L’intesa UE-Mercosur apre nuovi scenari per l’export italiano, tutela 57 eccellenze agroalimentari e rafforza la competitività delle imprese nei mercati sudamericani
Roma, 10 gennaio 2026 – L’accordo di libero scambio tra l’Unione Europea e il blocco sudamericano del Mercosur, comprendente Brasile, Argentina, Uruguay e Paraguay, rappresenta un traguardo storico per le relazioni commerciali intercontinentali. Dopo oltre due decenni di negoziati, il patto, che sarà formalmente firmato il 17 gennaio in Paraguay, introduce importanti novità per il comparto agroalimentare italiano, grazie alla tutela di 57 produzioni tipiche riconosciute e garantite da indicazioni geografiche protette.
L’importanza strategica del Mercosur e il ruolo dell’Italia
Il Mercosur, fondato nel 1991 con sede a Montevideo, è la principale area di libero scambio del Sud America, con un mercato interno di oltre 260 milioni di consumatori. L’accordo con l’Unione Europea mira a eliminare o ridurre dazi su oltre il 90% dei prodotti scambiati, favorendo un incremento stimato del 39% delle esportazioni europee verso l’area e la creazione di circa 440.000 posti di lavoro. Per l’Italia, il cui export verso il Mercosur nel 2024 ha superato i 13 miliardi di euro, in particolare nei settori di macchinari industriali, automotive e prodotti chimici, si aprono nuove prospettive commerciali.
Il via libera definitivo è arrivato dopo attente valutazioni e l’inclusione di clausole di salvaguardia per la protezione delle filiere agricole più sensibili, un punto fortemente sostenuto dalla premier Giorgia Meloni e dal governo italiano. La presidente del Consiglio ha ribadito l’importanza di un’intesa che tuteli la qualità e la sicurezza dei prodotti, salvaguardando al contempo il patrimonio agroalimentare nazionale e la competitività delle imprese italiane.

Protezione delle Indicazioni Geografiche e prodotti italiani tutelati
Uno dei pilastri dell’intesa riguarda il “divieto di imitazione” per più di 340 prodotti agroalimentari europei, il più alto numero mai protetto in un accordo commerciale dell’UE. Tra questi, l’Italia può vantare 57 denominazioni protette, che spaziano dai formaggi come il Grana Padano, il Parmigiano Reggiano, il Gorgonzola e la Mozzarella di Bufala Campana, ai salumi come la Mortadella Bologna, il Prosciutto di Parma e il Culatello di Zibello. Anche i vini a denominazione controllata, tra cui il Prosecco, il Barolo, il Brunello di Montalcino e il Chianti Classico, sono inclusi nella lista di prodotti tutelati, garantendo così la salvaguardia dell’autenticità e della qualità italiana sui mercati sudamericani.
L’accordo prevede inoltre un sistema di monitoraggio semestrale dei flussi commerciali e meccanismi di intervento per evitare distorsioni del mercato, assicurando che l’accesso ai mercati del Mercosur avvenga nel rispetto degli standard sanitari, fitosanitari e di benessere animale europei.

Sfide e opportunità del patto commerciale UE-Mercosur
A dispetto delle manifestazioni di preoccupazione da parte di alcune categorie agricole europee, particolarmente in Francia, Polonia e Italia, l’intesa contiene strumenti precisi per la tutela dei settori più vulnerabili, come quote tariffarie limitate per la carne bovina, con dazi applicati al di fuori delle quote stabilite. La Commissione europea ha inoltre la facoltà di avviare indagini e adottare misure provvisorie per contrastare fenomeni di dumping o concorrenza sleale.
Dal punto di vista economico, il trattato rappresenta un volano per la crescita e la modernizzazione industriale, con l’abbattimento di barriere doganali fino al 35% su prodotti di alto valore come automobili e componenti tecnologiche. Per l’Italia, l’accordo è una sfida ma anche un’opportunità per rafforzare la propria presenza commerciale in un’area strategica, valorizzando l’eccellenza delle produzioni agroalimentari e industriali.
Il ruolo di Giorgia Meloni, che ha saputo conciliare apertura commerciale e tutela delle filiere nazionali, è stato decisivo nel garantire l’approvazione italiana dell’intesa, confermando la volontà del governo di promuovere un commercio internazionale equilibrato e sostenibile.
