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“Il vino non deve diventare un privilegio”: Carlo Cracco lancia l’allarme sui prezzi

by Alessandro Bolzani
27 Aprile 2026
in Notizie
Lo chef stellato Carlo Cracco nasconde un segreto

Carlo Cracco | Ansa (vinamundi.it)

Il rischio è chiaro: trasformare il vino in un prodotto per pochi. A sottolinearlo è Carlo Cracco, che in un’intervista rilasciata a la Repubblica, firmata da Lara Loreti, interviene su uno dei nodi più delicati per il settore vitivinicolo, oggi alle prese con consumi in flessione e con la necessità di riconnettersi con il pubblico.

Prezzi e ricarichi: il nodo da sciogliere

Secondo lo chef, uno degli aspetti centrali da affrontare riguarda il costo del vino. Serve una revisione dell’equilibrio tra cantine, ristorazione e locali, perché un aumento eccessivo dei prezzi o margini troppo alti finiscono per scoraggiare i consumatori. Quando il conto sale oltre una certa soglia, il rischio concreto è che il cliente scelga di rinunciare del tutto.

Bere meno, ma con più consapevolezza

La proposta di Cracco non è quella di incentivare il consumo, ma di cambiarne l’approccio. L’idea è puntare sulla qualità e sulla scelta consapevole: meglio un calice ben selezionato che una quantità maggiore priva di identità. In questa visione, il vino non deve essere percepito solo come una bevanda alcolica, ma come espressione di territorio, cultura e tradizione.

Il rapporto con i giovani passa dal racconto

Il tema diventa ancora più strategico quando si guarda alle nuove generazioni. Per avvicinarle, secondo Cracco, non servono tecnicismi o linguaggi elitari, ma una narrazione più accessibile e autentica. Raccontare cosa c’è dietro una bottiglia – dalla vigna al vitigno, fino alle peculiarità del territorio – può fare la differenza nel creare interesse e coinvolgimento.

VistaMare, un progetto tra vino e ospitalità

Nell’intervista, lo chef richiama anche la sua esperienza diretta come produttore con VistaMare, azienda agricola situata a Santarcangelo di Romagna e gestita insieme alla moglie Rosa Fanti. Un’iniziativa che mette insieme vino, cucina e accoglienza, con l’obiettivo di valorizzare prodotti autentici e costruire un’offerta riconoscibile legata al territorio.

Il ruolo del cibo e dello street food di qualità

Anche la gastronomia può contribuire a riportare il vino al centro. Cracco individua nello street food di qualità una possibile leva, a patto che resti ancorato alle radici locali e non venga assimilato a proposte di basso livello. L’abbinamento tra cibo accessibile ma curato e vino può rappresentare una chiave efficace per intercettare nuovi consumatori.

Fine dining: più evoluzione che crisi

Per quanto riguarda l’alta cucina, lo chef respinge la narrativa di un settore in declino. Piuttosto, evidenzia la necessità di adattarsi ai cambiamenti, mantenendo però una dimensione artigianale e contemporanea capace di distinguersi dall’omologazione.

Un vino più vicino alle persone

Il punto centrale resta uno: per rilanciare il vino bisogna renderlo più accessibile, meno distante e meno elitario. Solo attraverso un racconto più diretto e prezzi sostenibili sarà possibile riavvicinare il pubblico e restituire a questo prodotto il ruolo che storicamente ha avuto nella cultura quotidiana.

Alessandro Bolzani

Alessandro Bolzani

Cresciuto a pane e libri, nutro da sempre una profonda passione per la scrittura e il mondo dei media. Dal 2018 sono redattore (o copywriter, come dicono quelli bravi) per alcuni grandi editori italiani occupandomi principalmente di salute e benessere, scienze e tecnologia. Nel 2019 ho debuttato come autore con il romanzo urban fantasy "I guardiani dei parchi", edito da Genesis Publishing

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