Renzo Rosso e Sandro Veronesi: visioni a confronto su dazi, consumi e il futuro del vino

In un contesto globale in continuo mutamento, il settore del vino si trova ad affrontare sfide significative, dalle tensioni geopolitiche ai cambiamenti nei gusti dei consumatori. Due figure di spicco nel panorama imprenditoriale italiano, Renzo Rosso e Sandro Veronesi, hanno condiviso le loro visioni sul futuro del vino, all’interno di un’intervista rilasciata a WineNews durante Vinitaly, il principale evento fieristico dedicato al vino in Italia. Renzo Rosso e la sua visione sul vino Renzo Rosso è conosciuto principalmente come il fondatore del marchio Diesel, che ha elevato il jeans a simbolo del made in Italy. La sua influenza si estende

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La Carta geoviticola di Montalcino: un passo avanti per il Consorzio Brunello

Durante l’ultima edizione di Vinitaly, il Consorzio del vino Brunello di Montalcino ha svelato un’importante iniziativa: la Carta geoviticola di Montalcino. Questo progetto innovativo, realizzato in collaborazione con Copernico, una società all’avanguardia nel settore dell’high tech farming, e i Master of Wine Gabriele Gorelli e Andrea Lonardi, rappresenta un passo significativo verso una comprensione più profonda delle peculiarità del territorio di Montalcino, noto in tutto il mondo per il suo pregiato vino Brunello. La Carta geoviticola non è solo un documento, ma un sofisticato sistema di analisi e caratterizzazione del territorio che considera molteplici fattori. Tra questi, la geologia del

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Il mondo del vino in cerca di una rivoluzione normativa per i no e low alcol

Negli ultimi anni, il mercato dei vini no e low alcol ha conosciuto una crescita esponenziale, trasformandosi da una piccola nicchia a un settore sempre più rilevante, con un valore attuale di circa 2,4 miliardi di dollari a livello globale, destinato a raggiungere i 3,3 miliardi entro il 2028. Questo trend è alimentato da significativi mutamenti nei consumi, con i consumatori sempre più interessati a opzioni a basso contenuto alcolico per motivi di salute e uno stile di vita più sostenibile. Tuttavia, affinché questo settore possa prosperare ulteriormente, è necessaria una svolta normativa che supporti la produzione e la commercializzazione

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50 anni di DOC Alto Adige: un viaggio tra qualità, zonazione e il fascino del turismo del vino

Il Consorzio Vini Alto Adige ha recentemente festeggiato un traguardo significativo: i 50 anni della Denominazione di Origine Controllata (DOC) Alto Adige, istituita il 14 aprile 1975. Questa celebrazione, avvenuta alla fiera Vinitaly 2025, ha riunito i protagonisti della scena enologica altoatesina, offrendo un’opportunità per riflettere su un percorso di crescita e innovazione che ha reso questo territorio uno dei più distintivi d’Italia. L’evoluzione della viticoltura in Alto Adige Durante la conferenza stampa, il presidente del Consorzio Vini Alto Adige, Andreas Kofler, ha tracciato un bilancio dell’evoluzione del settore vitivinicolo locale. Negli anni ’70, la viticoltura era intensiva, ma oggi

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Il Prosecco supera lo Champagne: l’Italia conquista il mercato dell’export

Il 2024 si è aperto con dati positivi per il settore vinicolo italiano, segnando un incremento significativo delle esportazioni rispetto alla Francia, storicamente considerata la patria del vino di alta qualità. Secondo il report presentato al Vinitaly 2025 a Verona, l’Italia ha registrato un aumento del 6% in valore dell’export vinicolo, trainato principalmente dagli spumanti, che hanno visto un incremento del 9%. Al contrario, le esportazioni francesi hanno subito una flessione del 2,4%, dopo un già negativo -3% nel 2023. Un confronto che mette in evidenza come il Prosecco, emblema del vino italiano, abbia superato lo Champagne, con un aumento

