ha prodotto oltre 2,1 miliardi di fascette per i vini a Denominazione di Origine Controllata e Garantita (DOCG), Denominazione di Origine Controllata (DOC) e Indicazione Geografica Tipica (IGT). Questo dato sottolinea l’importanza crescente di questo strumento nella garanzia di autenticità e tracciabilità dei prodotti vinicoli. Non solo il contrassegno è una risposta efficace alla contraffazione, ma contribuisce anche a elevare il valore del Made in Italy sui mercati internazionali.

Il valore del contrassegno per il mercato vinicolo

L’export di vini DOP (Denominazione di Origine Protetta) e IGP (Indicazione Geografica Protetta) costituisce una parte significativa delle esportazioni totali di vino italiano, arrivando a rappresentare l’89%. È interessante notare che il 61% di queste esportazioni si dirige verso mercati extra-UE, dove la protezione dei prodotti è meno rigorosa rispetto alle normative europee. Secondo un report di Nomisma, il 31% delle aziende vinicole intervistate considera il contrassegno un segno di garanzia dell’origine italiana del vino, mentre il 27% lo percepisce come uno strumento valido nella lotta contro la contraffazione e nella tracciabilità del prodotto. Tuttavia, c’è anche una percentuale significativa (15%) di aziende che ritiene che il contrassegno non apporti benefici significativi.

La situazione varia anche all’interno delle aziende stesse:

  1. Il 42% applica il contrassegno a tutte le bottiglie.
  2. Il 18% lo utilizza solo per alcune linee di prodotto.
  3. Un dato preoccupante è che il 40% delle aziende non adotta il contrassegno, principalmente a causa di questioni legate ai costi e alla burocrazia.

Questi dati evidenziano la necessità di un miglioramento delle politiche di incentivazione e supporto per la diffusione di questo strumento.

Benefici e vantaggi per produttori e consumatori

L’indagine condotta da Nomisma ha messo in luce i molteplici vantaggi offerti dal contrassegno. Ecco alcuni dei principali benefici:

  1. Il 62% dei produttori utilizza il contrassegno per certificare il prodotto.
  2. Il 57% lo usa per il controllo della filiera e la prevenzione della contraffazione.
  3. Il 49% lo considera fondamentale per la tracciabilità del vino.

Luca Giavi, direttore generale del Consorzio Prosecco DOC, ha sottolineato l’efficacia del sistema: “Siamo stati tra i primi a implementarlo e oggi ci consente un maggiore controllo interno alla filiera, rafforzando la tutela del marchio”.

Anche i consumatori traggono vantaggio dalla presenza del contrassegno. Il 43% di loro ritiene che esso accresca la fiducia nel prodotto, il 27% vede un vantaggio nell’accesso ai mercati esteri, mentre il 24% considera utile il contrassegno per il posizionamento su fasce di prezzo più elevate. Tuttavia, è importante notare che il 25% degli intervistati non percepisce un beneficio diretto, evidenziando la necessità di una comunicazione più efficace riguardo al valore del contrassegno.

Il contrassegno nel mercato del vino biologico e negli Stati Uniti

Il contrassegno di Stato potrebbe avere un ruolo cruciale anche nel settore dei vini biologici, dove il 54% delle aziende ritiene diffuso il fenomeno del falso bio. In questo contesto, l’apposizione della fascetta di Stato potrebbe garantire maggiore trasparenza e sicurezza per i consumatori, facilitando l’identificazione di prodotti realmente biologici.

Negli Stati Uniti, che rappresentano il primo mercato di sbocco per il vino italiano, il fenomeno dell’Italian Sounding è una problematica di rilievo. Secondo il report Nomisma, il 38% dei consumatori americani considera il vino italiano il migliore in assoluto, il 48% lo preferisce per la qualità delle uve, e il 44% sarebbe disposto a pagare di più per un vino dotato di contrassegno. Tuttavia, la consapevolezza del contrassegno è ancora limitata negli Stati Uniti, dove solo il 37% dei consumatori riconosce la fascetta, mentre in Italia la percentuale sale al 68%.

Evoluzione del sistema e nuove implementazioni

Il contrassegno di Stato è in continua evoluzione e si sta adattando alle nuove esigenze del mercato. Matteo Taglienti, responsabile vendite dell’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato, ha dichiarato che sono in fase di introduzione nuove tecnologie, come il QR Code e riferimenti al tricolore, per aumentare la riconoscibilità del prodotto e fornire ai consumatori strumenti di verifica immediata. Queste innovazioni potrebbero aiutare a stimolare ulteriormente la fiducia dei consumatori e a combattere la contraffazione.

Inoltre, l’adozione del contrassegno da parte di un numero sempre crescente di consorzi di tutela, come quelli del Sannio e dell’Emilia IGT, dimostra l’impegno del settore nel rafforzare la protezione dei vini italiani sui mercati globali. Con oltre 2 miliardi di fascette prodotte, il contrassegno di Stato si conferma uno strumento strategico per il futuro dell’enologia italiana, apportando benefici sia per le aziende che per i consumatori.

Redazione Vinamundi

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