Crescita record per il Brunello negli USA nonostante i dazi: eventi esclusivi, formazione e strategie innovative rafforzano la presenza
Montalcino, 22 febbraio 2026 – Nonostante le tensioni commerciali e i dazi imposti dagli Stati Uniti sotto la presidenza di Donald Trump, il Brunello di Montalcino conferma la sua forza e rilancia la sfida nel mercato americano. Nel corso del 2025, infatti, il vino simbolo della Toscana ha registrato una crescita del 7,7% in volume e del 2% in valore negli Stati Uniti, unico comparto italiano a mostrare segni di espansione in un contesto di generale flessione delle vendite di vino italiano (-5,2%) e di un calo complessivo del mercato vino statunitense (-8,8%).
Benvenuto Brunello 2026: la strategia di rilancio negli Stati Uniti
Il Consorzio del Vino Brunello di Montalcino ha organizzato per il 24 febbraio a New York l’evento Benvenuto Brunello 2026, un appuntamento esclusivo che vedrà la partecipazione di 48 produttori in un incontro B2B riservato a stampa specializzata e operatori del settore. In degustazione saranno presentate le ultime annate: Brunello di Montalcino 2021, Brunello Riserva 2020 e Rosso di Montalcino 2024, tutte vini che testimoniano la qualità e l’evoluzione della denominazione. Per la prima volta, la manifestazione si estenderà anche al Texas, con masterclass a Dallas e Austin il 3 e 4 marzo, aree che rappresentano circa la metà del mercato statunitense del Brunello, con una crescita dei volumi vicina al 9%.
Il presidente del Consorzio, Giacomo Bartolommei, sottolinea l’importanza di mantenere una presenza forte: «Montalcino non intende rinunciare al proprio partner privilegiato, nonostante le tensioni commerciali. La partecipazione dei produttori è aumentata del 40% rispetto all’anno scorso, segno di un impegno concreto e fiducia nel mercato americano».
La sfida dei dazi e il contesto politico
L’attuale presidenza di Donald Trump, iniziata nel gennaio 2025 e caratterizzata da politiche protezionistiche e dazi sulle importazioni, ha creato incertezza per molte aziende italiane. Tuttavia, il Brunello ha saputo adottare una strategia di investimento e presidio territoriale, puntando su eventi mirati e rafforzando la conoscenza del prodotto presso buyer e consumatori. Trump, noto per le sue posizioni nazionaliste e protezionistiche, ha imposto tariffe e restrizioni che hanno penalizzato diversi settori, ma il vino di Montalcino ha saputo resistere, supportato anche da un sistema produttivo solido e ben organizzato che conta oggi 219 soci e oltre 4.400 ettari di vigneto tutelati.
Innovazione e formazione per consolidare la leadership
Il Consorzio ha inoltre sviluppato progetti formativi come Accademia Brunello e sistemi di analisi innovativi come Brunello Forma, che aiutano a comprendere meglio le caratteristiche delle annate e a valorizzare il territorio. La crescita delle vendite negli Stati Uniti è trainata soprattutto dai canali dell’hotellerie e dei club wholesale, segno che il Brunello continua a essere un vino premium riconosciuto per la sua qualità e longevità. Nell’anno appena trascorso, sono state commercializzate circa 10 milioni di bottiglie, di cui oltre la metà destinate all’export, con gli Stati Uniti che restano il principale mercato estero.
La sfida del Brunello di Montalcino negli USA si conferma dunque come un esempio di resilienza e capacità di adattamento in un mercato complesso e in evoluzione, capace di guardare avanti nonostante le difficoltà legate ai dazi e alle politiche commerciali protezionistiche del governo Trump.
