Francia, rivoluzione nei vigneti: autorizzato lo zuccheraggio dei vini Dop

Dei vini francesi

Dei vini francesi | Photo by Woitde chkm Pootai licensed under CC BY-SA 4.0 (https://creativecommons.org/licenses/by-sa/4.0/deed.en) - Vinamundi.it

Alessandro Bolzani

4 Gennaio 2026

Il mondo del vino francese, da sempre simbolo di rigore produttivo e rispetto delle tradizioni, sta vivendo una svolta che fino a poco tempo fa sarebbe sembrata impensabile. Per la prima volta anche i vini fermi a Denominazione d’origine protetta potranno essere sottoposti a una forma controllata di zuccheraggio. Una decisione che nasce da una combinazione di fattori: la crisi che attraversa il comparto vitivinicolo e il cambiamento profondo nei gusti dei consumatori, sempre più orientati verso vini rotondi e meno austeri.

Una svolta regolatoria senza precedenti

Il via libera è arrivato dalle autorità francesi, in particolare dal Comitato dei vini Dop all’interno dell’Inao, l’ente nazionale per l’origine e la qualità collegato al ministero dell’Agricoltura. Dal primo novembre la pratica, già consentita per i vini Igp e per lo Champagne, viene estesa anche ai vini fermi a denominazione. Tuttavia, la concessione non è senza paletti: il prodotto finale non dovrà superare i 9 grammi per litro di zuccheri residui fermentescibili, cioè fruttosio e glucosio.

Da anni in Francia si discuteva se aprire o meno a questa possibilità per i vini a denominazione d’origine, da sempre protetti da regole molto rigide. Le difficoltà economiche del settore, unite alla pressione dei produttori e ai nuovi orientamenti del mercato, hanno progressivamente sgretolato le resistenze. Il governo ha quindi scelto di intervenire, inserendo questa misura all’interno del piano di sostegno al comparto annunciato a fine novembre dal ministro dell’Agricoltura Annie Genevard.

Bordeaux e Côtes-du-Rhône in prima linea

Secondo la stampa francese, le regioni che potrebbero beneficiare maggiormente del nuovo provvedimento sono Bordeaux e Côtes-du-Rhône. Prima di diventare operativa, la nuova disciplina dovrà comunque essere recepita dai singoli Consorzi di tutela. L’Inao ha inoltre imposto condizioni molto rigorose: l’edulcorazione potrà riguardare vini rossi, bianchi e rosati e dovrà essere effettuata all’interno del territorio della Doc o nelle immediate vicinanze, utilizzando esclusivamente mosti — freschi, concentrati o concentrati-rettificati — provenienti dalle uve della stessa denominazione.

Il nodo del gusto dei consumatori

Già prima della pandemia i produttori di Bordeaux avevano lanciato l’allarme: una parte crescente del pubblico faticava ad apprezzare vini percepiti come troppo secchi e severi. Tra i prodotti più coinvolti in questa riflessione figura il claret, rosso leggero e di facile beva. Le nuove regole produttive per questo vino potrebbero essere discusse in Consorzio già nel mese di febbraio, con l’obiettivo di ottenere l’approvazione definitiva entro la tarda primavera.

Uno sguardo alla generazione Z

Dietro questa apertura c’è soprattutto la volontà di intercettare i consumatori più giovani. Le preferenze della generazione Z, orientate verso vini più morbidi e accessibili, stanno spingendo l’intero settore a ripensare parte delle proprie certezze. La Francia, secondo produttore mondiale di vino, sceglie così di adattarsi a un mercato in rapida evoluzione, tentando di coniugare tutela delle denominazioni e nuove strategie di sopravvivenza economica.

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