Vinamundi
  • Notizie
  • Il vino
  • Cucina
  • Itinerari
  • Storie
  • Eventi
  • Notizie
  • Il vino
  • Cucina
  • Itinerari
  • Storie
  • Eventi
No Result
View All Result
Vinamundi
No Result
View All Result
Home Il vino

Dazi al 15%: il grido d’allerta di Frescobaldi su un danno da 317 milioni di euro

by Redazione Vinamundi
28 Luglio 2025
in Il vino
Dazi al 15%: il grido d'allerta di Frescobaldi su un danno da 317 milioni di euro

Dazi al 15%: il grido d'allerta di Frescobaldi su un danno da 317 milioni di euro

Negli ultimi giorni, il mondo del vino italiano è stato scosso dall’annuncio dell’introduzione di dazi al 15% sulle esportazioni di vini verso gli Stati Uniti. Questo provvedimento, frutto di un accordo tra l’ex presidente americano Donald Trump e la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen, ha suscitato preoccupazione tra i produttori vinicoli italiani, che si trovano ora a dover affrontare perdite significative.

L’impatto economico sui produttori

Lamberto Frescobaldi, presidente dell’Unione Italiana Vini (Uiv), ha espresso la sua profonda insoddisfazione riguardo a questa decisione. Insieme al direttore generale Paolo Castelletti, ha sottolineato che il settore vitivinicolo italiano subirà un danno economico stimato in circa 317 milioni di euro nei prossimi 12 mesi. I vini più colpiti da questi dazi includono:

  1. Moscato D’Asti
  2. Pinot Grigio
  3. Prosecco
  4. Rossi toscani
  5. Rossi piemontesi

L’accordo sui dazi entrerà in vigore il 1° agosto, e le conseguenze si ripercuoteranno pesantemente sulle vendite dei vini italiani negli Stati Uniti. Frescobaldi ha dichiarato che “con i dazi al 15%, il bicchiere rimarrà mezzo vuoto per almeno l’80% del vino italiano”. Inoltre, ha evidenziato che il danno potrebbe aumentare fino a 460 milioni di euro se il dollaro continuerà a mantenere il suo attuale livello di svalutazione.

Reazioni e preoccupazioni del settore

Le reazioni all’introduzione dei dazi non si sono fatte attendere. Castelletti ha affermato che “le imprese non possono essere soddisfatte” e ha messo in luce come, sebbene un dazio al 15% sia migliore rispetto all’ipotesi iniziale di un 30%, esso rimanga comunque eccessivamente alto rispetto ai tassi pre-dazi, che erano quasi nulli. Questo incremento tariffario mette l’Italia in una posizione svantaggiata rispetto ai concorrenti europei, come Francia e Spagna, che hanno una minore esposizione sul mercato statunitense.

Il mercato americano e il rischio di contrazione delle vendite

Il mercato americano rappresenta il 24% del valore totale delle esportazioni italiane di vino, rispetto al 20% della Francia e all’11% della Spagna. La tipologia dei vini italiani, caratterizzati da un buon rapporto qualità-prezzo, rende il settore ancora più vulnerabile. Infatti, l’80% dei vini italiani è collocato nella fascia di prezzo “popular”, con un prezzo franco cantina di circa 4,2 euro al litro, mentre solo il 2% delle bottiglie si colloca nella fascia superpremium.

L’Osservatorio Uiv ha anche messo in evidenza che la ristorazione sarà fortemente impattata da questi dazi. Una bottiglia di vino da 5 euro, normalmente venduta al tavolo con un ricarico, potrebbe arrivare a costare circa 60 dollari, un prezzo che potrebbe dissuadere molti consumatori americani dall’acquistare vino italiano.

Un dato allarmante è che ben il 76% delle 482 milioni di bottiglie di vino italiano esportate negli Stati Uniti lo scorso anno si trova in “zona rossa”, ovvero a rischio significativo a causa dei nuovi dazi. Le aree vinicole più vulnerabili includono il Moscato d’Asti, con un’esposizione del 60%, e il Pinot Grigio, con il 48%.

In totale, queste bottiglie rappresentano un valore di oltre 1,3 miliardi di euro, pari al 70% dell’export italiano di vino verso gli Stati Uniti. L’Unione Italiana Vini attende ora il testo finale dell’accordo per una valutazione complessiva dei danni e delle strategie da adottare per affrontare questa difficile situazione.

La speranza è che il governo italiano e l’Unione Europea prendano in considerazione misure efficaci per proteggere un settore vitale per l’economia italiana, che ha storicamente contribuito alla crescita economica e all’immagine del Paese nel mondo. Con un mercato già provato dalla pandemia e ora minacciato dai dazi, il futuro del vino italiano negli Stati Uniti si presenta incerto e complesso.

Redazione Vinamundi

Redazione Vinamundi

Articoli recenti

  • Pinot Nero: ecco qual è il migliore d’Italia
  • Congresso mondiale della vite e del vino: per la prima volta in Cina
  • Vigneti eroici e storici: il Veneto inizia a censirli
  • Vino, la nuova minaccia arriva da Hormuz: cosa succede
  • Vino e salute, non tutte le bevande alcoliche sono uguali: il nuovo studio

Navigate

  • Home
  • Archives

Recent Recipes

Il Pinot Nero più buono d'Italia

Pinot Nero: ecco qual è il migliore d’Italia

14 Maggio 2026
Congresso mondiale della vite e del vino

Congresso mondiale della vite e del vino: per la prima volta in Cina

12 Maggio 2026

Browse by Category

  • Approfondimento
  • Cucina
  • Eventi
  • Il vino
  • Itinerari
  • Mixology
  • Notizie
  • Senza categoria
  • Storie

Browse by Ingredients

Abbinamenti Abbinamento Alcol apertura Birra Bordeaux Bottiglia Capodanno Caratteristiche Champagne Chianti Cibo Cocktail Conservazione Cucina Dazi Degustazione Enoturismo etichette Eventi Export Francia Italia Natale Piemonte Produzione del vino Prosecco Ristorante Sicilia Slow Wine Fair Spumante Stati Uniti Storia tappo Toscana Vigneto Vini Vinitaly Vino Vino bianco Vino italiano Vino passito Vino rosso Vitigni Vitigno
  • Redazione
  • Privacy Policy
  • Disclaimer

Copyright © 2025 - Editorially Srl - Via Assisi 21 - 00181 Roma - P.Iva 16947451007 legal@editorially.it - redazione@editorially.it Questo blog non è una testata giornalistica, in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 07.03.2001

No Result
View All Result
  • Notizie
  • Il vino
  • Cucina
  • Itinerari
  • Storie
  • Eventi

Copyright © 2025 - Editorially Srl - Via Assisi 21 - 00181 Roma - P.Iva 16947451007 legal@editorially.it - redazione@editorially.it Questo blog non è una testata giornalistica, in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 07.03.2001