Vino francese in crisi, gli aiuti ritardano ad arrivare: la situazione

Vino francese in crisi

Vino francese in crisi | Pixabay @PeskyMonkey - Vinamundi

Federico Liberi

2 Gennaio 2026

Il settore del vino francese resta in attesa di fondi e misure concrete, tra ritardi burocratici, crisi dei consumi e sfide europee

La crisi del vino francese continua a protrarsi, con il comparto che attende ancora risposte concrete e tempestive da parte del Governo, nonostante le reiterate sollecitazioni dei produttori. La ministra dell’Agricoltura, Annie Genevard, conferma infatti che le difficoltà procedurali e la mancanza di un bilancio aggiornato stanno rallentando l’attuazione degli aiuti indispensabili per affrontare la situazione critica che affligge i viticoltori.

Vino francese: ritardi nell’attuazione degli aiuti per il settore vinicolo

Nel corso di una recente intervista rilasciata a Vitisphere, la ministra Genevard, in carica dal settembre 2024 nei governi Barnier e Bayrou, ha sottolineato l’impegno costante del suo dicastero nel perfezionare le misure di sostegno previste dal piano di uscita dalla crisi. Tuttavia, l’assenza di una Legge di Bilancio approvata, slittata oltre la fine del 2025, ha comportato un rinvio del finanziamento, con conseguenti ritardi nell’erogazione delle risorse attese dai viticoltori.

Tra le misure più attese vi è l’estirpazione dei vigneti, pensata per adattare l’offerta alle mutate condizioni di mercato che vedono un calo generalizzato dei consumi, specie di vino rosso, e difficoltà nelle esportazioni a causa delle tensioni commerciali internazionali. Il Governo francese ha stanziato 130 milioni di euro di fondi nazionali per questa finalità, ma l’avvio delle operazioni è subordinato all’approvazione da parte di Bruxelles del cosiddetto “Pacchetto Vino” e all’allineamento delle normative europee con il budget francese. Genevard ha confermato che le parti sociali condividono l’urgenza di iniziare al più presto, ma l’attesa rimane per un via libera decisivo.

Attese europee e strumenti di sostegno finanziario

Sul fronte europeo, la Francia ha richiesto lo sblocco dei fondi di riserva di crisi per finanziare una distillazione di crisi eccezionale, necessaria a smaltire le eccedenze accumulate che pesano sulla stabilità finanziaria delle cantine e cooperative. La Commissione europea ha già concesso 40 milioni di euro nel 2023 per una precedente misura simile, e la nuova richiesta è ora in fase di valutazione tecnica, con la speranza di una risposta positiva a breve.

In parallelo, è in attesa di definizione anche l’estensione del regime di garanzia sui prestiti bancari per le cantine, sia private che cooperative, fino al 2026. La Banca Pubblica per gli Investimenti (Bpi) ha già garantito nel 2025 prestiti per 140 milioni di euro, ma è necessario un intervento legislativo per consolidare questa misura e adattarne i criteri in vista delle esigenze del settore.

La ministra Annie Genevard e il quadro politico attuale

Annie Genevard, esponente di spicco dei Repubblicani, è alla guida del Ministero dell’Agricoltura e della Sovranità alimentare da settembre 2024. Sindaca di Morteau per molti anni e deputata dal 2012, la sua esperienza politica è stata fondamentale per affrontare le numerose sfide che il comparto agricolo francese deve oggi sostenere, in particolare quelle del settore vitivinicolo. Il suo ruolo è stato riconosciuto anche dai principali sindacati agricoli come la Fnsea, che sottolineano l’importanza di un’azione decisa per rispettare i tempi delle misure legislative e di emergenza.

La conferma di Genevard nel nuovo esecutivo Bayrou rappresenta un elemento di continuità e stabilità in un settore che ha bisogno di certezze, soprattutto in vista della stagione vendemmiale e degli eventi di rilievo come il Salone dell’Agricoltura di Parigi, previsto per febbraio 2026. La sinergia con altri ministri, come Nathalie Delattre, delegata al Turismo e con un forte legame con il mondo vinicolo, punta a valorizzare il binomio vino-turismo, fondamentale per l’economia e l’immagine della Francia a livello internazionale.

Le tensioni internazionali, le sfide climatiche e le difficoltà strutturali interne impongono dunque un coordinamento efficace tra istituzioni nazionali ed europee per superare la crisi e rilanciare un settore che rappresenta da sempre un pilastro dell’identità e dell’economia francese.

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