Verona, 7 aprile 2026 – Si avvicina la 58ª edizione di Vinitaly, il Salone internazionale del vino e dei distillati che si terrà dal 12 al 15 aprile presso la Fiera di Verona. L’evento, punto di riferimento mondiale per il settore enologico, conferma la sua vocazione globale con la partecipazione di operatori provenienti da oltre 130 Paesi e più di 4.000 espositori, di cui circa il 7% stranieri. Tra i protagonisti, spiccano le cantine lombarde, con oltre il 13% dei consorzi di tutela presenti provenienti dalla provincia di Bergamo, in particolare da Valcalepio e Moscato di Scanzo.
Nuove rotte per il vino italiano: focus su mercati emergenti
Il Vinitaly 2026 si presenta come un banco di prova per la nuova geografia delle esportazioni italiane del vino. La tradizionale dipendenza dal mercato statunitense, oggi in flessione a causa di guerre commerciali e dazi, spinge i produttori a esplorare territori meno battuti. Federico Bricolo, presidente di Veronafiere, sottolinea l’impegno nel superare le difficoltà e nel sostenere l’internazionalizzazione, mentre il celebre produttore Piero Antinori, 87 anni, conferma un cauto ottimismo: «Gli accordi di libero scambio con Mercosur, India e Australia aprono nuovi orizzonti per il vino italiano». La strategia di Vinitaly prevede infatti un intenso tour globale con tappe in Brasile, Cina, Kazakhstan, Serbia, oltre a missioni a New York e Singapore, per consolidare rapporti con buyer internazionali.
Il mercato asiatico si conferma vitale con una significativa presenza di delegazioni da Cina, Giappone, India, Vietnam, Thailandia e Corea del Sud. Tra le novità di questo anno, cresce del 31% la partecipazione dei buyer canadesi, attratti da un maggiore interesse verso i prodotti italiani a seguito delle tensioni commerciali tra Canada e Stati Uniti. Anche il continente africano vede un aumento dei professionisti del settore, con rappresentanze da dieci Paesi, tra cui Kenya, Nigeria e Marocco.
Evento e innovazioni a Vinitaly 2026
L’edizione 2026 si arricchisce di iniziative nuove e consolidate. Tra queste, spicca il debutto del padiglione Xcellent Spirits, dedicato a distillati, liquori e prodotti ready to drink, con eventi di mixology guidati dai migliori bartender italiani. Prosegue l’attenzione al segmento No-Lo (No e Low Alcohol) con un’area espositiva dedicata, che ospiterà masterclass e degustazioni specifiche.
La gastronomia sarà protagonista grazie allo chef Carlo Cracco, che subentra a Massimo Bottura alla guida dell’area food del padiglione Emilia-Romagna, proponendo la “Piadina VistaMare” e un ristorante con menu esclusivo per la manifestazione.
Il programma prevede oltre 100 eventi tra masterclass, degustazioni e tavole rotonde, con un calendario di 19.000 incontri business. Tra le degustazioni più attese, la selezione di vini naturali e biodinamici con Raw Wines, e la presentazione di produzioni emergenti firmate da giovani produttrici under 35 con il progetto Sbarbatelle.
Tradizione e innovazione: il ruolo della famiglia Antinori
Un simbolo della storia e dell’eccellenza del vino italiano è rappresentato dalla famiglia Marchesi Antinori, che da oltre seicento anni coltiva la tradizione vitivinicola. Piero Antinori, ancora attivo nell’azienda fondata nel 1385, incarna la capacità di coniugare rispetto per il territorio con innovazione e apertura ai mercati globali, un esempio di continuità e visione che riflette lo spirito di Vinitaly.
L’edizione 2026 si conferma quindi un crocevia fondamentale per il settore enologico, capace di interpretare le sfide geopolitiche e di mercato con una strategia che punta su qualità, diversificazione e internazionalizzazione. Verona, ancora una volta, si riconferma capitale mondiale del vino, pronta a raccontare un’Italia che non smette di stupire e innovare.
