Dazi, Cina e consumi in calo: perché le storiche aste di Beaune vacillano

Vini di Hospices de Beaune

Vini di Hospices de Beaune | Photo by Arnaud 25 licensed under CC BY-SA 4.0 (https://creativecommons.org/licenses/by-sa/4.0/deed.en) - Vinamundi.it

Alessandro Bolzani

17 Novembre 2025

Le tradizionali vendite caritative dei vini degli Hospices de Beaune, celebri in tutto il mondo per la loro storia secolare, si sono aperte domenica 16 novembre in un clima di forte incertezza. I fattori che hanno inciso sul mercato globale – dall’aumento dei dazi negli Stati Uniti alle difficoltà del settore in Cina, fino al generale calo nel consumo di alcol – hanno gettato un’ombra sull’edizione di quest’anno, allontanando l’idea di poter replicare il record del 2022.

Aste di Beaune, un avvio sotto pressione internazionale

A inaugurare le vendite, alle 14:30, è stato il direttore degli Hospices, Guillaume Koch, che ha ricordato ai presenti il valore solidale dell’evento, fondamentale per sostenere un ospedale da mille posti letto. Davanti a oltre 700 potenziali acquirenti radunati sotto le Halles di Beaune, ha lanciato un appello alla generosità. Dal canto suo, Sotheby’s France – che cura l’organizzazione – ha sottolineato con soddisfazione il numero particolarmente elevato di iscritti, segno di un interesse vivo nonostante il contesto difficile.

Aste di Beaune, il confronto con il 2022

L’atmosfera, però, non è quella delle grandi occasioni. Due anni fa le vendite avevano raggiunto un totale di 29 milioni di euro, un traguardo reso possibile da un numero di botti molto superiore a quello messo all’incanto quest’anno. Le 539 unità disponibili rappresentano un netto calo rispetto alle 802 del 2022, alimentando la sensazione di un mercato in frenata.

Un mercato mondiale più diffidente

Secondo Anne-Laure Helfrich, direttrice marketing dei Grands Chais de France, il clima internazionale pesa in modo evidente. L’azienda, tra le principali esportatrici francesi, aveva investito molto nelle vendite dello scorso anno, ma oggi percepisce una prudenza crescente da parte dei clienti. Anche Laurent Delaunay, presidente del Comité Bourgogne, conferma che l’intero comparto vitivinicolo della regione sta attraversando una fase di rallentamento.

Gli Stati Uniti e l’effetto dei dazi di Washington

Una delle situazioni più critiche riguarda il mercato americano. Per la prima volta dopo anni, le esportazioni di Borgogna verso gli Stati Uniti hanno registrato un calo in agosto. La diminuzione del 4% nel valore nei primi otto mesi dell’anno viene attribuita in gran parte ai nuovi dazi introdotti dall’amministrazione Trump. L’impatto immediato sulle aste, tuttavia, è limitato: i vini venduti sono primeur che verranno consegnati solo a metà 2027, dopo l’affinamento. C’è quindi chi spera in un cambio di rotta da parte della Casa Bianca.

Una platea cosmopolita

Per stimolare l’interesse globale, quest’anno il tour di degustazioni preparatorie è stato ampliato con sei nuove città, tra cui Abu Dhabi, Bangkok e San Paolo. Questa strategia punta ad attirare collezionisti da ogni continente. Marie-Anne Ginoux, numero uno di Sotheby’s France, ha spiegato che acquirenti provenienti da Paesi come Brasile, Messico e Taiwan hanno scelto di partecipare di persona alla gara.

L’Asia come motore di crescita, ma la Cina rallenta

Tra i mercati emergenti, l’Asia rimane centrale. La recente nomina della sudcoreana Jeannie Cho Lee come consulente per le aste testimonia il dinamismo dell’area. Le esportazioni di Borgogna verso la Cina sono triplicate in soli sette anni, mentre Bordeaux ha invece perso terreno. Proprio per questo, il rallentamento cinese sta colpendo più duramente i vini bordolesi, mentre chi acquista botti di Borgogna a Beaune ritiene di dover ancora arricchire le proprie cantine con etichette della regione.

Una tradizione secolare al servizio della solidarietà

Oltre all’aspetto commerciale, le aste restano un appuntamento fortemente legato alla beneficenza. Gli Hospices, nati nel XV secolo e ancora oggi proprietari di vigneti donati nel corso dei secoli, utilizzano i proventi per finanziare una vasta struttura sanitaria che non riceve fondi pubblici per le infrastrutture. È anche per questo che l’iniziativa continua ad avere un’aura speciale.

Il pezzo di beneficenza e l’evento clou della vendita

Come ogni anno, un lotto particolare è dedicato a una causa esterna: questa volta il ricavato andrà all’associazione EHCO, che sostiene bambini con disabilità, e all’Istituto Robert-Debré, specializzato nelle patologie neurologiche infantili. Nel 2022 questo “pezzo di beneficenza” raggiunse la cifra record di 810.000 euro, pari a circa 2.800 euro per bottiglia, trasformandosi nell’apice dell’intera giornata.

Le personalità che sostengono la causa

Per promuovere questo lotto speciale, sono state chiamate quattro figure note del mondo dello spettacolo: il DJ Martin Solveig, il regista Cédric Klapisch e gli attori Vincent Lacoste e Alice Taglioni. La loro presenza mira a dare maggiore visibilità all’iniziativa e a rafforzarne l’impatto mediatico.

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