La decisione USA di abbassare i dazi sulla pasta italiana favorisce l’export e tutela il Made in Italy, grazie a diplomazia e trasparenza delle aziende coinvolte
Roma, 3 gennaio 2026 – Il governo italiano ha annunciato una significativa revisione dei dazi antidumping imposti dagli Stati Uniti sulla pasta italiana. Dopo mesi di tensioni e incertezze, il Dipartimento del Commercio statunitense (DoC) ha ridotto le tariffe precedentemente fissate, passando da un massimo del 92% a un intervallo compreso tra il 2% e il 14%. Questa decisione rappresenta un passo importante per la difesa di un prodotto simbolo del Made in Italy, minacciato da misure protezionistiche che avrebbero potuto compromettere pesantemente le esportazioni verso il mercato americano, che nel 2024 valeva circa 800 milioni di euro.
Revisione dei dazi sulla pasta: dal 92% a un massimo del 14%
La vicenda ha avuto inizio con l’amministrazione Trump, che aveva accusato 13 produttori italiani – tra cui La Molisana e Pastificio Lucio Garofalo – di praticare prezzi di vendita “ingiustamente bassi”, ipotizzando una forma di dumping commerciale. Le tariffe iniziali, prossime al 92%, avrebbero quasi raddoppiato il prezzo al dettaglio della pasta italiana negli Stati Uniti, danneggiando una filiera strategica per l’Italia. Tuttavia, dopo una serie di approfondimenti e un’attenta revisione delle risposte fornite dalle aziende coinvolte, il Dipartimento del Commercio ha ridotto drasticamente le tariffe: il dazio per La Molisana è sceso al 2,26%, per Garofalo al 13,98%, mentre per gli altri 11 produttori si attesta al 9,09%.
Il ministero degli Esteri italiano ha sottolineato che questa riduzione riflette il riconoscimento della collaborazione da parte delle aziende italiane e l’efficacia dell’intervento diplomatico italiano.
Le aziende italiane rispondono: trasparenza e collaborazione
Le imprese coinvolte hanno sempre dichiarato la correttezza delle proprie pratiche commerciali e si sono dichiarate disponibili a fornire tutte le informazioni richieste per chiarire ogni dubbio. La Casa Bianca ha infatti precisato che la procedura è una revisione di routine prevista dal Congresso e non una decisione politica mirata a colpire la pasta italiana. Kush Desai, portavoce della Casa Bianca, ha sottolineato che la decisione finale sui dazi sarà comunicata entro il 12 marzo 2026 e che le aziende hanno ancora tempo per collaborare pienamente e ridurre ulteriormente le tariffe.
L’indagine del Dipartimento del Commercio si è concentrata sulle presunte mancanze nella documentazione fornita dalle società italiane, in particolare su questionari riguardanti vendite e costi di produzione, ma la riduzione dei dazi testimonia una volontà di dialogo e un riconoscimento della buona fede di La Molisana e Garofalo.
La Molisana: custode della tradizione e innovazione italiana
Fondata con radici profonde nel Molise, La Molisana è una delle aziende che più hanno rappresentato l’eccellenza italiana nel mondo della pasta. Dal 2018 ha scelto di utilizzare esclusivamente grano italiano, proveniente da regioni come Puglia, Marche, Abruzzo e Lazio, per garantire qualità e tracciabilità. La lavorazione artigianale, con trafilatura al bronzo e processi moderni, conferisce alla pasta una tenacità e una consistenza apprezzate in tutto il mondo.
La famiglia Ferro, che guida La Molisana, ha saputo coniugare tradizione e innovazione, rilanciando il marchio a livello internazionale e ottenendo importanti riconoscimenti, come il Premio Leonardo Eccellenza d’Impresa per la sostenibilità. L’azienda è impegnata anche nella riduzione dell’impatto ambientale, collaborando con LifeGate per compensare le emissioni di CO2 attraverso progetti mirati alla salvaguardia del clima.
La recente nomina di ambasciatori della pasta italiana, che promuovono la cultura gastronomica e la qualità del prodotto, rappresenta un ulteriore passo verso la valorizzazione globale della nostra eccellenza alimentare.
