Il vitigno Brachetto d’Acqui, storia e caratteristiche

Il Brachetto d’Acqui è uno dei vini aromatici del Piemonte, che può contare su una superficie totale seconda solo al Moscato Bianco. I dati confermano lo stretto e antico legame che si è creato tra questo vitigno e l’Acquese, angolo sudorientale dell’Alto Monferrato in prossimità dell’Appenino e a due passi dal confine con la Liguria. La storia Nl 1969 il Brachetto ottenne la Doc per le tipologie Frizzante e Spumante. Se la provenienza di quest’uva è incerta, la sua presenza è invece attestata in Piemonte dall’inizio del XVII secolo. Allora, insieme al Moscato, era uno dei vini serviti alla corte

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Gamberi alla siciliana, altro che con le zucchine! Pronti in 5 minuti, ricetta a prova di pasticcione

Hai mai provato i gamberi alla siciliana? Facili e veloci da preparare, sono un secondo piatto leggero e ricco di gusto: ti leccherai i baffi! Dimenticati del solito abbinamento gamberi e zucchine e prova i nostri gamberi alla siciliana. In soli 5 minuti di tempo potrai portare in tavola un secondo piatto a dir poco con i fiocchi con cui riuscirai a conquistare pure i palati più esigenti. Facilissima da preparare, è una ricetta a prova di pasticcione. Anche se quindi non sei quello che si dice un fenomeno ai fornelli non preoccuparti: in poche mosse persino tu riuscirai a

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Mozzarella di bufala, con questi vini e birre te la gusti ancora di più

Con quali vini e birre accompagnare la mozzarella di bufala per poter gustarsela ancora meglio: occhio agli abbinamenti! Non ha bisogno di presentazioni, la mozzarella di bufala campana DOP, cui si associa un sapore unico e straordinario, ma quali sono i vini e le birre, e non soltanto, con cui accompagnarla? Ecco alcuni preziosi consigli. È una protagonista assoluta della cucina italiana, dalla grande versatilità, la mozzarella di bufala campana DOP, il cui sapore la rende ideale per diversi impieghi, a cominciare dalla degustazione in autonomia. Tuttavia, quest’ultima può anche donare ulteriore sapore ad altri piatti, come nel caso dell’insalata,

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Champagne: quali sono le etichette più costose al mondo

Lo champagne è un vino pregiato ed elegante che delizia i nostri palati durate le feste e le occasioni più importanti. Molte etichette possono racchiudere un valore davvero esclusivo fino a raggiungere cifre da capogiro. Ecco quali sono le etichette più costose nel mondo: 1. Gout de Diamants (circa 1,5 milioni di euro euro a bottiglia) L’etichetta più costosa al mondo è stata disegnata da designer Alexander Amosu. La bottiglia è placcata in oro bianco massiccio e lo champagne è prodotto da uve di Chardonnay, Pinot Nero e il Pinot Meunier. 2. Dom Pérignon Rosé Gold Mathusalem (circa 42.000 euro

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Il vitigno Picolit, storia e caratteristiche

Il Picolit è un vino a bacca bianca autoctono del Friuli, la cui storia inizia già con i Romani. La sua fortuna ha visto una piccola caduta intorno al 1700 ma la ripresa è stata repentina grazie al conte Asquini. La storia Il Picolit è un vitigno autoctono molto antico, coltivato anche dai Romani, e risale al XIII secolo a.C.. Era apprezzato da papi e imperatori, e persino Carlo Goldoni, che lo definiva “la gemma enologica più splendente del Friuli”. Il vitigno è quasi scomparso nel 1700, e il suo rilancio è dovuto al conte Asquini di Magagna, che lo

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Il vitigno Pigato, storia e caratteristiche

Il Pigato è un vitigno a bacca bianca della regione Liguria, coltivato, in quantità basse, sia sulla costa che nelle valli dell’entroterra, soprattutto nell’area geografica che va da Albenga a Imperia. Il suo nome deriva dalla parola in dialetto ligure “pigau”, ovvero “macchiato” ed è dovuto alle macchie di color marrone che caratterizzano la buccia della bacca matura. Le sue origini sembrano essere antichissime, infatti, sembra sia originario della Tessaglia e che sia stato portato dai greci durante la colonizzazione della penisola italiana. La sua prima apparizione in Liguria, però, risalirebbe al 1600 circa, dove sarebbe arrivato in un viaggio

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Il vitigno Corvina, storia e caratteristiche

La Corvina è un vitigno a bacca nera caratteristico della provincia di Verona, in particolar modo della Valpolicella e della sponda orientale del Lago di Garda. Il suo nome deriva dal colore dell’acino maturo, il quale ricorda le piume del corvo, ma in realtà i suoi vini non hanno una colorazione particolarmente carica. Se coltivato in terreni magri e collinari, la Corvina dà vini dai profumi di buona intensità che ricordano i piccoli frutti e le spezie (in particolare il pepe). La Corvina è stata iscritta al Registro Nazionale nel 1969 ed è idonea alla coltivazione nelle province di Verona e Brescia, mentre è autorizzata in quella di Sondrio (dove è chiamato

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Birra trappista, cos’è e quali sono le migliori

La birra trappista ha una storia plurisecolare e in questo prodotto si ritrovano le antiche tradizioni birraie alla base della produzione dell’alcolico fermentato più famoso del mondo. La birra trappista è rigorosamente prodotta in una abbazia trappista dai monaci trappisti, oppure da personale supervisionato da essi. Fra 150 monasteri trappisti in tutto il mondo, solo 14 producono almeno una birra, anche se non tutti i marchi possiedono un impianto produttivo. Il logo e i marchi Il famoso logo, simbolo di denominazione del prodotto, è l’esagono ATP – Authenitc Trappist Product. L’associazione che determina un prodotto trappista ha il compito di supervisionare

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Trebbiano d’Abruzzo, storia e caratteristiche

Un fantastico vino tipico dell’Abruzzo, che nel 2022 ha festeggiato i 50 anni dalla nascita della sua DOC, è il Trebbiano d’Abruzzo, il quale comprende 3 tipologie di vini bianchi: Trebbiano d’Abruzzo versione base, Trebbiano d’Abruzzo Superiore e Trebbiano d’Abruzzo Riserva. Il Trebbiano è un vitigno molto che ha molta facilità ad adattarsi a condizioni climatiche e terreni differenti, motivo per il quale viene coltivato in più regioni d’Italia. Proprio in base alla regione in cui viene coltivato sviluppa caratteristiche diverse e tratti distintivi particolari. Il nome Trebbiano, quindi, sta a indicare la famiglia dei vitigni e non un vitigno

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Vitigno Vespaiola, storia e caratteristiche

Il Vespaiola è un vitigno a bacca bianca, autoctono della zona del vicentino, in particolare del paese di Breganze. Il nome è riferito alla predilezione delle vespe per bacche mature e zuccherine. Le uve del Vespaiola sono vinificate per produrre vini bianchi fermi, vini spumante o passiti. Il Vespaiola è un vino secco e beverino, mentre come vino dolce passito ha una grande struttura e intensità: le uve vengono fatte appassire per mesi in grappoli appesi e annodati. Il nome del passito, Trocolato, deriva proprio dall’aggettivo che significa “ritorto”. Il passito è perfetto abbinato alla pasticceria secca, in particolare con

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