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Agricoltura e asilo: storie che ispirano i giovani di art4sport

by Redazione Vinamundi
31 Marzo 2025
in Storie
Agricoltura e asilo: storie che ispirano i giovani di art4sport

Agricoltura e asilo: storie che ispirano i giovani di art4sport

L’agricoltura è spesso vista attraverso una lente negativa, associata a caporalato e sfruttamento. Tuttavia, Marco Caprai rappresenta un esempio di come l’agricoltura possa essere un potente strumento di inclusione sociale e sostenibilità. Alla guida della cantina Arnaldo Caprai, Caprai ha avviato un progetto innovativo in collaborazione con la Caritas di Foligno, dimostrando che l’agricoltura può creare opportunità di lavoro e integrazione per i richiedenti asilo.

Negli ultimi dieci anni, il progetto ha contribuito a inserire oltre 200 richiedenti asilo politico nel mercato del lavoro umbro, attirando l’attenzione di organizzazioni prestigiose come l’Onu e la Fondazione Symbola. Questo approccio ha ricevuto riconoscimenti significativi, tra cui il titolo di Ufficiale al Merito della Repubblica Italiana, conferito dal Presidente Sergio Mattarella, sottolineando il valore sociale e culturale del lavoro di Caprai.

Storie che ispirano

Recentemente, Marco Caprai è stato selezionato come uno dei 20 finalisti nella “Sfera Action” dei Wembrace Awards 2025, organizzati dall’Associazione art4sport Onlus. Questi premi celebrano storie autentiche che ispirano le nuove generazioni. Durante la cerimonia, Caprai ha condiviso la sua visione di un’agricoltura che va oltre la mera produzione, abbracciando un modello sociale e inclusivo.

Uno dei racconti più significativi è quello di Fatima Zahra El Maliani, vincitrice dell’Award. Originaria del Marocco e arrivata in Italia all’età di due anni, Fatima oggi è volontaria nel doposcuola Sermig, restituendo alla comunità di Porta Palazzo il supporto ricevuto durante la sua infanzia. La sua storia invita a riflettere sul vero significato di cittadinanza, che va oltre il possesso di documenti, rappresentando un’opportunità di crescita per tutti.

Un modello efficace di integrazione

Il modello di inclusione sociale della cantina Caprai si è dimostrato efficace, con il 60% dei migranti che hanno lavorato in azienda che ha trovato un impiego stabile. Questo dato evidenzia come il lavoro possa creare un ambiente favorevole, promuovendo un senso di appartenenza oltre le barriere culturali e linguistiche. Caprai sottolinea l’importanza dell’agricoltura nel contrastare lo spopolamento delle aree collinari e montane, preservando il patrimonio della grande qualità italiana.

Il suo ultimo progetto, Ac Galaxy Umbria, propone una narrazione innovativa del vino umbro, presentando il territorio come un mosaico di terroir. Questo approccio mette in luce la varietà della produzione vinicola umbra, che include:

  1. Bollicine di montagna dai vigneti dell’Appennino di Gubbio
  2. Rosati del Lago Trasimeno
  3. Trebbiano Spoletino
  4. Grechetti dei Colli Martani

Attraverso questi progetti, Caprai mira a valorizzare la biodiversità e a intercettare le nuove tendenze nel settore vinicolo.

Un futuro migliore attraverso l’agricoltura

Il lavoro di Marco Caprai dimostra come l’agricoltura possa essere un veicolo di cambiamento sociale. In un contesto globale caratterizzato da sfide come la migrazione e il cambiamento climatico, la sua esperienza rappresenta un modello replicabile. L’inclusione sociale non è solo una questione di giustizia, ma anche di sviluppo economico e sostenibilità ambientale.

Le storie di vita come quella di Fatima e il lavoro di Caprai ci ricordano che l’agricoltura può costruire comunità più forti e coese, dove tutti hanno l’opportunità di contribuire e prosperare. La cantina Arnaldo Caprai non è solo un simbolo di eccellenza vinicola, ma un esempio di come si possa lavorare insieme per un futuro migliore. In questo modo, l’agricoltura diventa un vero e proprio atto di responsabilità sociale, capace di generare valore per tutti.

Redazione Vinamundi

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