Alimentazione e salute: il 96% degli italiani consapevole, preferenza al made in Italy a tavola

Giornata Mondiale dell'Alimentazione: scopri il ricco programma dei Musei del Cibo di Parma

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Redazione

23 Aprile 2026

Roma, 23 aprile 2026 – Il legame tra alimentazione e salute è ormai un dato consolidato per il 96% degli italiani, che continuano a premiare con fiducia e attenzione il made in Italy agroalimentare e la tradizione della Dieta Mediterranea. Questi sono i principali risultati della recente indagine “Le nuove tendenze alimentari, la salute, la Dieta Mediterranea in Italia”, condotta da Format Research e presentata durante il Forum n. 1 Agronetwork, evento che ha visto la partecipazione di importanti istituzioni, esperti e rappresentanti del settore agroalimentare italiano.

Consapevolezza e scelte alimentari degli italiani

La ricerca conferma che l’82% degli italiani riconosce il valore salutare dei prodotti italiani, ponendo al centro delle proprie scelte fattori come il gusto, la salute e il prezzo. Tuttavia, persiste un modello decisionale ibrido, dove razionalità e emotività coesistono e spesso si contrappongono, soprattutto tra i più giovani. Infatti, il 42% degli under 35 ritiene che un’alimentazione salutare possa penalizzare il piacere di mangiare, mentre gli over 35 mostrano maggiore equilibrio tra benessere e gusto.

Il gusto si conferma il driver principale delle scelte alimentari (59%), seguito da salute e benessere (51%) e prezzo (45%), con una crescente attenzione a prodotti “naturali” come frutta secca, legumi e cereali integrali. Parallelamente, si registra una significativa riduzione del consumo di zucchero (76%), salumi e carni lavorate (73%) e bevande gassate (73%). Il vino, simbolo del made in Italy, registra una diminuzione del consumo nel 39% degli italiani, anche se resta importante per un quarto dei consumatori.

Il ruolo strategico del made in Italy e la sfida generazionale

Il made in Italy agroalimentare gode di un elevato livello di fiducia, associato a qualità, sicurezza e rappresentatività nazionale, con l’82% degli italiani che percepisce i suoi prodotti come più salutari rispetto ad altri. Il presidente di Ita-Italian Trade Agency, Matteo Zoppas, figura di spicco e discendente di una storica famiglia imprenditoriale veneta, ha sottolineato l’importanza dell’export agroalimentare, che nel 2025 ha raggiunto il record di 72,4 miliardi di euro. Zoppas ha evidenziato le difficoltà attuali nei mercati chiave come gli Stati Uniti e la Germania e ha indicato Mercosur, India e Australia come frontiere strategiche per il futuro.

Sara Farnetti, presidente di Agronetwork e specialista riconosciuta a livello internazionale nella medicina della nutrizione funzionale, ha ribadito come la Dieta Mediterranea resti il modello alimentare più salutare per il 79% degli italiani. Tuttavia, tra i giovani cresce l’interesse verso diete alternative come quelle proteiche e gluten free, segnalando un’apertura verso nuovi paradigmi alimentari. Farnetti ha evidenziato la necessità di comunicazioni più autorevoli e innovative per rispondere a consumatori sempre più informati e complessi.

Alimentazione, salute e nuove tendenze

L’indagine ha evidenziato come la quasi totalità degli italiani (97%) abbia fatto scelte alimentari per motivi di salute almeno una volta, con una maggiore frequenza tra gli under 35. Le decisioni basate su evidenze scientifiche risultano più stabili rispetto a quelle legate a mode o tendenze. Tra le preoccupazioni emergenti vi sono contaminanti alimentari, pesticidi e antibiotici, temi che influenzano la percezione della sicurezza alimentare, valutata soprattutto attraverso filiere controllate e certificazioni di qualità.

La sicurezza alimentare è un elemento cruciale, percepito in modo diverso dalle generazioni: gli adulti privilegiano approcci istituzionali, mentre i giovani dimostrano maggiore interesse per l’acquisto diretto dal produttore e per marchi affidabili. Le fonti di informazione più affidabili sono quelle istituzionali, seguite da libri e siti specializzati, mentre i social media, pur avendo un impatto limitato nella popolazione generale, risultano determinanti per i più giovani.

L’evento romano ha rappresentato un momento di confronto fondamentale per delineare le strategie future del settore agroalimentare italiano, capace di coniugare tradizione e innovazione in un mercato globale sempre più competitivo e complesso.

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