Vino, sprechi e impatto ambientale: la transizione digitale come soluzione

Vino: sprechi e impatto ambientale

Vino: sprechi e impatto ambientale | Pixabay @Visivasnc - Vinamundi

Federico Liberi

11 Febbraio 2026

Esperti e istituzioni si confrontano a Firenze sulle nuove tecnologie per ridurre sprechi, consumi e impatto ambientale del vino

Nel cuore della Toscana, l’Accademia dei Georgofili ha ospitato un confronto di rilievo sulla trasformazione digitale nel settore del vino e più in generale nell’agricoltura primaria. L’incontro ha messo in luce le sfide e le opportunità legate alla transizione digitale e alla sostenibilità ambientale, con un focus particolare sul recente progetto interuniversitario Winery Farming 4.0.

Sprechi e impatto ambientale del vino: l ruolo della tecnologia nella viticoltura sostenibile

Il progetto, promosso da Atenei come quelli di Milano, Firenze, Brescia, Tuscia e Padova, punta a rivoluzionare le pratiche tradizionali attraverso l’uso di strumenti digitali avanzati. L’obiettivo è ottimizzare risorse come acqua, fertilizzanti e antiparassitari, riducendo gli sprechi e l’impatto ambientale della produzione vinicola.

Secondo i dati di Smart Agrifood, solo l’8% delle aziende agricole ha adottato queste tecnologie, soprattutto a causa della prevalenza di microimprese familiari. Tuttavia, le realtà di maggiori dimensioni riconoscono i benefici economici e ambientali di questa innovazione.

Il professor Marco Vieri, docente ordinario presso l’Università di Firenze e consigliere dell’Accademia, ha sottolineato come l’adozione di tecnologie di precisione permetta una riduzione annua del 30% nell’uso dell’acqua, un calo significativo dell’uso di input chimici dal 70% al 30%, e una diminuzione fino al 20% nel consumo di combustibili fossili. Vieri ha inoltre evidenziato la necessità di una transizione generazionale, con giovani formati e competenti a guidare la viticoltura 4.0 nelle aziende.

Transizione ecologica e digitale: un percorso condiviso

Nel contesto più ampio della transizione ecologica, il sostegno di enti come Coopfond di Legacoop si rivela fondamentale. Il direttore generale Simone Gamberini ha spiegato come le cooperative agroalimentari stanno investendo in modelli di economia circolare e in processi digitali per ridurre l’impatto ambientale e migliorare l’efficienza energetica. Progetti come “Legàmi di vite” in Emilia Romagna rappresentano esempi concreti di questo percorso.

Parallelamente, la Regione Lazio ha lanciato un Piano d’Azione per la Transizione Digitale del Comparto Agroalimentare, che mira a diffondere l’innovazione tecnologica in almeno il 35% delle aziende agricole regionali entro il 2027, promuovendo tracciabilità digitale, agricoltura di precisione e formazione specialistica con l’istituzione di Sportelli Digitali di Filiera e l’Accademia Agritech Lazio.

Innovazione e formazione per un’agricoltura competitiva e sostenibile

L’integrazione tra tradizione e innovazione tecnologica è dunque la chiave per rispondere alle sfide climatiche e di mercato attuali. L’agritech si conferma come un driver essenziale per rendere più sostenibili le produzioni agricole, migliorandone la qualità e la competitività sui mercati nazionali e internazionali.

L’Accademia dei Georgofili, con la sua storica vocazione alla promozione della ricerca agraria e della cultura scientifica, continua a rappresentare un punto di riferimento per il progresso tecnologico e ambientale della viticoltura italiana.

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