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Canada elimina i dazi e rivoluziona l’export di vino americano: che significa per l’Europa?

by Redazione Vinamundi
6 Giugno 2025
in Il vino
Canada elimina i dazi e rivoluziona l'export di vino americano: che significa per l'Europa?

Canada elimina i dazi e rivoluziona l'export di vino americano: che significa per l'Europa?

La guerra commerciale tra Stati Uniti e Canada ha avuto un impatto significativo sull’export di vino dagli Stati Uniti verso il Canada, creando una situazione di grande preoccupazione per i produttori americani. Nel mese di aprile 2025, l’export di vino ha subito una drastica riduzione del 92,2% rispetto allo stesso mese dell’anno precedente, portando il valore totale a soli 2,73 milioni di dollari. Questo rappresenta il livello più basso registrato in tempi recenti, evidenziando l’importanza del Canada come mercato per il vino e gli alcolici made in USA.

Le origini della crisi

Le difficoltà attuali derivano dai dazi del 25% imposti da Trump nel 2018, che hanno innescato una reazione da parte del governo canadese. Questo ha creato un contesto in cui il Canada potrebbe diventare un mercato sempre più favorevole per altri paesi produttori di vino, come l’Italia, che ha già consolidato una presenza significativa con oltre 400 milioni di euro di esportazioni di vino nel 2024.

Le sfide per l’Europa

Il mercato vinicolo europeo, e in particolare quello italiano, si trova in una posizione vulnerabile a causa delle incertezze generate dalla politica commerciale statunitense. L’Unione Italiana Vini (UIV) ha evidenziato la disparità tra l’export di vino europeo verso gli Stati Uniti, che vale quasi 5 miliardi di euro all’anno, e quello proveniente dagli Stati Uniti, che ammonta a soli 318 milioni di euro. Questa situazione espone i produttori italiani a rischi significativi, poiché il 24% dell’intero export enologico italiano è diretto verso gli Stati Uniti.

L’allerta di Frescobaldi

Lamberto Frescobaldi, presidente di UIV, ha recentemente lanciato un allarme riguardo ai dazi e all’incertezza che questi creano. Ha affermato che “la nuova minaccia del presidente Trump rappresenta un ulteriore fardello di incertezza per le imprese italiane, in particolare per quelle del vino.” Questo clima di incertezza rende difficile per le aziende stabilire strategie di mercato e di investimento, un danno che va oltre l’entità dei dazi stessi.

Strategie e resilienza del settore vinicolo

Mentre le imprese vinicole italiane si preparano per accedere ai bandi europei dell’OCM Promozione, la minaccia di una nuova accisa al 50% ha costretto molti a riconsiderare i loro piani. Frescobaldi ha definito questa misura come un potenziale “embargo”, portando a una brusca interruzione degli investimenti.

Durante il Vinitaly 2025, una fiera dedicata al vino, è emersa la resilienza del settore. Nonostante i dazi siano passati dal 200% al 20%, i rappresentanti dei consorzi di vino italiani si sono mostrati proattivi, cercando di adattarsi a uno scenario in continua evoluzione. La convinzione è che il vino italiano, apprezzato a livello globale, possa resistere alle sfide imposte dalle tariffe fiscali, anche se la strada da percorrere è ancora lunga e ricca di incognite.

In conclusione, il settore vinicolo italiano deve affrontare sfide considerevoli, ma la sua storia di eccellenza e tradizione offre una base solida per costruire strategie future. La cooperazione tra produttori e istituzioni sarà fondamentale per navigare attraverso le incertezze del mercato e garantire un futuro prospero per il vino italiano.

Redazione Vinamundi

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