Mercosur, l’accordo preoccupa i produttori di vino: cosa cambia?

L'accordo sul Mercosur preoccupa i produttori di vino

L'accordo sul Mercosur preoccupa i produttori di vino | Pixabay @Stefs_Sight_of_the_World - Vinamundi

Federico Liberi

12 Gennaio 2026

L’intesa UE-Mercosur apre nuovi scenari per l’export vinicolo, ma suscita timori tra i produttori europei per la concorrenza

L’Unione europea ha compiuto un passo decisivo verso la ratifica dell’accordo commerciale con il Mercosur, il blocco sudamericano formato da Argentina, Brasile, Paraguay e Uruguay. La firma dell’intesa, prevista per il 17 gennaio in Paraguay, apre la strada alla creazione della più vasta area di libero scambio al mondo, con un Pil aggregato di circa 20 trilioni di dollari e oltre 700 milioni di consumatori. Tuttavia, il percorso verso l’approvazione definitiva resta segnato da tensioni interne e preoccupazioni specifiche, soprattutto nel settore agricolo e vinicolo.

Mercosur: divisioni nell’Unione Europea e reazioni sociali

La proposta ha ottenuto il via libera a maggioranza qualificata nel Coreper, ma con numerosi Paesi contrari: Francia, Polonia, Austria, Ungheria e Irlanda hanno espresso voto negativo, mentre il Belgio si è astenuto. La Francia in particolare è teatro di una forte mobilitazione sociale: agricoltori hanno manifestato con trattori nelle strade di Parigi e Milano, denunciando il rischio di un grave squilibrio competitivo per i produttori europei. Il premier francese Sébastien Lecornu ha minacciato elezioni anticipate se il governo dovesse cadere a causa delle mozioni di censura presentate dalle opposizioni a seguito di questo accordo.

Implicazioni per il settore agricolo e vinicolo europeo

Andrea Tiso, presidente nazionale di Confeuro, ribadisce la posizione di forte contrarietà nei confronti dell’accordo, sottolineando i rischi per i piccoli e medi agricoltori europei legati a standard produttivi e ambientali non uniformi: “Il rispetto del principio di reciprocità resta il punto più debole dell’intesa”. Tuttavia, Tiso evidenzia l’importanza delle clausole di salvaguardia introdotte, che potranno limitare gli impatti negativi grazie a meccanismi di controllo rafforzati e protezioni tariffarie.

Anche Federvini, con il presidente Giacomo Ponti, riconosce che le clausole di salvaguardia rappresentano un importante strumento di tutela per i produttori di vino italiani, settore strategico per l’export europeo. Lamberto Frescobaldi, presidente di Unione italiana vini (Uiv), sottolinea come l’intesa possa aprire nuovi mercati in Sudamerica, dove oltre 250 milioni di consumatori rappresentano un bacino potenziale per i vini italiani di qualità, rafforzando al contempo i controlli fitosanitari.

Dettagli tecnici e quadro normativo dell’accordo

L’accordo prevede la riduzione o eliminazione dei dazi su circa il 90% dei prodotti scambiati, con particolare attenzione all’export di carne bovina, pollame, zucchero, riso e frutta tropicale da parte del Mercosur, e al vino, formaggi e automobili da parte europea. Le quote tariffarie per prodotti sensibili, come la carne bovina, sono state fissate per contenere l’impatto sul mercato comunitario: la quota d’importazione sarà limitata all’1,5% del consumo europeo con un dazio del 7,5%, mentre oltre tale soglia le tariffe variano tra il 40% e il 50%. La Commissione europea potrà attivare indagini rapide e misure provvisorie in caso di eccessi nelle importazioni o ribassi dei prezzi interni superiori al 10%.

Un monitoraggio semestrale dei flussi commerciali, insieme a un rafforzamento dei controlli fitosanitari, rappresenta un ulteriore strumento per garantire la stabilità del mercato e la tutela delle filiere agricole europee. L’iter di approvazione prevede un accordo commerciale interinale che entrerà in vigore con il via libera a maggioranza qualificata del Consiglio dell’UE, mentre la ratifica completa richiederà il consenso unanime dei governi e del Parlamento europeo.

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