Viticoltura biologica, rallenta la crescita: in calo dell’8%

Viticoltura biologica, rallenta la crescita: in calo dell’8% i vigneti in conversione

Viticoltura biologica, rallenta la crescita: in calo dell’8% i vigneti in conversione

Redazione

16 Gennaio 2026

Roma, 16 gennaio 2026 – Dopo anni di crescita sostenuta, la viticoltura biologica in Italia mostra segnali di rallentamento. Il numero di vigneti in conversione al metodo biologico è diminuito dell’8% nell’ultimo anno, un dato che indica una fase di stabilizzazione o possibile contrazione del settore.

La frenata della conversione biologica nei vigneti italiani

Fino a pochi anni fa, la domanda crescente di prodotti biologici aveva spinto molti produttori vitivinicoli a intraprendere la conversione verso il biologico, incentivata anche da politiche comunitarie e nazionali di sostegno. Tuttavia, il recente calo del 8% nelle superfici in conversione segnala una nuova realtà. La riduzione interessa soprattutto le regioni tradizionalmente vocate al vino biologico, come la Toscana, il Piemonte e il Veneto, dove la pressione economica e le difficoltà agronomiche stanno rallentando il processo di trasformazione.

Gli esperti sottolineano che la fase di crescita esponenziale ha raggiunto un punto di saturazione, complice anche l’aumento dei costi di gestione e delle incertezze climatiche, che rendono più complessa la gestione sostenibile del vigneto. Inoltre, alcune aziende stanno preferendo consolidare le produzioni già convertite piuttosto che avviare nuove superfici biologiche.

Impatti sul mercato e sulle politiche agricole

Il rallentamento della conversione biologica può avere ripercussioni sul mercato del vino biologico, attualmente in forte espansione a livello globale, con consumatori sempre più attenti alla qualità e alla sostenibilità ambientale. Tuttavia, la riduzione dei nuovi vigneti biologici potrebbe incidere sull’offerta futura, spingendo i produttori a puntare su innovazione e tecniche agronomiche avanzate per mantenere la competitività.

Le istituzioni europee e italiane stanno monitorando con attenzione questo trend. Gli incentivi per la conversione biologica restano una leva fondamentale, ma si stanno valutando nuove strategie per sostenere le aziende nel lungo termine, includendo supporti per la resilienza climatica e nuove tecnologie digitali applicate alla viticoltura.

La viticoltura biologica continua a essere un settore strategico per il made in Italy, ma il recente calo nelle conversioni invita a riflettere sulla necessità di un approccio più integrato e sostenibile, capace di coniugare qualità, economia e tutela ambientale.

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