Roero in Tour: Bologna accoglie il Consorzio Tutela Roero per una tappa imperdibile

Roero in Tour: Bologna accoglie il Consorzio Tutela Roero per una tappa imperdibile

Roero in Tour: Bologna accoglie il Consorzio Tutela Roero per una tappa imperdibile

Redazione Vinamundi

12 Novembre 2025

Bologna, 12 novembre 2025 – I vini del Roero Docg hanno fatto tappa a Bologna ieri, portando nel cuore dell’Emilia la terza edizione di “Roero in Tour”. Un progetto itinerante nato per far scoprire l’identità e la versatilità di questa denominazione piemontese. Dopo Roma e Napoli, il Consorzio Tutela Roero ha scelto il capoluogo emiliano per un incontro che ha coinvolto stampa specializzata, sommelier, ristoratori e addetti ai lavori. L’obiettivo era raccontare, attraverso degustazioni e dialoghi, la ricchezza di un territorio riconosciuto dall’UNESCO e la sua capacità di dialogare con culture gastronomiche diverse.

Roero Docg, un territorio con cinque volti

Il Roero conta oltre 258 soci e più di 1.300 ettari di vigneti. È uno degli angoli più caratteristici del Piemonte vitivinicolo, un paesaggio collinare segnato da sabbie antiche e una biodiversità che ha portato al riconoscimento come patrimonio dell’umanità UNESCO. Qui la vite si esprime in cinque tipologie principali: dal Roero Rosso Docg, elegante interpretazione del Nebbiolo su terreni sabbiosi, alla versione più strutturata e longeva del Roero Rosso Riserva Docg. Accanto ai rossi, il bianco Roero Arneis Docg – simbolo di freschezza e profumi intensi – e la sua variante Riserva, introdotta nel 2017, che stupisce per struttura e capacità di evolversi nel tempo. Infine, il Roero Arneis Spumante Docg, la versione più moderna e vivace del territorio.

Radici e ricerca, eleganza e autenticità sono i valori che guidano il nostro lavoro”, ha detto Massimo Damonte, presidente del Consorzio Tutela Roero, durante l’incontro a Bologna. “Con Roero in Tour vogliamo far conoscere meglio i nostri vini, mettere in luce la loro personalità e la fedeltà al territorio, ma anche la capacità di adattarsi ai gusti e alle esigenze di oggi”.

Degustazioni e confronto tra produttori e operatori

L’appuntamento di Bologna si è svolto lunedì pomeriggio in una sala storica del centro città. Una cinquantina tra giornalisti di settore, sommelier e ristoratori hanno potuto assaggiare le diverse espressioni della denominazione, guidati direttamente dai produttori. “Abbiamo voluto creare un momento di confronto vero – ha raccontato uno dei partecipanti – perché solo parlando faccia a faccia si riescono a cogliere tutte le sfumature che rendono unico ogni vino”.

Non è stata solo una degustazione tecnica: il format ha previsto anche racconti e aneddoti sulle annate più importanti e sulle sfide legate alla sostenibilità. “Il Roero è un territorio in continua evoluzione – ha spiegato un produttore – e ogni vendemmia porta nuove domande”. A fare da contrappunto, la cucina emiliana con piatti tipici come tortellini in brodo e crescentine, che hanno accompagnato i calici creando un ponte tra sapori diversi ma ben assortiti.

Un viaggio tra cultura, tradizione e innovazione

Il progetto “Roero in Tour” vuole portare fuori dal Piemonte non solo i vini ma anche la cultura di questo territorio. Dopo Roma e Napoli, la scelta di Bologna non è stata casuale. “Qui c’è una grande attenzione verso l’enogastronomia”, ha spiegato Damonte. “Volevamo incontrare una città che fa della cucina un suo tratto distintivo”.

Il viaggio non si ferma qui. Dopo l’Emilia, il tour toccherà Milano, con l’ultimo appuntamento del 2025. L’obiettivo è costruire una rete tra territori diversi, favorendo lo scambio tra produttori, addetti ai lavori e pubblico. “Solo così – ha concluso Damonte – potremo continuare a crescere insieme, raccontando il Roero in modo autentico”.

Roero Docg, tra mercato e identità

Secondo i dati del Consorzio, nel 2024 la produzione complessiva dei vini Roero Docg ha superato i 9 milioni di bottiglie, con una fetta sempre più grande destinata all’export. Un segnale chiaro dell’interesse internazionale per questa denominazione, ma anche della necessità di puntare su qualità e riconoscibilità.

“Il mercato chiede vini autentici”, ha sottolineato un sommelier presente all’evento. “E il Roero ha tutte le carte in regola per rispondere a questa richiesta”. Tra calici e appunti presi a mano, si sentiva una certa curiosità per le nuove annate e le sperimentazioni in vigna.

La tappa bolognese si è chiusa nel tardo pomeriggio, tra strette di mano e promesse di nuovi incontri. Il viaggio dei vini del Roero continua: prossima fermata, Milano, per un altro capitolo di questo racconto che unisce città, territori e culture del gusto.

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