Vino australiano in crisi: chiesto l’intervento federale

Vino australiano in crisi

Vino australiano in crisi | Pixabay @ah_fotobox - Vinamundi

Federico Liberi

9 Febbraio 2026

Domanda globale in calo, scorte record e tensioni commerciali mettono a rischio il vino australiano: la situazione

Canberra, 9 febbraio 2026 – Il settore vinicolo australiano si trova in una situazione di crisi strutturale che richiede un intervento urgente da parte del governo federale. Le ultime analisi evidenziano come la produzione di vino nel Paese superi ampiamente la domanda, con scorte nazionali accumulate per oltre 2 miliardi di litri, di cui circa 260 milioni in eccesso rispetto a quanto il mercato può assorbire in modo sostenibile. Australian Grape & Wine (AG&W), l’associazione che rappresenta i viticoltori e i produttori vinicoli a livello nazionale, ha presentato al governo una proposta da 139,25 milioni di dollari australiani, inserita nella Pre-Budget Submission 2026–27, con un piano triennale per sostenere la ristrutturazione del settore.

Crisi profonda e persistente per il vino australiano

Secondo quanto dichiarato da Lee McLean, amministratore delegato di AG&W, la situazione va oltre una semplice flessione di mercato: il calo della domanda globale, aggravato dalle tensioni commerciali con la Cina e dal rallentamento nei mercati chiave come il Regno Unito, ha generato uno squilibrio strutturale che rischia di provocare un aggiustamento lungo e disordinato se non supportato da misure pubbliche. Nel 2025, le esportazioni di vino australiano hanno registrato un calo dell’8% in valore e del 6% in volume, a dimostrazione della fragilità del settore.

Piano di intervento con focus su sostenibilità e salute mentale

Il piano proposto da AG&W prevede strumenti di sostegno alla ristrutturazione aziendale, accesso a finanziamenti agevolati e incentivi per la riconversione o l’uscita dal mercato per le aziende più vulnerabili. Contemporaneamente, si punta a rafforzare la domanda interna e internazionale, rilanciando l’export e valorizzando il turismo enogastronomico nelle regioni vinicole. Un elemento cruciale riguarda anche il potenziamento dei servizi di salute mentale nelle aree rurali, dove la pressione finanziaria sta incidendo negativamente sul benessere psicologico di viticoltori e lavoratori del settore.

Lee McLean sottolinea che l’intervento richiesto non rappresenta un mero sussidio, ma un investimento preventivo che si allinea con le priorità governative di sviluppo regionale, produttività e tutela delle comunità rurali. Senza un intervento tempestivo, si rischiano fallimenti, vigneti abbandonati e un progressivo declino delle economie locali, con conseguenze sociali di lungo periodo.

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