La Guida Bio 2026 premia i migliori vini green d’Italia che eccellono per qualità e sostenibilità: ecco tutti i riconoscimenti assegnati
Roma, 5 febbraio 2026 – Nel panorama enologico italiano, la sostenibilità ambientale si conferma un valore imprescindibile anche nella produzione vinicola, come dimostra la recente presentazione della Guida Bio – Selezione Vini 2026, curata da Antonio Stanzione e pubblicata da Rubbettino Editore. Questa guida celebra la nuova generazione di vini biologici italiani, premiando le eccellenze green che coniugano qualità e rispetto ambientale, un tema di crescente rilevanza nel settore vitivinicolo nazionale.
I migliori vini green d’Italia: eccellenze premiate nella Guida Bio 2026
Tra i riconoscimenti più rilevanti spicca il Brunello di Montalcino Riserva Diecianni 2015 di Le Chiuse, proclamato miglior vino rosso per la sua longevità e complessità. Questo vino rappresenta l’eccellenza del territorio toscano, noto per la sua denominazione DOCG e per un disciplinare rigoroso che valorizza il vitigno Sangiovese, coltivato esclusivamente nell’area di Montalcino. La denominazione si distingue anche per un sistema d’invecchiamento che prevede almeno cinque anni di maturazione, con affinamento in botti di rovere e successiva permanenza in bottiglia, conferendo al vino profumi intensi di frutti rossi e spezie, accompagnati da tannini setosi e persistenti.
Lo spumante Madame Martis Brut Riserva 2015 di Maso Martis ha ottenuto il premio come miglior Metodo Classico. Questo millesimato biologico è frutto di un blend raffinato di Pinot Nero, Chardonnay e Meunier, con una lunga maturazione di nove anni sui lieviti. Il vino si distingue per un perlage fine e persistente e un bouquet elegante che spazia dalla frutta esotica ai fiori bianchi, con note di pasticceria e agrumi. La cantina Maso Martis, situata in Trentino, è un esempio di agricoltura biologica d’eccellenza e rappresenta una punta di diamante per gli spumanti Metodo Classico italiani.
Altri premi e protagonisti della sostenibilità vitivinicola
Tra gli altri vini premiati dalla Guida Bio figurano lo Zero Tolleranza per il Silenzio di Cà du Ferrà, miglior vino bianco, e lo Ius Nature di Bortolomiol, miglior spumante Metodo Martinotti. Il riconoscimento per il miglior vino da uve autoctone è andato al Monte Diavoli 2021 di Masseria Cuturi, mentre il premio per il miglior vino da uve appassite è stato attribuito al Cinque Terre Sciacchetrà 2018 Under Water Wine di Possa.
Le aziende vinicole sono state anch’esse premiate per il loro impegno: Barone Pizzini in Franciacorta è stata riconosciuta come miglior azienda a impatto ambientale, mentre la Tenuta dei Ciclopi è stata premiata come realtà emergente. Per la valorizzazione femminile nel settore, ha ricevuto il riconoscimento la cantina Suavia, mentre Ca’ Rugate, Monteverro e Gorghi Tondi si sono distinte rispettivamente come migliori aziende del Nord, Centro e Sud Italia. Tra i giovani talenti, Giulia Cataldi Madonna dell’azienda Cataldi Madonna in Abruzzo è stata premiata come miglior vignaiola under 40, mentre la Cantina Pizzolato ha ottenuto il premio per il miglior packaging.
Innovazione e tradizione nel vino italiano
L’attenzione verso la sostenibilità si accompagna a un’innovazione che non dimentica le radici, come testimoniano le tecniche di vinificazione e produzione biologica adottate dalle cantine premiate. La guida Bio 2026 rappresenta un punto di riferimento per chi desidera approfondire la rivoluzione green nel vigneto italiano, riconoscendo prodotti capaci di unire rispetto per l’ambiente e alta qualità gustativa.
In tale contesto, anche la formazione e la cultura enologica continuano a evolversi, con pubblicazioni specialistiche e progetti formativi dedicati a viticoltori e operatori del settore, per sostenere una viticoltura sempre più consapevole e sostenibile.
