Nonostante un contesto economico più complesso e una flessione dei ricavi complessivi, nel 2025 i distillati statunitensi hanno confermato la propria posizione di vertice nel mercato delle bevande alcoliche. A trainare il settore sono stati soprattutto i cocktail ready-to-drink, che si sono affermati come il principale motore di crescita, intercettando nuove abitudini di consumo e un pubblico sempre più orientato alla praticità.
Il mercato regge, ma i ricavi scendono
Secondo il rapporto annuale del Distilled Spirits Council of the United States (Discus), il comparto degli spiriti ha mantenuto la leadership di mercato anche in un anno segnato da un generale indebolimento del settore beverage. Nel 2025 le vendite hanno raggiunto i 36,4 miliardi di dollari, con un calo del 2,2% rispetto all’anno precedente, a fronte però di un aumento dei volumi dell’1,9%, arrivati a 318,1 milioni di casse da 9 litri.
Consumatori più cauti e meno premium
Il divario tra crescita dei volumi e flessione del fatturato suggerisce un cambiamento nelle scelte dei consumatori. Gli americani continuano a bere, ma tendono a ridurre la spesa media, privilegiando prodotti più accessibili e limitando l’acquisto di etichette premium, in un contesto di pressione economica e fiducia dei consumatori in calo.
Quota di mercato in crescita per il quarto anno consecutivo
Per il quarto anno di fila, gli spiriti hanno guidato la quota di mercato delle bevande alcoliche, raggiungendo il 42,4% nel 2025. Dal 2000 il settore ha guadagnato oltre 13 punti percentuali a scapito di birra e vino, un incremento che Discus stima valga circa 860 milioni di dollari di ricavi per ogni punto percentuale conquistato.
La resilienza del settore secondo Discus
Il presidente e CEO di Discus, Chris Swonger, ha sottolineato come, nonostante la contrazione delle vendite complessive, l’industria degli spiriti continui a dimostrare solidità. A sostenere il comparto sono soprattutto prodotti innovativi capaci di mantenere alta l’attenzione dei consumatori, anche in una fase di incertezza economica e pressioni inflazionistiche.
I ready-to-drink diventano un business da 4 miliardi
Il vero punto di forza del 2025 è stato il segmento dei cocktail ready-to-drink a base di spiriti, che si è avvicinato alla soglia dei 4 miliardi di dollari. I premix, inclusi gli RTD, hanno generato vendite per 3,8 miliardi di dollari, segnando una crescita annua del 16,4% e distinguendosi nettamente rispetto al resto del mercato.
Perché i cocktail pronti piacciono sempre di più
Secondo Swonger, il successo degli RTD è legato all’utilizzo di distillati reali, alla comodità di consumo, alla varietà di gusti e alla presenza di opzioni a gradazione alcolica ridotta. Dal 2021 questi prodotti hanno più che raddoppiato la loro quota di mercato e nel solo 2025 hanno guadagnato 11 punti percentuali, mentre i seltzer a base di malto ne hanno persi 14.
Le categorie tradizionali in difficoltà
Le principali categorie di spiriti hanno invece registrato cali generalizzati. La vodka, con vendite pari a 7 miliardi di dollari, ha perso il 3%, mentre tequila e mezcal sono scese del 4,1% a quota 6,4 miliardi. Anche il whisky americano ha chiuso l’anno in leggero calo, con ricavi poco sopra i 5 miliardi di dollari e una flessione inferiore all’1%.
Le tensioni commerciali pesano sulle prospettive
Sul futuro del settore continuano a gravare le incertezze legate al commercio internazionale. Discus segnala l’impatto delle tensioni globali, delle minacce tariffarie ancora irrisolte e della rimozione degli spiriti americani da gran parte dei punti vendita canadesi, fattori che complicano la pianificazione a lungo termine.
Export in calo e appello sui dazi
Nel secondo trimestre del 2025 le esportazioni di spiriti statunitensi hanno registrato un calo del 9% su base annua. Per Swonger, il ripristino di accordi commerciali basati su dazi zero per zero resta una priorità fondamentale per riportare i distillatori americani su un percorso di crescita e stabilità duratura.
