In leggera ripresa la produzione di vino nel mondo: i dati

Produzione mondiale di vino

Produzione mondiale di vino | Pixabay @Esperanza33 - Vinamundi

Federico Liberi

13 Novembre 2025

Secondo l’OIV, la produzione mondiale di vino cresce del 3% rispetto al 2024 ma resta sotto la media storica: i dati

Mentre il settore vitivinicolo mondiale continua a fare i conti con le difficoltà climatiche e le sfide del mercato, i dati più recenti dell’Organizzazione internazionale della vigna e del vino (OIV) evidenziano una leggera ripresa nella produzione mondiale di vino per il 2025. Secondo le ultime stime pubblicate oggi, la produzione mondiale si attesta tra i 228 e i 235 milioni di ettolitri, con una proiezione media di circa 232 milioni di ettolitri, segnando un aumento del 3% rispetto al 2024, anno che ha registrato la vendemmia più scarsa dal 1961. Tuttavia, questo dato resta comunque inferiore del 7% rispetto alla media quinquennale, confermando un trend di produzione ancora sotto la media storica a causa delle condizioni climatiche avverse.

L’Italia domina la produzione mondiale di vino nonostante le sfide

L’Italia si conferma saldamente come il maggior produttore mondiale di vino nel 2025, con una produzione stimata di 47,4 milioni di ettolitri, in crescita dell’8% rispetto all’anno precedente. Questo incremento positivo contrasta con le performance degli altri grandi produttori europei: la Francia e la Spagna registrano rispettivamente cali dell’1% e dell’1,4%. La situazione climatica in questi paesi è stata particolarmente critica, con la Spagna che ha sofferto una siccità persistente da oltre tre anni e la Francia che ha subito un calo della produzione del 16% rispetto alla media quinquennale.

Nonostante le difficoltà climatiche, l’Italia è riuscita a mantenere una produzione relativamente stabile grazie a condizioni più favorevoli e a una gestione più efficiente della viticoltura. Anche l’Australia, con un aumento dell’11%, e il Sudafrica, che segna un incremento del 16%, contribuiscono alla ripresa del settore nell’emisfero australe, compensando in parte i cali registrati in altri paesi come il Cile (-10%) e la Germania (-6%).

Il contesto globale tra clima e mercato

L’OIV sottolinea come il cambiamento climatico continui a rappresentare il fattore predominante nel determinare la produzione vinicola, con fenomeni meteorologici estremi che si alternano tra siccità e precipitazioni intense, soprattutto in Europa, cuore della produzione vitivinicola mondiale. Questo quadro si accompagna a un mercato globale che fatica a decollare, con una domanda indebolita e consumi in calo ai livelli più bassi degli ultimi 60 anni, influenzati da inflazione e prezzi elevati.

La stabilità delle scorte, dovuta anche al rallentamento produttivo, contribuisce a mantenere un equilibrio nel mercato internazionale del vino, ma la ripresa della produzione rimane un elemento cruciale per il settore, che attende segnali più forti per invertire la tendenza negativa degli ultimi anni.

Presieduta dal professor Luigi Moio, l’Organizzazione internazionale della vigna e del vino continua a monitorare attentamente le dinamiche produttive e climatiche, offrendo un supporto tecnico-scientifico fondamentale per affrontare le sfide future della viticoltura globale.

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