Nuovi dazi Usa sul vino francese: cosa cambierebbe?

Nuovi dazi Usa sul vino francese: impatto e reazioni nel settore vitivinicolo europeo

Nuovi dazi Usa sul vino francese: impatto e reazioni nel settore vitivinicolo europeo

Redazione

25 Gennaio 2026

25 gennaio 2026 – La recente minaccia di Donald Trump di imporre dazi doganali del 200% su vino e champagne francesi ha riacceso le tensioni sul fronte commerciale internazionale, con ricadute significative sul settore vitivinicolo europeo. Queste dichiarazioni si inseriscono in un contesto politico complesso, dove l’ex presidente degli Stati Uniti, riconfermato nel 2025, ha puntato il dito contro il presidente francese Emmanuel Macron per la mancata adesione al cosiddetto “Board of Peace” dedicato alla ricostruzione di Gaza, annunciando conseguenti ritorsioni commerciali.

Impatto dei dazi americani sul vino francese e il settore europeo

Un dazio del 200% rappresenterebbe una barriera quasi insormontabile per le esportazioni di vino e champagne francesi negli Stati Uniti, mercato fondamentale per i prodotti premium di Francia. Nel 2024 infatti, gli USA sono stati uno dei principali sbocchi per il vino francese ad alto valore aggiunto. La misura, oltre a essere simbolica, potrebbe tradursi in un crollo delle vendite, con effetti a cascata su produttori, distributori e sull’intera filiera agroalimentare europea.

Parallelamente, la situazione si complica per il mercato italiano, il quale vede negli Stati Uniti il primo mercato extra-UE per i suoi vini di fascia medio-alta come Prosecco, Pinot Grigio, Chianti e Brunello. Sebbene l’uscita del vino francese dal mercato americano possa teoricamente aprire spazi competitivi per i produttori italiani, è realistico aspettarsi un aumento della pressione concorrenziale interna. Infatti, le produzioni francesi potrebbero essere dirottate verso l’Europa, con strategie commerciali e di prezzo più aggressive, comprimendo così i margini dei produttori italiani soprattutto nel segmento premium.

Rischio di escalation commerciale e possibili ripercussioni per l’Europa

La storia recente delle dispute commerciali tra USA e Unione Europea suggerisce che i dazi punitivi rischiano di estendersi anche ad altri Paesi membri, Italia inclusa. Nonostante le critiche dirette di Trump siano rivolte principalmente a Macron e alla Francia, l’instabilità generata può influenzare indirettamente le esportazioni italiane, con importatori statunitensi più cauti e contratti meno prevedibili.

Inoltre, alla luce delle tensioni geopolitiche attuali, Trump ha annunciato la possibilità di ulteriori dazi nei confronti di altri Paesi europei che non sostengono apertamente la strategia americana sulla Groenlandia e sull’isolamento commerciale dell’Iran. Queste dichiarazioni arrivano mentre l’Unione Europea si prepara a introdurre il CBAM (Carbon Border Adjustment Mechanism), un meccanismo che dal gennaio 2026 applica tariffe sugli import extra-UE basate sulle emissioni di gas serra associate ai prodotti, con l’obiettivo di tutelare il clima e la produzione europea.

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