Olio extravergine italiano: il piano per il rilancio

Il rilancio dell'olio extravergine italiano

Il rilancio dell'olio extravergine italiano | Pixabay @fcafotodigital - Vinamundi

Federico Liberi

2 Marzo 2026

Presentato a Verona il nuovo Piano Olivicolo Nazionale: investimenti, innovazione e sostegno per l’olio extravergine italiano

È stato presentato a SOL Expo 2026, presso Veronafiere, il nuovo Piano Olivicolo Nazionale, una strategia fondamentale per il rilancio dell’olio extravergine di oliva italiano. Il sottosegretario del Ministero dell’Agricoltura, Patrizio La Pietra, ha annunciato la conclusione dell’iter preliminare del piano, che ora attende l’esame della Conferenza Stato-Regioni. La misura si inserisce nel più ampio contesto del disegno di legge Coltiva Italia, che destina ben 300 milioni di euro al settore olivicolo, con ulteriori 175 milioni provenienti dai fondi europei OCM, per un investimento complessivo di quasi mezzo miliardo di euro.

Olio extravergine: un piano per rafforzare la produzione e la sostenibilità

L’obiettivo primario del Piano Olivicolo Nazionale è un incremento produttivo del 25% entro i prossimi cinque-sei anni, per contrastare il calo della produzione che ha relegato l’Italia al terzo posto mondiale, pur con un export in crescita del 43% nel 2024. Il progetto punta anche a modernizzare la filiera dell’olio extravergine attraverso il reimpianto di cultivar resistenti alle fitopatie come la Xylella e a promuovere la sostenibilità ambientale e la resilienza ai cambiamenti climatici. Il ministro dell’Agricoltura, Francesco Lollobrigida, ha sottolineato come l’olivicoltura rappresenti un settore simbolo dell’identità nazionale, che merita un sostegno deciso e lungimirante.

Innovazione, semplificazione e ricambio generazionale

Il piano prevede interventi strutturali anche sul fronte della digitalizzazione, dell’agromeccanica di precisione e della semplificazione burocratica, con un nuovo ruolo attribuito ai Centri di Assistenza Agricola (CAA). Sono inoltre stanziati 150 milioni di euro per facilitare l’accesso alla terra da parte dei giovani agricoltori, con oltre 8.400 ettari messi a disposizione da Ismea con formule di affitto agevolato. La presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha evidenziato come l’agricoltura italiana, con il valore aggiunto dell’olio Evo, sia oggi un punto di riferimento europeo, frutto anche del lavoro quotidiano degli olivicoltori.

Le criticità e le sfide del mercato italiano

Nonostante le prospettive positive, il settore olivicolo italiano è attraversato da difficoltà significative, soprattutto nelle regioni come la Calabria, dove il prezzo dell’olio extravergine è crollato fino al 30% in poche settimane, passando da 9,3 a 6-7 euro al chilo, senza una parallela riduzione dei costi di produzione. Questo ha messo in crisi la redditività delle aziende e sollevato dubbi sulla trasparenza della filiera. Organizzazioni come Coldiretti e Unaprol hanno accolto con favore il piano, definendolo un’opportunità storica per rilanciare la filiera, ma insistono sulla necessità di garantire che le risorse arrivino realmente agli olivicoltori, evitando dispersioni e speculazioni.

SOL Expo, che dal 1° al 3 marzo 2026 si conferma come evento di riferimento internazionale per la filiera olivicola, ha rappresentato anche un momento di confronto sulle sfide della filiera, dall’innovazione tecnologica alla promozione del Made in Italy, fino alla valorizzazione dell’olio come pilastro della sovranità alimentare nazionale. L’appuntamento ha incluso degustazioni, incontri B2B e momenti formativi, ponendo l’accento su una visione integrata e sostenibile del comparto olivicolo per il futuro del nostro Paese.

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