I vini da riscoprire nel 2026: ecco quali sono i migliori

Vini da riscoprire nel 2026

Vini da riscoprire nel 2026 | Pixabay @MilanEXPO - Vinamundi

Federico Liberi

9 Gennaio 2026

Dai Bordeaux meno noti ai Riesling tedeschi, passando per Sherry e Sauternes: ecco i vini da riscoprire nel 2026

Nel panorama enologico globale, il 2026 si apre con un invito a riscoprire vini spesso dimenticati o erroneamente stigmatizzati. Eric Asimov, noto critico enogastronomico del The New York Times, figura di riferimento per gli appassionati di vino, propone una guida aggiornata ai migliori vini da rivalutare quest’anno, unendo tradizione e innovazione con un occhio attento alla qualità e al contesto culturale.

I grandi vini da riscoprire secondo Eric Asimov

Eric Asimov sottolinea l’importanza di guardare oltre le mode passeggere e le credenze consolidate, invitando a una lettura più aperta e approfondita del mondo del vino. Tra i protagonisti della sua lista, spicca l’Bordeaux, definito “un vino da bere” nel senso più nobile: fresco, equilibrato e gastronomico, capace di accompagnare senza sovrastare. Pur criticando alcune etichette costose e ingessate, Asimov valorizza gli château meno noti, come Château Peybonhomme-les-Tours di Blaye-Côtes de Bordeaux e Château le Puy, esempi di eleganza e longevità.

In California, lo stereotipo dello Chardonnay opulento e burroso è stato superato: oggi la regione produce vini con profili minerali e tesi accanto a versioni più morbide ma equilibrate. Hanzell e Peay Vineyards sono tra le realtà che meglio incarnano questa evoluzione, offrendo un linguaggio ampio e variegato.

Il Merlot riceve un’attenzione particolare, specie dopo l’ingiusta demonizzazione dovuta alla cultura popolare (si pensi al film Sideways). Asimov ricorda che questo vitigno è alla base di grandi vini, soprattutto in Pomerol, e che la qualità dipende molto dal modo in cui viene coltivato e vinificato. Nel 2026, etichette come Château Bourgneuf a Pomerol e i merlot californiani di Emme e Colète meritano una prova senza pregiudizi.

Analogamente, il Cabernet Sauvignon della Napa Valley viene rivalutato per le versioni più misurate e longeve, che mostrano freschezza e complessità aromatica, come quelle di Frog’s Leap o Smith-Madrone, lontane dagli stereotipi di potenza eccessiva.

Fortificati e vini da territori emergenti

Eric Asimov richiama l’attenzione anche sui grandi vini fortificati come Porto e Madeira, spesso percepiti come vini da cerimonia o fuori moda. In realtà, vini come il Taylor Fladgate Tawny 20 anni o il Rare Wine Company Madeira Boston Bual offrono una profondità aromatica e una resistenza al tempo uniche, con il vantaggio di poter essere conservati per settimane dopo l’apertura. Questi vini meritano di essere gustati liberamente, senza i vincoli del tradizionale dopocena.

Dal punto di vista territoriale, la Ribera del Duero si sta trasformando, abbandonando i rossi sovraestratti per tornare a un tempranillo più elegante e territoriale. Produttori come Alfredo Maestro e Dominio del Águila stanno rappresentando con successo questa nuova fase.

Anche i celebri dolci di Sauternes e Barsac, prodotti con la botrytis cinerea, ritornano sotto i riflettori per la loro complessità e capacità di abbinarsi bene a formaggi erborinati e ostriche. Château Climens e Château de Fargues sono esempi di eccellenza.

Vini bianchi e vitigni in ascesa

Tra i bianchi, lo Savennières della Loira, a base di Chenin Blanc secco, è definito da Asimov “il bianco per chi ama pensare”, un vino riservato, austero, ma capace di sorprendere con nobiltà e profondità. Da riscoprire sono i vini di Domaine du Closel e Domaine aux Moines.

Lo Sherry, nelle sue forme più pure come Fino e Manzanilla, è celebrato per la sua salinità e freschezza, perfetto per l’aperitivo e abbinamenti classici come mandorle e Jamon iberico. L’Andalusia sta vivendo un fermento enologico che rinnova l’interesse verso questa tipologia storica, con etichette di Hidalgo-La Gitana e Fernando de Castilla in evidenza.

Infine, il Riesling Spätlese tedesco mantiene il suo status di vino dolce solo in apparenza, grazie a un equilibrio acrobatico tra zucchero e acidità. Produttori come Carl Loewen e Joh. Jos. Prüm continuano a rappresentare un patrimonio vitivinicolo di grande finezza e versatilità.

Eric Asimov e la difesa del vino nel dibattito contemporaneo

Nel contesto del crescente dibattito sui rischi legati al consumo di alcol, Asimov si distingue per una posizione equilibrata e appassionata, come evidenziato nel suo recente articolo “In difesa del vino” pubblicato sempre sul The New York Times. Pur riconoscendo i problemi sanitari, il critico americano sottolinea il valore culturale, storico e sociale del vino, invitando a una scelta consapevole e responsabile, che non rinunci però al piacere e alla bellezza insiti nel bere un buon calice.

Questa visione si riflette nella sua selezione di vini per il 2026, che premia prodotti capaci di raccontare storie, territori e tradizioni, invitando consumatori e intenditori a un approccio più aperto e curioso.

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