Vini online, ottimismo per le vendite: le stime sull’e-commerce

Vini online

Vini online | Pixabay @dikushin - Vinamundi

Federico Liberi

2 Gennaio 2026

Il mercato dei vini e degli alcoli online mostra segnali di ripresa, con previsioni di crescita moderata: ecco tutti i dettagli

Il mercato dei vini e degli alcolici online sta vivendo una fase di moderata ripresa dopo un triennio di contrazione, ma permangono molte incertezze legate al contesto economico globale e ai cambiamenti nei comportamenti dei consumatori. L’ultimo rapporto dell’Iwsr (International Wine & Spirits Record), aggiornato al 2025, evidenzia come l’e-commerce, pur avendo subito un calo nel 2024, mostri segnali di resilienza con previsioni di crescita costante e moderata fino al 2029.

Vini online: la stabilità e la ripresa dell’e-commerce

Nel 2024 la quota delle vendite online sul totale del mercato delle bevande alcoliche si è mantenuta stabile intorno al 3,5%, un dato che, secondo l’Ecommerce Strategic Study 2025 dell’Iwsr, è destinato a crescere fino al 3,8% entro il 2029. Questa stabilità segue una fase di forte crescita durante la pandemia di Covid-19, con un +35%, seguita da una fase correttiva nel 2023 (-5%) e da un calo più contenuto nel 2024. Guy Wolfe, responsabile degli insight e-commerce di Iwsr, sottolinea come il canale digitale mostri una maggiore resilienza rispetto a quello fisico off-trade, mantenendo stabile la frequenza d’uso in molti mercati, eccezion fatta per la Cina. Inoltre, il valore del carrello medio online rimane significativamente superiore rispetto ai canali tradizionali, favorendo così una crescita più rapida dell’online rispetto al mercato globale degli alcolici.

I fattori che frenano la spesa in alcolici

Nonostante un timido miglioramento della fiducia finanziaria in mercati chiave come Regno Unito, Stati Uniti e Spagna, la spesa per gli alcolici resta sotto pressione. Secondo il report Bevtrac di Iwsr, la priorità dei consumatori continua a essere rivolta ai beni di prima necessità, come alimentari e prodotti per la cura personale, a causa delle persistenti difficoltà economiche legate a inflazione, tasse e costi energetici. Anche le fasce di reddito più elevate, tradizionalmente meno vulnerabili, stanno riducendo il budget destinato all’alcol. Interessante notare come la Generazione Z, che abbraccia i nati tra la fine degli anni ’90 e la metà degli anni 2010, stia mostrando un consumo di alcol in lieve aumento rispetto a due anni fa, ma con una sostanziale stabilità nell’ultimo anno, con il 74% che dichiara di consumare alcolici.

Le nuove tendenze: low e no-alcol in crescita

Parallelamente, il mercato delle bevande a basso tenore alcolico e analcoliche continua a espandersi con vigore. Secondo il recente No- and Low-Alcohol Strategic Study 2024 di Iwsr, entro il 2028 il settore dovrebbe crescere di circa 4 miliardi di dollari, con un tasso annuo composto (CAGR) del 4%, trainato soprattutto dai prodotti a zero alcol (+7% CAGR). Questa tendenza riflette il cambiamento nelle preferenze dei consumatori, in particolare della Generazione Z, che preferisce alternative con gusto e complessità senza alcol. Stati Uniti e Brasile si confermano mercati chiave per questa crescita, con nuovi consumatori attratti dalla categoria e una maggiore frequenza di consumo.

Il panorama globale del consumo di alcol appare dunque in evoluzione, con un equilibrio delicato tra la normalizzazione post-pandemica, le pressioni economiche e un crescente interesse verso prodotti più salutari e sostenibili, soprattutto tra i giovani nativi digitali.

Change privacy settings
×