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La redditività: la sfida cruciale per le piccole e medie imprese vinicole italiane

La questione della redditività rappresenta una sfida cruciale per le aziende vitivinicole di medie e piccole dimensioni in Italia, un tema particolarmente rilevante per quelle riunite nella Federazione Italiana Vignaioli Indipendenti (Fivi). Fondata nel 2008, Fivi è un’organizzazione senza scopo di lucro creata per promuovere e tutelare gli interessi di oltre 1.700 produttori di vino provenienti da tutte le regioni italiane, che gestiscono complessivamente oltre 17.000 ettari di vigneti. La superficie media per azienda è di circa 10 ettari, secondo i dati raccolti da Nomisma-Wine Monitor nel 2024. Il futuro di queste aziende dipende in gran parte dalla loro sostenibilità

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La rinascita del vino italiano: 5.500 giovani abbracciano la vigna

La viticoltura italiana sta attraversando una fase di profonda trasformazione, grazie all’emergere di una nuova generazione di viticoltori. Con oltre 5.500 giovani agricoltori, molti dei quali sotto i 35 anni, questi nuovi protagonisti non solo si affermano come imprenditori, ma riscoprono e valorizzano la biodiversità e il territorio italiano. Questo fenomeno rappresenta un ritorno alle radici, ma anche un approccio innovativo e consapevole che si distacca dal passato. Riscoperta delle varietà autoctone Un’analisi condotta dal Centro Studi Divulga, presentata durante l’evento di Vinitaly 2025 a Verona, ha rivelato che i giovani viticoltori non si limitano a produrre vino, ma riscoprono

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Incontro ravvicinato con la ricchezza varietale del vino italiano

L’Italia è riconosciuta come un vero e proprio paradiso del vino, con una tradizione vinicola che si distingue per la sua straordinaria varietà. Ogni regione offre una gamma di denominazioni, ciascuna con le proprie varietà autoctone e tecniche di produzione, creando un mosaico di sapori e profumi inimitabili. Durante il Vinitaly 2025 di Verona, si è svolto un evento di grande rilevanza, intitolato “I diversamente autoctoni”, che ha messo in luce vini provenienti da territori meno convenzionali, ma altrettanto affascinanti. Con la guida di Luciano Ferraro, vicedirettore del “Corriere della Sera”, e Riccardo Cotarella, presidente di Assoenologi, gli assaggi hanno

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Centinaio: l’Italia deve unirsi alla Francia contro l’attacco dell’Ue al vino

Nell’attuale contesto dell’Unione Europea, il settore vitivinicolo si trova in una posizione paradossale. Da un lato, l’UE sembra sostenere l’industria del vino con iniziative come il “Pacchetto Vino”, mentre dall’altro, adotta misure che possono essere percepite come ostili, come l’introduzione degli “health warnings” sulle etichette e le raccomandazioni del Piano europeo contro il cancro. Questo piano, varato a febbraio 2023, include proposte per ridurre il consumo di alcol, creando preoccupazione tra i produttori di vino italiani, che vedono il loro prodotto spesso associato a rischi per la salute. In questo scenario complesso, l’Italia ha bisogno di stringere alleanze strategiche all’interno

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Innovazione nel vino: il Crea spinge su tè e vitigni resistenti

La viticoltura italiana, un simbolo della nostra cultura e della nostra economia, si trova oggi a fronteggiare sfide senza precedenti. I cambiamenti climatici e le malattie delle piante mettono in discussione non solo la qualità dei vini, ma anche la sostenibilità dell’intero settore. In questo contesto, il Crea (Consiglio per la Ricerca in Agricoltura e l’Analisi dell’Economia Agraria) svolge un ruolo cruciale, investendo nella ricerca di vitigni resistenti e nell’applicazione delle Tecnologie di Evoluzione Assistita (Tea). L’innovazione è la chiave per garantire un futuro luminoso alla viticoltura italiana. Durante il talk “Tea & vitigni resistenti: a che punto siamo?” tenutosi

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