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Export del vino italiano 2025: Veneto, Toscana e Piemonte guidano, lieve calo previsto

by Marco Viscomi
13 Marzo 2026
in Il vino
Export del vino italiano

Export del vino italiano | Pixabay @Alberto_Gagliardi - Vinamundi

Nonostante il lieve calo dell’export nel 2025, Veneto, Toscana e Piemonte trainano il settore vinicolo italiano, confermando la leadership nelle esportazioni mondiali

 

Verona, 13 marzo 2026 – L’export del vino italiano nel 2025 ha registrato un lieve calo rispetto all’anno precedente, attestandosi a un valore di 7,7 miliardi di euro (-3,7% rispetto al 2024) e un volume di 2,1 miliardi di litri (-1,8%). Nonostante le sfide legate ai dazi negli Stati Uniti, al calo dei consumi globali e alle tensioni geopolitiche, alcune regioni hanno dimostrato resilienza, mantenendo o addirittura superando i risultati dell’anno precedente. Il report regionale dell’ISTAT, rilanciato da WineNews, evidenzia come il Veneto, la Toscana e il Piemonte continuino a dominare la scena dell’export vinicolo italiano.

Export del vino: Veneto leader incontrastato

Il Veneto, regione storicamente vocata alla produzione di vini celebri come il Prosecco, il Valpolicella, il Soave e il Pinot Grigio delle Venezie, conferma la sua posizione di leader con un export valutato a 2,92 miliardi di euro nel 2025, mostrando una flessione contenuta dell’1,2% rispetto al 2024. Questa quota rappresenta il 36,7% del totale nazionale, sottolineando l’importanza strategica del Veneto nel comparto vitivinicolo italiano. La regione, che si estende tra le province di Verona, Treviso, Vicenza e altre, continua a beneficiare di una tradizione vitivinicola consolidata e di un territorio caratterizzato da un clima temperato umido e una morfologia variegata che spazia dalla pianura alle montagne delle Dolomiti.

Toscana e Piemonte: pilastri del vino italiano nel mondo

Seguono la Toscana e il Piemonte, rispettivamente seconda e terza nella classifica regionale dell’export. La Toscana, con i suoi vini rinomati come il Chianti Classico, il Brunello di Montalcino, il Vino Nobile di Montepulciano e i vini della Maremma, ha raggiunto un valore di 1,17 miliardi di euro (-2%), coprendo il 14,8% del vino esportato dall’Italia. A Firenze, capitale regionale, si è recentemente svolto l’evento “Buy Wine”, che ha ospitato 175 buyers provenienti da 47 Paesi, confermando l’attenzione internazionale verso i vini toscani.

Il Piemonte, patria di etichette iconiche come Barolo, Barbaresco, Barbera d’Asti e Alta Langa, si ferma a 1,15 miliardi di euro (-2,2%), con una quota pari al 14,6% del totale italiano. Queste tre regioni insieme contribuiscono per oltre il 66% alle esportazioni nazionali di vino.

Altre realtà regionali: luci e ombre nell’export di vino

Il Trentino-Alto Adige, noto per i suoi grandi vini bianchi e il Trentodoc, si posiziona al quarto posto con 553,9 milioni di euro (-7,7%), seguito dall’Emilia-Romagna, terra del Lambrusco e del Sangiovese di Romagna, che segna 423,8 milioni (-7,3%).

Crescite significative arrivano invece dalla Lombardia (+7,1%), regione nota per il Franciacorta, e dal Friuli Venezia Giulia (+8,3%), celebre soprattutto per il Collio e il Friulano. La Puglia, con i suoi Primitivo e altri vini, supera l’Abruzzo, che registra un calo consistente (-13,3%). Chiude la top ten la Sicilia, regione simbolo con territori come l’Etna, Vittoria, Menfi e Pantelleria, che segna un incremento dell’1,6% a 153,2 milioni di euro.

Le dinamiche di mercato mostrano quindi una situazione complessa ma non drammatica per il vino italiano, con alcune regioni che riescono a mantenere o incrementare la propria presenza sui mercati esteri nonostante un contesto globale sfidante.

Marco Viscomi

Marco Viscomi

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