Mosca, 27 febbraio 2026 – Nel 2025, l’Italia si è riconfermata come il primo esportatore di vino in Russia, mantenendo la leadership di un mercato strategico nonostante una generale contrazione delle importazioni. È quanto emerge dai dati statistici russi pubblicati dai media locali e confermati dall’ufficio Ice di Mosca, che confermano la posizione dell’Italia davanti a Georgia e Lettonia.
Le esportazioni italiane di vino in Russia: dati e trend
Nel corso del 2025, le spedizioni di vino italiano in Russia hanno raggiunto un valore di 234,5 milioni di dollari, registrando però una diminuzione del 16% rispetto all’anno precedente. La Georgia si è attestata al secondo posto con 170,7 milioni di dollari (-7%), seguita dalla Lettonia con 120,7 milioni (-12%). Questo calo dei principali fornitori riflette in parte il decremento complessivo delle importazioni russe di vino, scese dell’11% a 824,1 milioni di dollari.
Nonostante la flessione, la presenza italiana resta dominante nel mercato russo, sostenuta da una reputazione consolidata e da una forte domanda di vini di qualità. Interessante è anche il dato sulla Polonia, che ha registrato un aumento del 20% delle esportazioni, raggiungendo 80,1 milioni di dollari e scalando così la classifica dei principali fornitori posizionandosi al quarto posto.
Il contesto del mercato internazionale del vino e le prospettive italiane
Il settore vinicolo mondiale nel 2024 ha raggiunto un valore di mercato di 353,4 miliardi di dollari con una crescita media annua del 5%. L’Italia, pur avendo perso il primato produttivo a favore della Francia, si distingue per la qualità delle sue produzioni, con un export previsto in crescita che supererà gli 8 miliardi di euro entro il 2026. La contrazione produttiva nazionale, dovuta a fattori climatici e a scelte orientate alla qualità, non ha intaccato la vantaggiosa posizione italiana sui mercati esteri, Russia inclusa.
La forte domanda russa di vino italiano si inserisce in un contesto dove il vino italiano è apprezzato per la sua eccellenza e varietà, con una quota importante riservata a DOCG, DOC e IGT, oltre a un crescente interesse verso i vini biologici e naturali. In questo scenario, la capacità di mantenere e rafforzare la presenza in mercati complessi come quello russo rappresenta una leva fondamentale per il settore vitivinicolo italiano.
Tra le dinamiche globali, va inoltre considerata la crescente competizione da parte di altri paesi esportatori e le oscillazioni legate a fattori economici e geopolitici, che continueranno a influenzare i flussi commerciali nel breve e medio periodo.
