Il mercato del vino in India cresce tra consumi in aumento e interesse per i prodotti premium. L’Italia rafforza la sua presenza con il Vinitaly India Roadshow 2026
New Delhi, 15 gennaio 2026 – L’India si conferma un mercato emergente di grande interesse per il settore vinicolo globale, nonostante il suo attuale peso marginale nel commercio mondiale del vino, con importazioni che nel 2023 hanno raggiunto un valore di circa 30,5 milioni di dollari secondo l’Osservatorio del Vino Uiv-Vinitaly. Il consumo di vino nel Paese, ancora modesto rispetto alle tradizionali nazioni produttrici, mostra però una crescita costante e promettente: il valore complessivo del mercato interno si attesta oggi a poco più di 415 milioni di dollari, con una previsione di superamento dei 520 milioni entro il 2028, registrando un tasso annuo di crescita (CAGR) del +3% dal 2019.
La viticoltura indiana e le sue prospettive
Il settore vinicolo in India, pur piccolo, sta vivendo una fase di espansione significativa. La viticoltura ha radici antiche, risalenti all’epoca della civiltà della valle dell’Indo, e ha conosciuto momenti di sviluppo durante la colonizzazione portoghese e britannica. Oggi, la produzione si concentra soprattutto nello stato del Maharashtra, con la città di Nashik riconosciuta come la “Capitale del vino dell’India”. Le condizioni climatiche, caratterizzate da estati calde e monsoni, spingono i viticoltori a piantare vigneti in altitudine per sfruttare temperature più miti e migliori condizioni di crescita. Le varietà coltivate includono vitigni internazionali come Cabernet Sauvignon, Chardonnay e Pinot noir, affiancati da uve autoctone come Anabeshahi e Arkavati.
Il consumo pro capite rimane basso, intorno ai 9 millilitri l’anno, a causa della tradizionale preferenza per superalcolici e birra, che detengono circa il 98% della quota di mercato. Tuttavia, la crescita della classe media urbana e una maggiore apertura verso prodotti premium stanno favorendo la diffusione del vino, con un aumento dei volumi nel 2022 pari al +19%.

Vinitaly India Roadshow 2026: il rilancio del vino italiano
L’Italia si posiziona come quarto fornitore di vino per il mercato indiano, dopo Australia, Francia e Singapore, con una crescita delle esportazioni superiore al 14% annuo. Per rafforzare questo trend, da domani fino al 18 gennaio si svolge il Vinitaly India Roadshow 2026, una manifestazione itinerante organizzata da Veronafiere in collaborazione con l’Italian Trade Agency (ITA), che prevede tappe a New Delhi e Goa (Panaji).
L’iniziativa coinvolge 30 aziende italiane, tra cui una collettiva ITA e 9 cantine del Consorzio Tutela Vini Valpolicella, pronte a incontrare oltre 200 operatori tra importatori, distributori e professionisti Horeca, oltre a wine lovers. Le masterclass, condotte da Sonal C Holland, prima Master of Wine indiana, approfondiranno la produzione vinicola italiana, dalle bollicine del Prosecco alle varietà autoctone, fino ai grandi rossi regionali. Una cena di gala all’Ambasciata Italiana a New Delhi con l’Ambasciatore Antonio Bartoli concluderà il primo evento.
Il ruolo strategico di Veronafiere e Adolfo Rebughini
Adolfo Rebughini, Direttore Generale di Veronafiere dal giugno 2024, sottolinea l’importanza di non considerare l’India come un semplice mercato di vendita veloce, ma come un contesto da coltivare con strategie di lungo termine. “Il nostro impegno va oltre la promozione commerciale e punta allo sviluppo di una cultura del vino italiano attraverso formazione, educazione e iniziative di lungo periodo”, spiega Rebughini, richiamando anche l’attenzione sull’enoturismo come strumento chiave di valorizzazione del Made in Italy.
Il Roadshow rappresenta così un’occasione cruciale per consolidare la presenza italiana in un mercato in rapida evoluzione, dove le importazioni di vino hanno registrato nel primo semestre 2025 un incremento del +50,3% in volume e del +20,9% in valore rispetto all’anno precedente, con un crescente interesse verso vini fermi e spumanti premium. L’evento conferma l’India tra i mercati vinicoli a più elevata crescita globale, offrendo nuove opportunità di business e dialogo tra produttori e consumatori.
