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Il vino rosso si può usare anche per dipingere: le opere di Arianna Greco

by Giuliana Presti
25 Marzo 2024
in Storie
Vino su tela

Vino su tela | ariannagrecoarte.wordpress.com - Vinamundi.it

Arianna Greco è un’artista che utilizza una tecnica alternativa quando dipinge, non sono i colori, infatti, a dare forma alle cose sulla sua tela, ma il vino rosso. L’artista curerà l’immagine ufficiale del XIII Salone dei Vini e dei Distillati Russi che si terrà il 30 marzo a Sochi, città russa situata nel territorio di Krasnodar sulle rive del mar Nero. Il tema di quest’edizione sarà “Il vino seduce”.

“Ho personificato il potere seduttivo del vino nell’immagine di una Sirena perché quello delle sirene è indubbiamente un canto seducente: la loro voce ammaliava i marinai, che nel tentativo di afferrarla la seguivano a nuoto. Così come il racconto del nettare di Bacco riesce ad ammaliare qualunque essere umano”, ha detto Arianna durante un’intervista.

Vino su tela: l’arte di Arianna Greco

Il vino utilizzato dall’artista per la realizzazione delle sue opere è italiano, si tratta di Jalissia, un Nero di Troia prodotto dall’Azienda Mandwinery di Michela Manduano. Il Salone dei Vini e dei Distillati Russi omaggerà il territorio grazie alla riscoperta di tradizioni vitivinicole russe. In Russia Arianna Greco ha già tenuto numerose master class, mostre e live painting di pittura col vino. “Perché non usare il vino come colore su tela? Ci provo!“, è stata questa l’idea di Arianna Greco che nel 2011 ha iniziato a sperimentare l’”Arte Enoica”: mix tra passione per la pittura e per il vino.

Opera Arianna Greco
Opera Arianna Greco | ariannagreco wordpress – Vinamundi.it

“Ho provato vari vitigni che, per me, son ormai classificabili come colori: il rosso rubino della Barbera, l’aranciato di un vecchio Barolo del 1976, il giallino di un Dolcetto delle Langhe del 1981, il bordeau del Nero di Troia, il mattonato-rossastro dell’Aglianico del Vulture, il Marrone del Negroamaro e fin’anche la lucentezza di un bianco prodotto a Gioia del Colle ed utilizzato come “accettore” cromatico per il quadro dedicato alle quattro mogli di Federico II di Svevia in occasione della festa federiciana 2012 di Altamura”, ha detto l’artista.

Alcune opere della pittrice sono conservate al Museo di Pulcinella a Napoli, di cui Arianna Greco è Ambasciatrice e al Museo Piero Taruffi di Bagnoregio (Vt).

Cos’è l’Art’enoica

“L’Art’enoica è il risultato di una seduzione e, nel mio caso, è strumento per rappresentare questa stessa forza seduttiva. Dipingo da sempre con metodi e materiali tradizionali e sempre sotto la spinta di forti emozioni. Ma, si sa, l’artista è fatto proprio così: ha bisogno di essere trasportato da potenti moti dell’animo. I miei quadri al vino nascono, così, per amore. Amore per un uomo che, per caso, ha incrociato la mia strada, deviandola e percorrendola insieme a me”, ha spiegato l’artista durante un’intervista.

l primo vino utilizzato su tela dall’artista è stato un Primitivo di Manduria. “I colori ottenuti tendono al grigio-lilla-viola (un viola formato da una maggior quantità di blu) e son gli stessi ottenuti col Primitivo di Gioia del Colle. Ma con una differenza: nel caso del Primitivo di Manduria, anche a distanza di giorni la resa cromatica resta invariata mentre nel caso del Primitivo di Gioia del Colle, se utilizzato dopo qualche giorno dall’apertura, il colore diviene quello di un viola tendente al rosso“, ha continuato Greco. 

Giuliana Presti

Giuliana Presti

Laureata in Giornalismo e Cultura Editoriale. Scrivo di cinema, cultura e attualità. Amo la fotografia e la buona musica

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