Nuove ricerche dell’Università di Nottingham evidenziano come il kefir arricchito con fibre prebiotiche migliori la salute intestinale e cardiovascolare, superando gli omega-3
Nottingham, 20 febbraio 2026 – Il kefir, bevanda fermentata di antica tradizione caucasica, torna sotto i riflettori per i suoi benefici sulla salute, grazie a studi recenti condotti dall’Università di Nottingham. In particolare, una nuova ricerca pubblicata sul Journal of Translational Medicine ha evidenziato come l’integrazione di kefir arricchito con fibre prebiotiche rappresenti un’alternativa più economica e potenzialmente più efficace rispetto agli acidi grassi omega-3 per la modulazione dell’infiammazione cardiovascolare.
Kefir e fibre: una sinergia per la salute intestinale e cardiovascolare
Gli acidi grassi omega-3 sono da tempo al centro di campagne pubblicitarie e ricerche scientifiche per i loro effetti benefici, soprattutto in soggetti con rischio cardiovascolare elevato. Tuttavia, l’aumento della domanda ha portato a una crescita delle acquacolture di pesci grassi, con impatti ambientali significativi. Lo studio britannico ora propone un approccio alternativo: l’assunzione di kefir combinato con fibre prebiotiche, una miscela che potenzia la biodiversità del microbiota intestinale e la produzione di acido butirrato, un acido grasso a catena corta con proprietà antinfiammatorie e immunostimolanti.
Nel dettaglio, i ricercatori dell’Università di Nottingham hanno impiegato grani di kefir, colture simbiotiche di batteri e lieviti fermentanti il latte di capra, combinati con una selezione di fibre prebiotiche. Queste ultime fungono da substrato energetico per il microbiota intestinale e per i microrganismi dei grani stessi, migliorando così la qualità e la funzionalità della flora intestinale.

I risultati dello studio clinico
La sperimentazione ha coinvolto circa ottanta volontari sani, suddivisi in quattro gruppi che hanno assunto per sei settimane rispettivamente: inulina (20 g/die), omega-3 (500 mg/die), kefir con fibre (170 ml più 10 g di fibre prebiotiche) o nessun supplemento. Tutti e tre gli interventi hanno mostrato un miglioramento dei marcatori infiammatori, come l’interferone gamma, il fattore di necrosi tumorale alfa e l’interleuchina 6. Tuttavia, il gruppo che ha assunto kefir più fibre ha evidenziato i benefici più marcati, correlati a un aumento significativo della produzione di butirrato.
Sebbene nel lavoro non siano state ancora analizzate le modifiche specifiche delle specie batteriche del microbiota intestinale, i dati confermano il ruolo sinergico di kefir e fibre prebiotiche nel modulare l’infiammazione e migliorare la salute metabolica. Questo posiziona il kefir, soprattutto se potenziato con prebiotici, come un alimento fermentato in grado di agire efficacemente sul sistema immunitario intestinale, con vantaggi superiori o comparabili agli omega-3, ma con costi inferiori e un minore impatto ambientale.
Kefir: origine, composizione e benefici nutrizionali
Il kefir è una bevanda fermentata ottenuta dalla fermentazione del latte, tradizionalmente di pecora, capra o vacca, utilizzando i grani di kefir, aggregati di batteri e lieviti racchiusi in un polisaccaride chiamato kefiran. Ha origini antichissime, con testimonianze archeologiche risalenti a oltre 3.600 anni fa nella regione autonoma dello Xinjiang, e una storia strettamente legata alle popolazioni del Caucaso, dove è ancora molto popolare.
Il kefir contiene circa lo 0,8% di acido lattico e può avere vari livelli di anidride carbonica e alcol derivanti dai processi fermentativi. Il prodotto è ricco di probiotici, vitamine del gruppo B, calcio, fosforo e proteine di alta qualità, che contribuiscono a riequilibrare il microbiota intestinale e a migliorare la digestione, anche in soggetti con intolleranza al lattosio.
Secondo la dottoressa Courtney Pelitera, nutrizionista sportiva specializzata in benessere, il kefir può contenere fino a 65 ceppi diversi di microrganismi probiotici, offrendo un’efficace azione di supporto alla flora intestinale, rinforzando la barriera intestinale e sostenendo le difese immunitarie. Inoltre, il kefir è versatile in cucina, indicato per preparazioni fredde come frullati e dessert, poiché il riscaldamento annulla la vitalità dei probiotici.
Università di Nottingham e ricerca d’avanguardia
L’Università di Nottingham, istituzione pubblica fondata nel 1881 nel Regno Unito, è riconosciuta a livello internazionale per la sua eccellenza in ambito scientifico e medico. La ricerca sul kefir e le sue proprietà è solo l’ultima di una serie di studi innovativi portati avanti dall’ateneo, che vanta anche premi Nobel e importanti collaborazioni internazionali.
Con campus in Cina e Malesia, l’università continua a investire in progetti di ricerca che coniugano innovazione, sostenibilità e salute pubblica, confermandosi un punto di riferimento nella comunità scientifica globale per lo studio di alimenti funzionali come il kefir e il loro impatto sul benessere umano.
