Alcol e tumori: lo studio dell’incidenza e i risultati ottenuti

Alcol e tumori

Alcol e tumori | Pixabay @Yta23 - Vinamundi

Federico Liberi

9 Gennaio 2026

Le nuove ricerche confermano il legame tra consumo di alcol e rischio di tumori, evidenziando l’impatto di fattori genetici, sociali e comportamentali

L’associazione tra consumo di alcol e insorgenza di tumori continua a rappresentare un tema cruciale di salute pubblica, con evidenze scientifiche sempre più robuste che ne confermano la pericolosità. Già nel 1988 l’International Agency for Research on Cancer (IARC), agenzia specializzata dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) con sede a Lione, aveva inserito l’etanolo nel gruppo delle sostanze certamente cancerogene per l’uomo. Tuttavia, la percezione del rischio legato all’abuso di bevande alcoliche rimane ancora insufficiente, soprattutto a causa di radicate abitudini culturali e della promozione di tali prodotti nei media.

Alcol e tumori: nuove evidenze dalla metanalisi su milioni di persone

Una recente metanalisi pubblicata su Cancer Epidemiology dagli studiosi della Università della Florida ha esaminato 62 studi comprendenti tra gli 80 e i 100 milioni di soggetti, un campione senza precedenti. I risultati rafforzano l’associazione tra consumo di alcol e incremento del rischio di almeno nove tipologie di tumori, tra cui quelli dell’esofago, del fegato, della laringe, dello stomaco, della bocca, della mammella e del colon-retto. Inoltre, è emerso che la probabilità di sviluppare una neoplasia cresce in modo proporzionale alla quantità e alla frequenza di assunzione di alcolici.

Il consumo di alcol peggiora anche la prognosi di patologie epatiche, accelerando l’evoluzione verso fibrosi e cirrosi e riducendo la sopravvivenza nei pazienti con carcinoma epatico. Fattori genetici, condizioni socioeconomiche svantaggiate, obesità e diabete contribuiscono a modulare il rischio individuale, con un impatto maggiore nelle popolazioni più vulnerabili.

Impatto socioculturale e variabili di rischio

L’analisi ha evidenziato come il livello di istruzione e la condizione economica influiscano sull’incidenza del danno da alcol, con popolazioni meno abbienti che subiscono effetti peggiori anche a parità di consumo. Differenze di genere sono altrettanto significative: gli uomini tendono a un consumo più regolare, mentre le donne presentano rischi associati a episodi di eccesso alcolico, anche se sporadici. Altri fattori che amplificano il rischio includono il fumo di sigaretta, l’esposizione ai raggi ultravioletti, l’indice di massa corporea e la presenza di infezioni come quelle da Helicobacter pylori o da virus epatici.

L’acetaldeide, metabolita primario dell’alcol, è ritenuta il principale responsabile dell’effetto cancerogeno, poiché danneggia il DNA, favorisce la proliferazione cellulare anomala e aumenta la penetrazione di altri agenti cancerogeni, oltre a compromettere il sistema immunitario e gli equilibri ormonali.

Ansia, depressione e il rischio di cancro: aggiornamenti scientifici

In parallelo, studi recenti, come una metanalisi del 2024 basata su dati del consorzio PSY-CA, hanno escluso un’associazione diretta tra ansia, depressione e incremento del rischio di tumori in generale, eccezion fatta per alcune forme legate al fumo e al polmone. Tuttavia, tale correlazione si riduce considerevolmente quando si considerano fattori confondenti come il consumo di alcol, il fumo e l’indice di massa corporea. Questi risultati sottolineano l’importanza di considerare i comportamenti legati allo stile di vita nella valutazione del rischio oncologico.

Verso una prevenzione efficace: cosa fare?

Gli esperti sostengono la necessità di campagne educazionali a largo raggio, integrate da interventi legislativi e fiscali, per ridurre il consumo di alcol, soprattutto nelle fasce più vulnerabili della popolazione. Il rispetto delle linee guida che raccomandano livelli molto bassi o assenza totale di alcol è fondamentale per la tutela della salute. Azioni mirate devono inoltre affrontare le disuguaglianze sanitarie, in particolare quelle determinate da fattori socioeconomici e culturali.

Infine, è cruciale il ruolo della comunicazione pubblica affinché tutti, dalle giovani generazioni agli adulti, acquisiscano consapevolezza dei reali rischi associati al consumo di alcolici, superando stereotipi e messaggi pubblicitari fuorvianti.

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