Merano, 7 novembre 2025 – Nicola Biasi, enologo friulano nato nel 1987, entra ancora una volta tra i dieci migliori enologi italiani nella selezione “Cult Oenologist”, ideata da Helmuth Köcher, fondatore del Merano Wine Festival. La notizia è arrivata oggi, durante la giornata “TasteTerroir – bio&dynamica” al Kurhaus di Merano. Qui Biasi si è riconfermato il più giovane premiato e un punto di riferimento per l’enologia sostenibile italiana.
Un premio che celebra talento e passione
La selezione “Cult Oenologist” non è solo una lista di professionisti eccellenti, ma un momento per incontrare il pubblico e gli addetti ai lavori. Nel salone principale del Kurhaus, dalle 10 alle 18, Biasi ha presentato una serie di vini dai territori in cui lavora come consulente: Oltrepò Pavese, Trentino, Collio, Toscana e Marche. “Ricevere di nuovo questo riconoscimento mi riempie di orgoglio”, ha detto Biasi ai giornalisti. “Essere scelti qui vuol dire non solo avere competenza tecnica, ma anche saper raccontare il territorio con emozione, autenticità e sostenibilità”.
Un 2025 ricco di traguardi
Quest’anno è stato intenso per l’enologo friulano. I suoi Vin de la Neu 2023 e Renitens 2024 hanno conquistato il Gold Award al Merano Wine Festival. Vin de la Neu è finito tra i 50 vini rari della Guida Vini d’Italia 2025 del Gambero Rosso e ha ottenuto i 5 Grappoli Bibenda. Inoltre, Biasi è stato inserito tra i 100 vignaioli d’Italia nella guida firmata da Luciano Ferraro e James Suckling per il Corriere della Sera. Un riconoscimento che conferma il suo ruolo di protagonista nel panorama nazionale.
Progetto Mosella: il debutto oltreconfine
Tra le novità più attese c’è il lancio del Progetto Mosella, nato nel cuore della Germania. L’idea è unire la nobiltà del Riesling con la sostenibilità del Johanniter, un vitigno resistente alle malattie fungine. “Questo vino vuole essere un simbolo di innovazione e forza di adattamento”, ha raccontato Biasi durante una pausa tra le degustazioni. Il progetto è un esempio concreto di come l’enologia possa rispondere alle sfide del cambiamento climatico con ricerca e coraggio.
Resistenti Nicola Biasi: la sostenibilità al centro
Nel 2021 Biasi ha creato la rete di imprese Resistenti Nicola Biasi, formata da dieci aziende agricole che producono vini da vitigni PIWI (resistenti ai funghi) e puntano su una viticoltura davvero sostenibile. Nel 2025 la rete ha ricevuto due premi importanti: il Premio Speciale per la Vitivinicoltura Sostenibile dell’Anno da Gambero Rosso e il Premio Vitienologia Sostenibile 2025 da DoctorWine. “Ogni giorno lavoriamo per ridurre l’impatto sull’ambiente e valorizzare i territori”, ha detto Biasi, sottolineando come la sostenibilità sia ormai parte del suo modo di lavorare.
Tra Italia e mondo, una carriera in crescita
Nato a San Giovanni al Natisone, in provincia di Udine, Biasi ha studiato enotecnica prima di iniziare una carriera che lo ha portato a collaborare con realtà importanti come Jermann e Zuani in Friuli, Marchesi Mazzei in Toscana, San Polo a Montalcino e Poggio al Tesoro a Bolgheri. Ha lavorato anche all’estero: in Australia (Victorian Alps) e Sudafrica (Bouchard Finlayson). Nel 2016 ha fondato Nicola Biasi Consulting, seguendo progetti in Toscana, Piemonte, Veneto, Friuli, Trentino e Marche.
Nicola Biasi, l’enologo che guarda al futuro
Con questo nuovo riconoscimento tra i “Cult Oenologist” del Merano Wine Festival, Nicola Biasi si conferma uno degli enologi più importanti della sua generazione. Un professionista che unisce rigore tecnico, sensibilità etica e capacità di comunicare. “Il vino deve parlare di futuro, territorio e rispetto per l’ambiente”, ha ribadito Biasi davanti a un pubblico attento. Tra calici e strette di mano, si è capito chiaramente che la sua visione sta già lasciando un segno concreto nel mondo dell’enologia italiana.
