Secondo i dati aggiornati al 31 dicembre 2025 e pubblicati dal report n. 1/2026 di Cantina Italia del Ministero dell’Agricoltura, quasi sei bottiglie su dieci in Italia si trovano nelle cantine del Nord. In particolare, il Veneto si conferma la regione con la quota maggiore, accumulando il 27,3% del vino nazionale, trainata dalle province di Treviso e Verona. Complessivamente, le giacenze di vino in Italia sfiorano i 60 milioni di ettolitri, confermando la solidità della filiera enologica nazionale.
L’andamento delle giacenze tra vini, mosti e fermentazione
Alla fine dello scorso anno, nelle strutture produttive italiane erano presenti 59,5 milioni di ettolitri di vino, affiancati da 7,7 milioni di ettolitri di mosti e 2,8 milioni di ettolitri di vini ancora in fermentazione. Rispetto a dicembre 2024, i vini sono aumentati del 4,4%, i mosti del 16,8% e i vini in fermentazione del 32,3%. Analizzando invece il mese precedente, novembre 2025, si osserva una crescita dell’11,6% dei vini, accompagnata da una diminuzione dei mosti (-20,2%) e dei vini in fermentazione (-70,1%), segnale che gran parte del prodotto ha completato il processo di vinificazione.
Nord e Sud a confronto nella distribuzione del vino
Il Nord non si distingue solo per le giacenze complessive, ma anche per la concentrazione delle denominazioni più rilevanti per commercio ed export. Al contrario, il Sud emerge per i mosti e i vini in fermentazione: delle 7,7 milioni di ettolitri di mosti presenti in Italia, il 49,3% si trova nelle regioni meridionali, rispetto al 41,4% del Nord. In particolare, Puglia, Emilia Romagna e Piemonte rappresentano il 78,6% dei mosti, con la Puglia che da sola raggiunge il 47,3%. Per i vini nuovi in fermentazione, il Sud guida la classifica con il 41,9%, seguito dal Nord (26,0%), dal Centro (22,6%) e dalle Isole (9,5%).
Distribuzione non uniforme e impatti economici
Questi dati evidenziano come le diverse fasi della produzione vinicola siano distribuite in maniera eterogenea sul territorio nazionale, con implicazioni significative sul valore aggiunto, sull’occupazione e sul potere contrattuale lungo la filiera. Il Nord si conferma il cuore delle giacenze di vino pronto, mentre il Sud funziona come serbatoio per la fase iniziale della produzione e per la fornitura di prodotto sfuso o semilavorato.
DOP, IGP e varietali: la composizione delle giacenze
Un altro aspetto rilevante riguarda la tipologia dei vini conservati. Il 54,2% delle giacenze è costituito da vini DOP, con una predominanza dei bianchi (51,1%) grazie alle denominazioni settentrionali e nord-orientali. I vini IGP rappresentano il 26,4% del totale, in maggioranza rossi (52,9%), mentre i vini varietali costituiscono solo l’1,6%. Il restante 17,9% comprende altre tipologie di vini, senza indicazione geografica specifica.
