Cracco rilancia il vino al ristorante: “Così anche i prezzi alti diventano sostenibili”

Lo chef stellato Carlo Cracco nasconde un segreto

Carlo Cracco | Ansa (vinamundi.it)

Alessandro Bolzani

13 Aprile 2026

In un momento in cui il costo dei vini di qualità cresce e rischia di allontanare parte della clientela, Carlo Cracco propone una soluzione concreta e, per certi versi, controintuitiva: condividere. Al Vinitaly, lo chef riflette su come mantenere viva la cultura del vino anche di fronte a listini sempre più impegnativi, suggerendo formule flessibili come il “mezzo bicchiere”, pensate per non rinunciare all’esperienza.

La tradizione a tavola e il ruolo centrale del vino

Per Cracco, il vino non è un elemento accessorio ma parte integrante del pasto. È proprio a tavola che si costruisce una vera educazione enologica, attraverso il racconto e soprattutto attraverso l’assaggio. Senza la possibilità di far provare un vino, spiega lo chef, si perde un’occasione fondamentale per trasmetterne il valore.

Questa visione affonda le radici nella sua formazione alberghiera, dove il vino è sempre stato considerato un compagno imprescindibile del cibo, al pari dell’acqua.

Prezzi in salita e strategie per non perdere i clienti

Il tema economico resta però centrale. L’aumento dei prezzi, legato anche alla contrazione globale e alla disponibilità limitata di alcune etichette, impone ai ristoratori un cambio di approccio. Esistono vini più accessibili e altri decisamente più esclusivi, spesso prodotti in quantità ridotte e difficili da reperire.

Di fronte a questo scenario, la soluzione non è rinunciare, ma modulare l’offerta: puntare sulla degustazione, incentivare il servizio al calice e trovare formule che rendano il vino più avvicinabile anche per chi ha un budget limitato.

La proposta di Cracco: il “mezzo bicchiere”

È qui che entra in gioco la proposta più curiosa di Cracco: dividere un calice in due. Una pratica informale, non codificata, ma già utilizzata in alcuni contesti. L’idea è semplice: abbassare la soglia psicologica di spesa e permettere ai clienti di concedersi comunque un vino di qualità.

Secondo lo chef, questa soluzione funziona proprio perché rende l’esperienza più accessibile senza snaturarla. Chi è seduto al tavolo si sente facilitato nella scelta e più propenso a sperimentare, anche di fronte a etichette costose.

La Piadina Romagnola protagonista a Vinitaly

Durante la manifestazione veronese, Cracco ha portato anche un pezzo di tradizione italiana reinterpretata: la Piadina Romagnola IGP. Proposta in diverse varianti, diventa il veicolo perfetto per raccontare il territorio e abbinarsi a vini differenti.

Tra le farciture presentate spiccano ingredienti di eccellenza come il Prosciutto di Parma DOP, lo Squacquerone di Romagna DOP e il Culatello di Zibello DOP, insieme a combinazioni più creative che uniscono dolce e salato.

Condividere per non rinunciare alla qualità

Il messaggio finale è chiaro: anche in un contesto economico complesso, il vino può restare protagonista dell’esperienza gastronomica. Serve però maggiore elasticità da parte dei ristoratori e una nuova disponibilità alla condivisione da parte dei clienti.

La formula del mezzo bicchiere, pur non essendo una regola scritta, rappresenta un esempio concreto di come adattarsi ai cambiamenti senza sacrificare la qualità. Un compromesso intelligente che potrebbe diventare sempre più diffuso nelle carte dei vini dei ristoranti.

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